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Il Natale in giro per il mondo

Volete festeggiare il Natale in modo un po' diverso? Ecco una serie di usanze e bizzarrie che potete trovare in alcune nazioni

Natale in Giappone

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Ormai ci siamo, corsa agli ultimi regali, spesa per cenone della Vigilia e pranzo di Natale, accordi per Capodanno. Siate onesti, quanti di voi di tanto in tanto non sognano di mollare tutto e per una volta fare “fuga dal Natale”? Niente regali forzati, cene/pranzi interminabili, parenti da vedere per forza. I propri cari, una valigia e via, verso mete da scoprire  e godere lontano da tutto. Se siete dei veri e propri “Grinch” potete scegliere mete dove il Natale non è proprio contemplato, se invece volete comunque vivere l’atmosfera natalizia o scoprire come viene vissuta questa festività in altri paesi, continuate a leggere, vi porteremo in giro per il mondo a scoprire come si vive il Natale!

In Giappone tra shortcake e KFC

Nonostante i cristiani siano una sparuta minoranza della popolazione, un tripudio di luci e decorazioni a tema appare già da due mesi prima per le strade e nei centri commerciali (nella foto di copertina potete ammirare l‘acquario di Osaka). Anche l’albero di Natale è molto apprezzato e lo si trova in varie forme e materiali per le strade delle città, in quanto le case giapponesi sono troppo piccole per potercelo mettere.

La vigilia di Natale non viene vissuta come un momento conviviale da passare in famiglia, ma piuttosto una sorta di S. Valentino anticipato. Le coppie passano il 24 dicembre insieme, scambiandosi regali e andando a cena fuori, per chi è single ci sono serate organizzate ad hoc, anche se sta prendendo sempre più piede organizzare uscite in gruppo con amici o stare a casa tutti insieme.

Il 25 scordatevi pranzi luculliani, in Giappone per Natale si mangia… Pollo fritto, meglio se della famosa catena americana KFC (Kentucky fried chicken)! Tutto nacque nel 1970, quando KFC lanciò i suoi prodotti sul mercato giapponese e un loro manager, sentendo degli stranieri lamentarsi per la mancanza del tacchino, lanciò il cartone pieno di pollo fritto come menù di Natale. La cosa prese talmente piede che diventò una tradizione natalizia, tanto che tutt’oggi per mangiare da KFC il giorno di Natale bisogna prenotare molto tempo prima o rassegnarsi a fare ore di coda.

Altra usanza irrinunciabile è la Shortcake, una torta di pan di spagna decorata con panna montata, fragole e decorazioni in zucchero a tema natalizio. La popolarità della torta crebbe nell’immediato dopo guerra, quando la ripresa del benessere dopo la batosta del conflitto mondiale, rese accessibile alla popolazione tutta una serie di prodotti prima considerati inavvicinabili e la torta divenne il simbolo della rinascita. Anche colori e forma non sono un caso, è rotonda per richiamare l’armonia e bianca e rossa, che sono colori tradizionali nipponici presenti anche sulla bandiera nazionale. La sera di Natale le Shortcake avanzate vengono vendute a prezzi scontati e da qui è nato il modo di dire “christmas cake” per definire le ragazze sopra i 25 anni non ancora sposate.

L’Islanda, terra di elfi e di libri

Se volete respirare aria natalizia potete andare in Islanda già agli inizi di dicembre. La prima domenica del mese si accende la prima candela dell’Avvento e via via le altre le tre domeniche successive.  Il periodo vero e proprio del Natale comincia l’11 dicembre per terminare il 6 gennaio. La tradizione locale narra dei 13 Jólasveinar, elfi che giungono di notte fuori dalle case e lasciano nella scarpa che trovano sul davanzale un dolce o un regalino se il bambino è stato bravo, se il bimbo non si è comportato bene invece, una patata rinsecchita. La figura di Babbo Natale è stata aggiunta dopo nel tempo, affiancandola ai 13 elfi.

La celebrazione vera e propria avviene il 24, quando le persone si riuniscono insieme per la cena e per aprire i regali. Se siete in Islanda potete stare certi che  riceverete almeno un libro, infatti scambiarseli come doni è una tradizione vera e propria, nata durante la seconda guerra mondiale, quando i prodotti importati erano davvero pochi a causa delle restrizioni e la carta era uno dei pochi beni a non esserne soggetto. Molte persone poi si recano alla messa di mezzanotte, altre preferiscono restare a casa con i parenti, magari proprio a leggere un libro appena  ricevuto. Altra usanza della Vigilia è recarsi al cimitero per lasciare una candela sulla tomba dei propri cari defunti. Il 25 lo si passa con pochi parenti, rilassandosi e mangiando quanto avanzato dal cenone. A S. Stefano si assiste invece allo spettacolo pirotecnico.

A Caracas si va a messa sui roller blade

Di questa usanza non si conosce l’origine, ma il giorno della vigilia a Caracas, la capitale del Venezuela, molte strade vengono chiuse per permettere alle persone di recarsi in chiesa con i pattini a rotelle. Sembra che poi quando i bambini vanno a letto, si leghino un filo di corda all’alluce e facciano uscire l’altra estremità dalla finestra così che i pattinatori passando tirino leggermente il filo.

Nelle Filippine, al festival delle lanterne giganti

Il sabato prima di Natale, a San Fernando, denominata la “capitale del Natale delle Filippine”, c’è il Ligligan Parul Sampernandu, il festival delle lanterne giganti. 11 villaggi partecipano alla competizione cercando di creare lanterne sempre più grandi. Inizialmente le lanterne erano molto semplici e con un diametro massimo di 60 cm. oggi sono sempre più elaborate e arrivano ad essere larghe anche più di 6 metri. Giochi di luci creano dei veri e propri caleidoscopi coloratissimi, come potete vedere nel video sotto, piccola testimonianza dell’edizione del 2018.

Come avete potuto vedere se si vuole un’alternativa al classico Natale non c’è che l’imbarazzo della scelta, si tratta solo di decidere dove e partire!

 

Che ne dici di queste usanze? Quale ti piacerebbe “sperimentare” per un Natale alternativo?
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