Il 21 maggio 1674 la nobiltà polacca confermò formalmente l’elezione di Jan III Sobieski come nuovo sovrano della Confederazione Polacco-Lituana. Questo evento concluse un processo iniziato pochi giorni prima, quando il prestigio accumulato da Sobieski nelle recenti campagne militari contro i turchi divenne determinante per superare le divisioni interne dell’assemblea elettorale.

Czytaj więcej: https://histmag.org/Jan-III-Sobieski-w-anegdocie-9259
L’ascesa al trono fu la diretta conseguenza dei suoi successi sul campo, in particolare la schiacciante vittoria ottenuta l’anno precedente nella battaglia di Chocim. Di fronte alla costante minaccia ottomana, la nobiltà cercava un re che fosse innanzitutto un comandante capace, mettendo momentaneamente da parte le dispute politiche tra le fazioni filo-francesi e quelle fedeli agli Asburgo.
Con questa nomina ebbe inizio un periodo caratterizzato da una forte spinta alla modernizzazione militare e da una raffinata fioritura artistica. Sobieski trasformò la corte in un centro culturale di respiro europeo, pur rimanendo concentrato sull’obiettivo primario di difendere i confini cristiani, missione che avrebbe poi trovato il suo apice storico nove anni dopo con la liberazione di Vienna.
Il Leone di Polonia: la sua elezione portò sul trono un leader che godeva del rispetto universale sia degli alleati che dei nemici.

Jan III Sobieski, re di Polonia
Jan III Sobieski, re di Polonia, figlio di Jakób Sobieski castellano di Cracovia (cioè primo senatore del regno) e di Teofila Daniłowicz; pronipote, dal lato materno, dell’etmanno Stanislao Žółkiewski, nacque a Olesko, presso Leopoli, il 2 giugno 1624. Studiò all’università di Cracovia e all’estero, soprattutto a Parigi, viaggiò in Inghilterra, Francia, Olanda, Germania e Turchia. Raggiunse presto alti gradi nello stato: nel 1656 grande gonfaloniere della corona; nel 1665 etmanno di campo e grande maresciallo del regno; nel 1667 grande etmanno (comandante in capo dell’esercito) della corona.
Come uomo politico era fautore dell’alleanza tra la Polonia e la Francia, sorretto dalla moglie, la francese Maria Casimira d’Arquien, dama di corte della regina Maria Lodovica e vedova Zamoiski. Ma tutti gli sforzi del re Giovanni Casimiro e di Luigi XIV per porre sul trono polacco il candidato francese rimasero infruttuosi. Fu eletto re Michele Wiśniowiecki e la Polonia, contro le intenzioni della Francia, s’ingolfò in lotte accanite contro la Turchia.
Infatti, la ripresa dell’espansione turca nella seconda metà del sec. XVII, che si fece sentire contemporaneamente nell’Ungheria e su Venezia (occupazione di Candia), si rivolse anche, durante il regno di Michele, contro la Polonia, esausta per le lunghe lotte sotto Giovanni Casimiro. Nel 1672 l’enorme spedizione turca, sotto il comando del sultano Maometto IV e il granvisir Ahmed Köprülü, si diresse contro la Polonia, occupò l’importante fortezza di Kamenec Podol′sk e costrinse il re a concludere la pace a Buczacz, nella quale la Polonia cedeva alla Turchia la Podolia e l’Ucraina.
Di fronte all’indignazione unanime, la dieta polacca deliberò la creazione di un forte esercito di cui fu posto a capo il Sobieski che riportò nel 1673 una grande vittoria sui Turchi presso Hotin (Chocim), impadronendosi d’assalto del loro campo di rifornimento. Questa vittoria gli procurò la corona polacca, poiché, dopo la morte di Michele, fu eletto re il 21 maggio 1674. Senza attendere l’incoronazione, Jan III Sobieski continuò la lotta contro i Turchi, sconfiggendo nel 1675 i Tartari presso Leopoli e concludendo l’armistizio presso Zurawno, col quale la Turchia restituiva alla Polonia la maggior parte dell’Ucraina e, in quanto alle altre terre occupate, si dichiarava disposta a entrare in trattative a Costantinopoli con la partecipazione della Francia.

Nello stesso tempo avevano luogo trattative polacco-francesi per un’alleanza contro l’Austria e il Brandeburgo nella guerra di coalizione di Luigi XIV. L’alleanza fu conclusa nel 1675: dopo la vittoria, la Polonia avrebbe ottenuto la Prussia Orientale.
Ma ad un’azione da parte polacca – dalla quale Jan III Sobieski sperava di trarre vantaggi per rinforzare il potere regio – non si giunse, poiché la diplomazia francese non era riuscita a regolare favorevolmente i rapporti tra i Polacchi e i Turchi. Sobieski finì in questo modo con l’avvicinarsi all’imperatore, concludendo nel 1683 col papa Innocenzo XI e con l’imperatore Leopoldo I un’alleanza contro la Turchia.
Quando nell’estate di quell’anno l’esercito turco, condotto del granvisir Kara Mustafa, assediò Vienna, Sobieski guidò sotto Vienna un forte esercito polacco e qui, a capo degli alleati polacchi e tedeschi, riportò il 12 settembre 1683 una grande vittoria, che fu definitivamente decisa da un vittorioso attacco degli ussari polacchi. Mandata al papa la bandiera verde del profeta, che l’esercito polacco aveva conquistata, inseguì il nemico e liberò, per mezzo della battaglia presso Parkany, la fortezza di Esztergom.

Con le ulteriori lunghe lotte contro i Turchi (la Polonia si associò alla Santa Lega con l’imperatore, il papa e Venezia), condotte da parte polacca principalmente alla frontiera del principato multeno, la Polonia, dopo la morte di G. (17 giugno 1696) riacquistò, nella pace di Carlowitz (1699), tutte le terre che la Turchia le aveva tolte, compresa la fortezza di Kamenec Podol′sk. Ma la Polonia non poté rivendicare le terre cedute a Mosca (1667).
Nella pace conclusa a Mosca nel 1686 essa dovette rinunziare definitivamente a Kiev e al territorio ucraino alla sponda sinistra del Dnepr. Ai grandi successi militari della Polonia faceva riscontro un sempre crescente indebolimento interno: politico ed economico. Il re stesso, che godeva la fama di un condottiero geniale, non seppe padroneggiare i sintomi di decadenza e dissolvimento, né riuscì ad assicurare alla propria famiglia la successione al trono di Polonia, che passò invece, dopo la sua morte, ai Wettin di Sassonia.
In possesso di una ricca e profonda cultura, Jan III Sobieski apprezzava e promuoveva le scienze; era un grande conoscitore e amatore dell’arte, e nei palazzi, per esempio a Wilanów, raccolse ricche collezioni d’arte. Si circondava volentieri di artisti tra i quali emerse il suo pittore di corte Martino Altomonte (nato nel 1657 a Napoli), allievo di Maratta, ritrattista e pittore storico che fissò nei suoi quadri una serie di vittorie del Sobieski.