Aggiornamento settembre 2026: gli archeologi non hanno identificato con certezza il palazzo di Ulisse. Le ricerche condotte sul sito di Agios Athanasios, noto come Scuola di Omero, hanno però rafforzato in modo importante il legame tra Itaca e il culto di Odisseo. Le nuove iscrizioni rinvenute su elementi architettonici permettono di riconoscere nel complesso ellenistico un santuario dedicato all’eroe, mentre l’identificazione di una residenza micenea con il palazzo raccontato nell’Odissea resta un’ipotesi.
La distinzione è fondamentale. Una cosa è dimostrare che a Itaca esisteva un luogo di culto di Odisseo, visitato per secoli. Un’altra è provare che una specifica struttura dell’Età del Bronzo fosse la dimora storica del personaggio omerico.

Che cosa è stato scoperto alla Scuola di Omero
Il sito di Agios Athanasios si trova nell’Itaca settentrionale, nei pressi di Exogi. Le indagini hanno documentato una lunga frequentazione, con materiali che risalgono fino al Neolitico e testimonianze dell’Età del Bronzo, del periodo ellenistico e di quello romano.
La novità più importante emersa dallo studio dei reperti riguarda alcune iscrizioni di età ellenistica. Su frammenti di tegole compaiono forme del nome di Odisseo, tra cui ΟΔΥΣΣΕΟΣ e ΟΔΥΣΣΕΙ. Questi dati, insieme a offerte votive, monete, elementi architettonici e a una piccola effigie bronzea riconducibile all’eroe, permettono agli studiosi di collegare il complesso al santuario di Odisseo ricordato anche dalle fonti antiche.
Il Centre for Odyssean Studies sottolinea che le nuove evidenze consentono di associare la Scuola di Omero al centro di culto dell’eroe. Questo risultato è molto rilevante per la storia religiosa e culturale dell’isola, ma non equivale alla scoperta del palazzo descritto nel poema.
Quindi il palazzo di Ulisse è stato trovato?
No, non nel senso in cui spesso viene presentata la notizia. Il sito contiene materiali micenei e strutture antiche compatibili con un insediamento importante, ma non esiste un’iscrizione, un archivio o un reperto che permetta di dire che quell’edificio appartenesse a un re chiamato Ulisse.
Il problema riguarda anche la natura stessa del personaggio. L’archeologia può studiare insediamenti, cronologie, strutture, culti e oggetti. Molto più difficile è dimostrare che un eroe tramandato da una tradizione poetica corrisponda a un singolo individuo storicamente identificabile.
Le nuove scoperte spostano quindi il punto della discussione: oggi abbiamo basi più solide per parlare di memoria e culto di Odisseo a Itaca, non per trasformare automaticamente un complesso miceneo nel palazzo dell’Odissea.
Agios Athanasios e le tracce micenee
La Scuola di Omero resta comunque un luogo importante anche per l’Età del Bronzo. Gli archeologi hanno identificato ceramiche del XIV e XIII secolo a.C. e una grande cisterna sotterranea che potrebbe appartenere alla fase micenea.
Queste testimonianze indicano che l’area aveva un ruolo significativo molto prima della costruzione del santuario ellenistico. È possibile che l’insediamento controllasse approdi, terreni e risorse idriche dell’Itaca settentrionale.
È proprio questa sovrapposizione di periodi a rendere il sito così affascinante. Un luogo frequentato nell’Età del Bronzo può essere stato reinterpretato secoli dopo come spazio legato alla memoria dell’eroe. Il passaggio, però, deve essere dimostrato e non presunto.
Pilikata e Polis Bay: perché restano importanti
Poco distante si trova Pilikata, dove gli scavi hanno documentato una lunga occupazione e materiali dell’Età del Bronzo. La posizione è interessante anche per la vicinanza con Polis Bay, tradizionalmente collegata al porto di Forco del racconto omerico.
Nella grotta della baia furono rinvenuti anche tripodi in bronzo e un’antica iscrizione votiva dedicata a Odisseo. Questi elementi non provano che la geografia dell’Odissea debba essere letta come una mappa precisa, ma mostrano quanto profondamente la popolazione dell’isola abbia legato la propria identità all’eroe.
Alalkomenes e la vecchia ipotesi del palazzo
Un’altra candidatura storica è Alalkomenes, sul monte Aetos. Heinrich Schliemann, celebre per gli scavi di Troia e Micene, la considerò una possibile area legata alla residenza di Ulisse.
Il sito ha restituito importanti strutture e testimonianze della memoria dell’eroe, comprese monete di Itaca con la sua immagine. Anche in questo caso, però, il legame culturale con Odisseo non permette di identificare automaticamente le strutture con il palazzo narrato da Omero.

Che cosa possiamo affermare oggi
Il quadro del 2026 è più interessante e più preciso rispetto alla semplice formula “trovato il palazzo di Ulisse”. Possiamo distinguere almeno tre livelli:
- Fatto documentato: a Itaca esistono insediamenti e materiali micenei compatibili con una comunità importante dell’Età del Bronzo.
- Fatto documentato: ad Agios Athanasios è stato identificato un santuario ellenistico e romano dedicato a Odisseo.
- Ipotesi: una delle strutture micenee dell’isola potrebbe aver contribuito alla tradizione del palazzo omerico, ma non è possibile identificarla con certezza con la dimora dell’eroe.
Questa distinzione non riduce il fascino della scoperta. Al contrario, dimostra che la memoria di Ulisse a Itaca non apparteneva soltanto alla letteratura. Per secoli l’eroe fu una figura concreta della vita religiosa e identitaria dell’isola.
Perché la scoperta del santuario cambia il quadro
Il valore delle nuove iscrizioni sta nel fatto che offrono una prova archeologica diretta del culto di Odisseo. Non dobbiamo più affidarci soltanto alla somiglianza tra il paesaggio e il poema o a tradizioni nate in epoche moderne.
Il santuario documenta una comunità che riconosceva Odisseo come figura centrale della propria memoria. Questo aiuta anche a comprendere perché Itaca abbia continuato a essere identificata con l’isola dell’eroe nei secoli successivi.
Per approfondire il personaggio e il modo in cui la tradizione ha costruito la sua figura, su Arte iCrewPlay è disponibile anche il nostro articolo su Ulisse e il suo ruolo nella mitologia greca.
Il punto, quindi, non è scegliere tra mito e archeologia. È capire dove termina ciò che possiamo documentare e dove comincia l’interpretazione. A Itaca oggi conosciamo molto meglio il culto di Odisseo e il paesaggio archeologico nel quale quella memoria si sviluppò. Il palazzo raccontato nell’Odissea, invece, continua a rimanere una delle domande aperte più affascinanti dell’archeologia omerica.