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Kansai Yamamoto: stilista tra tradizioni e innovazioni

Caratterizzato da uno stile audace e a tratti sfacciato, durante le sfilate Kansai Yamamoto si ispirava alle arti tradizionali giapponesi del Kabuki

Kansai Yamamoto
Kansai Yamamoto
Cosa ne pensi dello stile di Yamamoto? Conoscevi il suo stile colorato e brillante? Lasciaci un commento

Cosa hanno in comune David Bowie, John Lennon, Stevie Wonder, Louis Vuitton, Elton John e Lady Gaga? Tutti hanno avuto il privilegio di lavorare o di indossare una creazione di Kansai Yamamoto.

Kansai Yamamoto: padre dello stile Basara

Kansai Yamamoto è nato l’8 febbraio 1944 a Yokohama, in Giappone. Studiò ingegneria civile e si laureò in inglese all’università giapponese, ma lasciò gli studi nel 1965, quando capì che la sua passione era la moda. E’ stato molto apprezzato dagli orientali, in particolare dai designer Junko Koshino e Hisashi Hosono, che hanno contribuito alla sua formazione. Nel 1967 ha ricevuto il premio Soen, alla Bunka Fashion College. Nel 1971 , decise di aprire un proprio atelier: Yamamoto Kansai Company.

Herpers & queen - Kansai YamamotoI suoi abiti nascevano dal concetto giapponese di basara, caratterizzata da un’estetica vistosa e sgargiante, che lo aveva fatto conoscere e apprezzare nella sua sfilata di esordio a Londra nel 1971, a soli 27 anni, primo stilista giapponese ad approdare nella capitale inglese.

La collezione di debutto di Kansai Yamamoto è stata pubblicata sulla copertina della rivista Harpers & Queen con lo slogan “Explosion from Tokyo”, come a voler sottolineare l’inizio di un nuovo stile che è pronto ad invadere le passerelle occidentali. Un’esplosione di colori che sorprenderà e conquisterà il pubblico, soprattutto i protagonisti del mondo dello spettacolo.

Nello stesso anno, le sue collezioni hanno debuttato negli Stati Uniti presso Hess’s in Allentown, in Pennsylvania, un grande magazzino noto per le sue controverse sfilate di moda con stili americani ed europei selezionati per il loro potenziale nell’influenzare il mercato del prêt-à-porter.

Il suo stile avanguardista, audace e sfacciato, i suoi colori sgargianti e brillanti si contrappongono al concetto di wabi-sabi, cioè semplice ed imperfetto. Le sue sfilate erano un richiamo alle arti tradizionali giapponesi del Kabuki, ed era particolarmente ammirato dalle generazioni più giovani.

David Bowie Ziggy SturdustDopo la sfilata di Londra, che lo battezzò come pioniere e padre dello stile basara, diventò famoso per la sua collaborazione con David Bowie, producendo una serie di abiti per il personaggio Ziggy Stardust del cantante, ispirato ad una leggenda giapponese che descriveva il rapporto tra una divinità e un coniglio dal colore bianco intenso. “Ho trovato l’estetica e l’interesse di David nel trascendere i confini di genere incredibilmente belli”, disse al sito web The Cut nel 2018.

Kimono largamente stampati, tute che si gonfiavano ai polpacci con pantaloni a campana, body in maglia colorata e tute ispirate all’era spaziale completavano perfettamente l’alter-ego alieno di Bowie. I due stili di artisti erano perfettamente sincronizzati, il risultato era maggiore della somma delle sue parti.

Il suo lavoro e la sua natura rivoluzionaria hanno conquistato anche altri artisti, tra cui Elton John e Stevie Wonder e la sua esperienza con la creazione di costumi lo ha portato a realizzare performance che hanno comportato una stretta interazione con il pubblico. I suoi cosiddetti super-show sono stati messi in scena in tutto il mondo, con il “Hello! Russia” del 1993, tenutasi nella Piazza Rossa di Mosca, che ha richiamato 120.000 spettatori.

Nel 2004, ha offerto la sua stravagante interpretazione del kimono e successivamente ha rilasciato cappotti ispirati al festival Hanten nel 2007. È stato anche incaricato di progettare il treno giapponese Skyliner nel 2010, che collega l’aeroporto di Narita con il centro di Tokyo. Nel 2013 si organizza una mostra su di lui al New Britain European Festival e nel 2018 lavora insieme a Vuitton.

Per la collaborazione con Luis Vuitton, ha attinto idee e stili dal teatro Kabuki. I suoi disegni accattivanti, ricchi di colori saturi e motivi suggestivi, lo distinguono da molte delle icone della moda giapponese più minimaliste.

“Uno come me è destinato a distinguersi in Giappone”, ha detto in un’intervista del 2017 al gruppo Nikkei.

Kansai Yamamoto: il saluto della figlia su Instagram

Il celebre stilista ci ha lasciato il 21 luglio 2020 per l’aggravarsi della sua leucemia, che gli era stata riscontrata nel marzo di quest’anno. Sua figlia Mirai Yamamoto ha dato la notizia dal suo account Instagram.

Mi ha insegnato a resistere dopo i fallimenti e a non lasciare andare mai via la mentalità positiva e lungimirante. Considerava le sfide come opportunità di auto sviluppo e credeva sempre nei giorni più luminosi a venire.

Così ha spiegato la figlia ricordando il padre sui social e dando quindi la notizia prima ai canali giapponesi, poi al mondo. L’arte dello stilista di fama internazionale resta nelle sue opere, ma anche in molti abili che sono stati considerati il simbolo degli anni Settanta.

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