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Jimmu primo imperatore del Giappone

Jimmu Tennō: la leggenda del primo imperatore del Giappone

Discendente dalla dinastia della dea del Sole, Jimmu Tenno, l’11 febbraio del 660 a.C., fondò l'Impero giapponese. Tale data viene oggi considerata festa nazionale e anniversario della fondazione del Giappone

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Ogni popolo e ogni Stato ha la sue origini, raccontate e tramandate attraverso dei miti o delle leggende. Anche il popolo nipponico ha la sua leggenda, che spiega la nascita dell’Impero giapponese. La leggenda di riferimento è quella di Jimmu Tennō, il primo imperatore del Giappone.

Jimmu Tennō: l’imperatore che fondò il Giappone

Come la fondazione della città di Roma trova le sue origini nella leggenda di due bambini, Romolo e Remo, allattati da una Lupa, anche l’Impero giapponese ha la sua leggenda che ne spiega la nascita e la fondazione. La leggenda di riferimento è quella di Jimmu o Jinmu Tennō, discendente della dea del sole Amaterasu attraverso suo nipote Ninigi.

Il nome dell’Imperatore Jimmu o Jinmu (神武天皇) significa letteralmente “forza divina” o “dio guerriero”. Discendente diretto di Amaterasu (天照), è stato il primo Imperatore leggendario della storia giapponese. Il nome completo del leggendario imperatore è Kamu-yamato Iware-biko no mikoto (神倭伊波礼毘古命).

Jimmu nacque il 13 febbraio del 711 a.C. e morì il 9 aprile del 585 a.C., secondo il più antico documento letterario del Giappone, il Kojiki. Altre interpretazioni del Kojiki fissano il giorno della morte all’11 marzo. Il libro racconta la sua avanzata dal Kyūshū fino all’insediamento nella pianura di Yamato.

Anche nel Nihon Shoki (日本書紀, altro documento storico giapponese, 720 d.C.) si parla di Jimmu. In questo caso il suo regno viene collocato tra il 660 e il 585 a.C.

Nei diversi documenti si evince la sua discendenza diretta dalla dea del sole Amaterasu, attraverso un suo pronipote, Ninigi, che fu inviato sulla Terra dalla dea. Ninigi portò con lui quelle che ancora oggi vengono considerate le tre insegne del potere imperiale: lo specchio, la spada, e il gioiello, che rappresentano la saggezza, la prosperità e il coraggio.

Jimmu figura come un discendente diretto della dea del sole, Amaterasu, dalla quale discende il padre del primo imperatore, Ugayafukiaezu. Amaterasu aveva un figlio chiamato Ame no Oshihomimi no Mikoto, padre di Ninigi-no-Mikoto. La dea lo mandò nelle isole giapponesi dove alla fine sposò Konohana-Sakuya-hime.

Tra i loro tre figli c’era Hikohohodemi no Mikoto, chiamato anche Yamasachi-hiko , che ha sposato Toyotama-hime, figlia di Ryūjin, dio del mare giapponese. La coppia ha avuto un unico figlio chiamato Ugayafukiaezu, che è stato abbandonato e cresciuto dalla zia Tamayori-hime, sorella minore della madre. I due si sono sposati e dalla loro unione sono nati quattro figli. L’ultimo di questi, Kamu-yamato Iware-biko no mikoto, cioè l’Imperatore Jimmu.

jimmu Tenno

Jinmu, secondo la tradizione giapponese, sbarcò sull’ìsola di Hondo (本土), l’attuale Honshū (本州), l’11 febbraio del 660 a.C.. Tale data viene oggi considerata festa nazionale, anniversario della fondazione del Giappone.

Originario della parte meridionale del Kyūshū, Jinmu fu costretto a varie migrazioni dopo alcune sconfitte in battaglie con altri clan. Sotto la guida e la protezione di Yagatarasu (八咫烏), un corvo a tre zampe di proprietà diretta di Amaterasu, arrivò nella provincia di Yamato (l’attuale Prefettura di Nara) dove riuscì a imporre il suo potere e a salire sul trono del Giappone. Quello che avvenne dopo è immerso nella leggenda.

Secondo i ricercatori, le antiche leggende sulla campagna di Jimmu sono un riflesso dei processi migratori delle tribù giapponesi, così come la formazione dei loro sindacati. Sebbene la scienza moderna rimandi questo processo a un periodo successivo.

Il ruolo dell’Imperatore nell’odierno Giappone

Oggi il ruolo dell’imperatore è svuotato di poteri, ma resta il simbolo dell’unità nazionale. L’imperatore nomina il primo ministro o il capo della corte suprema, ma solo su indicazione della dieta e della corte stessa, non ha poteri di veto ed alla fine non è neppure più un capo di Stato, anche se di fatto ne svolge il ruolo.

L’imperatore è un padre della patria, prega per il Giappone al capodanno ed in altre festività secondo antichissimi rituali, ad esempio quando il paese è stato sconvolto dal terremoto e dallo tsunami dell’undici marzo 2011 Akihito e la moglie hanno portato conforto agli sfollati per lungo tempo, anche se non erano più nel pieno delle loro forze, cosa molto apprezzata dal popolo e che ha dato reale supporto morale a chi aveva subito il disastroso sisma.

L’imperatore di oggi come il padre prima di lui ha sposato una donna non nobile e soprattutto non di sangue imperiale, come facevano i loro predecessori, e si è sposato con la signora Masako, che da principessa triste, pare abbia sofferto di depressione per abituarsi alla vita di corte dopo una gioventù che la vedeva avviata alla carriera diplomatica, sembra oggi essere un’imperatrice soddisfatta del proprio ruolo di rappresentate dello stato accanto al marito.

L’attuale imperatore del Giappone è Naruhito, salito al trono a 59 anni dopo che suo padre, l’imperatore emerito Akihito, ha abdicato il 30 aprile 2019 (prima volta dopo 202 anni). E’ nato l’11 febbraio, stesso giorno di fondazione dell’Impero nipponico per mano del leggendario Jimmu. Naruhito è il 126° erede al trono e con si apre l’era Reiwa o “dell’ordine e della pace”, che sarà anche il suo nome postumo come da tradizione.

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