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Emilio Pucci, il marchese della moda

Emilio Pucci è stato un artista della moda, i suoi tessuti e le sue stampe iconiche fanno parte della collezione donata alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze

Emilio Pucci
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La moda può essere considerata arte? Guardando le creazioni di alcuni stilisti assolutamente , basti pensare a certi abiti diventati vere e proprie icone oppure alle mostre dedicate a questo o quello stilista (è in corso quella su Christian Louboutin a Parigi di cui ho parlato in questo articolo). Emilio Pucci si può assolutamente definire un artista della moda, innovatore e all’avanguardia, celebrato a livello mondiale e creatore di disegni e tessuti quanto mai attuali.

Emilio Pucci, una vita avventurosa e interessante

Erede di una nobile famiglia fiorentina, Emilio Pucci nacque a Napoli nel 1914. Grande passione della sua giovinezza fu lo sci che lo portò a fare parte nel 1934 della squadra olimpica con la quale partecipò alle Olimpiadi invernali del 1936. In seguito ebbe una borsa di studio per continuare ad allenarsi in un college nell’Oregon dove, grazie anche alla passione per la pittura, disegnò l’uniforme della squadra di sci. Terminato il percorso di studi in scienze sociali invece di rientrare in Italia si imbarcò per fare il giro del mondo su una vecchia nave.

Sistemati i guai con lo Stato che lo considerava renitente alla leva, al suo rientro si arruolò nell’aeronautica iniziando la carriera militare. Con l’entrata in guerra dell’Italia prese parte a numerose missioni e spostato in vari reparti via via che le perdite nei combattimenti rendevano necessari nuovi assetti. Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 si ritrovò a dover fuggire da Venezia per non essere deportato in Germania e fu raggiunto a Firenze da Edda Ciano Mussolini, che aveva già subito quel destino insieme ai figli ed era potuta rientrare in Italia solo  lasciando i bambini in ostaggio in Germania.

Aiutata la donna a ricongiungersi coi figli in Svizzera, rientrò in Italia e consegnò come da lei richiesto tre lettere ai comandi tedesco, italiano e alleato in cui Edda minacciava di svelare i contenuti dei diari del marito all’opinione pubblica, per poi tornare in Svizzera. Fu arrestato vicino Lecco e portato a Milano dove fu per mesi torturato perchè rivelasse dove erano quei diari ed Edda Ciano. Liberato dalla prigionia e ormai considerato un traditore riuscì a fuggire in Svizzera dove, dopo un periodo di ricovero a Lugano, iniziò a guadagnarsi da vivere facendo il maestro di sci a Zermatt.

Terminata la guerra abbandonò definitivamente l’aeronautica e iniziò ad appassionarsi di moda. La sua carriera partì quasi per caso. La foto di lui con un’amica, per la quale aveva creato un completo da sci, venne pubblicata su Harper’s Bazaar nell’ambito della moda invernale in Europa ed ebbe un immediato successo. Questo lo portò a creare una collezione che venne immortalata l’anno dopo, nel 1948, sulla medesima rivista e ad aprire una boutique a Capri nel 1950. Fu l’inizio di un’incredibile carriera e di un marchio che ancora oggi è sinonimo di creatività e colore.

Emilio Pucci si spense a Firenze il 29 novembre 1992, lasciando la maison in mano alla figlia Laudomia e dopo aver servito per alcuni anni lo Stato come deputato tra le fila del partiro Liberale Italiano.

La moda di Emilio Pucci

Come accennato sopra la sua carriera partì quasi per caso, ma il successo fu immediato. In un epoca di abiti rigidi e strutturati lui portò una ventata di freschezza con vestiti per le vacanze, semplici e dalle linee morbide che seguivano il corpo. Il tocco in più lo davano i colori, accesi e sgargianti come non si vedeva da tempo. La boutique a Capri divenne il punto di riferimento per le donne del jet set mondiale e attrici famose come Marilyn Monroe e Sophia Loren e first ladies del calibro di Jackie Kennedy furono spesso immortalate con le sue creazioni.

Fu anche un rivoluzionario arrivando a brevettare nuovi tipi di tessuti e stampe, accostando colori in contrasto tra di loro e utilizzando stampe optical. Nel 1951, grazie a Giovanni Battista Giorgini, organizzò la prima sfilata di moda in Italia a Villa Torrigiani. La stampa anglosassone lo definirà “The prince of prints” e nel 1954 arriva la prima consacrazione, con l’assegnazione del prestigioso premio  Neiman-Marcus Award negli stati Uniti.

Emilio Pucci si può tranquillamente definire il capostipite dello Sportwear, che lui però univa alla classe e all’eleganza di tessuti e stampe. La sede della casa di moda fu ed è tutt’ora Palazzo Pucci, nella sua Firenze. Nel 1960 brevettò un tessuto che chiamò Emilioform, formato da helanca e shantung di seta, mentre nel 1966 arrivò Vivara il suo primo profumo. Le sue collezioni più celebri furono ispirate da luoghi e artisti italiani, come quella ispirata alla Sicila nel 1956, al Palio di Siena nel 1957 (le cui stampe furono brevettate) e quella la cui ispirazione nacque da Botticelli nel 1959.

Tra le curiosità che costellano la sua lunga carriera c’è sicuramente il fatto che fu il creatore del logo della Nasa per la misssione dell’Apollo 15, l’aver disegnato le uniformi delle hostess della compagnia Braniff International Airways e quelle dei vigili urbani (le divise blu con l’elemetto bianco ovale e guanti bianchi, per intenderci).

Gli anni ’60 sono pregni della Puccimania, le sue stampe psichedeliche sono dei veri e propri status symbol indossate dalle signore del jet set internazionale. Nel 1968 si lancia nel mondo della moda maschile in collaborazione con Ermenegildo Zegna e prosegue firmando  licenze per la produzione di accessori e oggetti di ogni genere, dalla lingerie alle porcellane (collaborando con Rosenthal).

Negli anni ’80 gli si affianca nel processo creativo la figlia Laudomia che alla sua morte nel 1992 prenderà in mano le redini dell’azienda e donerà parte della collezione paterna alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze.

Dal 2000 i diritti del logo Emilio Pucci e delle sue creazioni storiche sono stati acquistati dal gruppo francese LVMH che ne ha col tempo rilanciato il marchio rivisitando i celebri modelli e stampe per delle collezioni attuali e in linea con i tempi moderni. Diversi direttori creativi si sono alternati nel tempo, fino ad arrivare all’ultima collaborazione con Christelle Kocher di Koché, scelta come guest designer per la collezione A/I 2020/2021 che ha affermato:

“Sono davvero orgogliosa di poter collaborare con Pucci. Questo brand vanta una straordinaria eredità. Sono sempre stata colpita dalle sue eleganti silhouettes, straordinarie stampe e colori. È un vero piacere potersi immergere nel brillante universo di Emilio Pucci e nella sua storia.”

Il mito di Pucci non si è spento nel tempo, ma anzi è stato rivalutato e reso attuale, segno che le creazioni del Marchese sono sempre state al passo coi tempi.

Emilio Pucci
Che ne dici di questo stilista? Cosa ti ispirano le sue creazioni? Aspetttiamo il tuo parere!
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