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Jago, “Marmo italiano”: il viaggio del profugo

A Ponte Sant'Angelo è apparsa un'installazione di Jago dal titolo "In Flagella Paratus Sum - sono pronto al flagello". La scultura, dal titolo "Marmo italiano", ha viaggiato in mare e rappresenta un profugo

Camminando lungo Ponte Sant’Angelo, gli angeli proteggono e danno ospitalità alle sofferenze di un profugo. La scultura in marmo nero Cattani, dal titolo Marmo italiano, è stata realizzata da Jago nel 2022 e raffigura un uomo disteso su un fianco.

L’integrazione, l’accoglienza e il lungo e sofferto viaggio di chi è costretto ad abbandonare la propria terra sono i temi racchiusi in quest’opera, che ben si armonizza con la struttura artistica nella quale è inserita e realizza quel proficuo dialogo tra presente e passato, elemento auspicabile, sia nello studio della storia, sia nella storia della critica d’arte.

Jago fonda le sue radici nelle tecniche tradizionali, per cui questo dialogo è alla base della sua poetica e della sua opera. E’ stato infatti il primo artista con The First baby, a mandare una scultura nello spazio in occasione della missione Beyond dell’ESA. L’opera è poi tornata sulla Terra a febbraio 2020.

La scultura inoltre consola le vittime e i superstiti e ricorda ciò che è stato il crudele e tragico 2020. E’ il caso di Look Down, collocata a Piazza del Plebiscito a Napoli per poi essere esposta nel deserto di (Al Haniyah a Furiah UAE).

La sua scultura diventa vita che pulsa, si agita sotto il marmo e partecipa al movimento della storia e così è stato anche per Marmo italiano.

Puoi ammirare le opere dell’artista presso la mostra a Palazzo Bonaparte di Roma, inaugurata dal 12 marzo 2022, dal titolo JAGO – The Exhibition. 

Jago

Jago e il viaggio del profugo di Marmo italiano

La scultura ha viaggiato per un mese in mare sulla nave Ocean Vikings di SOS Mediterranee, è stata portata allo Stadio Olimpico e poi messa sul selciato di Ponte Sant’Angelo. Il titolo dell’installazione è In Flagella Paratus Sum – sono pronto al flagello e si ispira alla frase inscritta nel basamento dell’Angelo del Primo Flagello.

Essa si trova quindi nel crocevia tra l’antica prigione di Castel Sant’Angelo e la Basilica di San Pietro in un percorso incerto che può sfociare nella morte o nell’illegalità o nella salvezza di un porto sicuro. Questo è quanto accade ai profughi.

Per dare forza e senso a questo percorso e renderlo quanto più possibile dignitoso e sicuro, l’opera verrà venduta all’asta, con un valore stimato di 1250 mil di euro e il ricavato sarà devoluto alla SOS Mediteranee per aiutare i profughi.

Andrai a vedere quest'opera a Castel Sant'Angelo?

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