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Madonna Sistina di Raffaello: significato dei due angioletti

Il significato dei celebri putti, la visione della Vergine e le leggende sulla loro origine

Madonna cosmica
Madonna Cosmica
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I due celebri angioletti della Madonna Sistina di Raffaello sono putti alati appoggiati alla balaustra nella parte inferiore del dipinto. Non costituiscono un quadro autonomo: osservano la visione della Vergine con Gesù Bambino che avanza tra le nuvole. La loro fama deriva anche dalle numerosissime riproduzioni separate, ma il loro ruolo si comprende meglio guardando l’intera pala realizzata intorno al 1512-1513 e oggi conservata a Dresda.

Madonna sistina di raffaello con maria e gesù, san sisto, santa barbara e due angioletti sulla balaustra
Raffaello, Madonna Sistina, circa 1512-1513, Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda.

Che cosa rappresentano i due angioletti?

In basso, davanti al grande scenario celeste, due piccoli angeli alati poggiano gomiti e braccia su una balaustra. Uno guarda verso l’alto con le mani sotto il mento; l’altro inclina la testa e volge lo sguardo verso la scena. Hanno l’atteggiamento spontaneo di bambini che assistono a qualcosa più grande di loro, non la posa solenne dei santi.

La loro funzione è insieme compositiva e narrativa: occupano la soglia inferiore, danno una misura umana alla visione e invitano chi guarda a soffermarsi su Maria e Gesù. Non è documentata una singola frase di Raffaello che ne fissi un preciso significato allegorico; presentarli come simboli certi di noia, tristezza o ribellione significherebbe trasformare una possibile impressione moderna in un dato storico.

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Perché sono appoggiati a una balaustra?

La balaustra dipinta separa visivamente lo spazio dell’apparizione dalla posizione ideale dello spettatore. I due angioletti si appoggiano proprio su quel margine, come se condividessero il nostro punto di osservazione. È un espediente che rende accessibile una scena soprannaturale: la Vergine avanza tra le nubi, mentre i putti sembrano fermi sul confine fra la visione e chi la contempla.

Le ricerche e le attività divulgative delle Staatliche Kunstsammlungen Dresden, istituzione che conserva l’opera, hanno dedicato particolare attenzione al contrasto fra la fama autonoma dei due angioletti e la conoscenza del dipinto completo. Nel rapporto annuale del museo relativo al 2012 viene ricordato anche un piccolo esperimento di riconoscimento: i cherubini risultavano più familiari a molti intervistati rispetto alla pala senza quel dettaglio.

È vero che Raffaello copiò due bambini visti per strada?

Si racconta spesso che Raffaello abbia disegnato i due angioletti dopo avere osservato bambini appoggiati alla vetrina di una bottega, a una finestra o su un muretto. Questi racconti appartengono alla fortuna aneddotica dell’opera, non a una testimonianza documentata della sua creazione. Le versioni variano e non permettono di stabilire con sicurezza una scena realmente osservata dall’artista.

Il modo prudente di leggere il dettaglio è distinguere la naturalezza delle espressioni, perfettamente visibile nel dipinto, dalla storia sulla loro origine. L’effetto di spontaneità non prova da solo che Raffaello abbia lavorato copiando due bambini precisi.

Chi sono gli altri personaggi della Madonna Sistina?

Al centro compare Maria con Gesù Bambino in braccio, davanti a una profondità di nubi popolate di piccole teste angeliche. A sinistra, per chi guarda, è raffigurato san Sisto, riconoscibile come pontefice; a destra si trova santa Barbara, con lo sguardo abbassato. Ai piedi della scena ci sono i due putti e, sul margine superiore, un grande tendaggio verde aperto.

Maria non è semplicemente seduta in posa: sembra avanzare verso lo spettatore. Le tende incorniciano la visione come se si fosse appena aperta davanti a noi. La balaustra, il movimento della Madonna e i gesti dei santi rendono l’immagine adatta alla contemplazione da parte dei fedeli.

Perché si chiama Madonna Sistina? È nella Cappella Sistina?

No, la Madonna Sistina non si trova nella Cappella Sistina. Il nome rimanda alla chiesa di San Sisto a Piacenza, per la quale la pala fu realizzata, e al santo rappresentato nell’opera. Non va confusa con gli affreschi della Cappella Sistina in Vaticano.

La scheda delle collezioni statali di Dresda registra il dipinto come opera di Raffaello del 1512-1513, esposta alla Gemäldegalerie Alte Meister. Il titolo può quindi trarre in inganno chi lo associa soltanto a Roma, ma la sua storia è legata a Piacenza e, in seguito, alla Sassonia.

Perché i due angioletti sono diventati più famosi del dipinto intero?

Il dettaglio possiede caratteristiche particolarmente adatte alla riproduzione: due figure isolate, pose immediatamente riconoscibili e un’espressione quotidiana che funziona anche fuori dal soggetto religioso. Stampe, cartoline, oggetti decorativi e pubblicità hanno contribuito a diffonderlo come immagine a sé.

Proprio questo successo può cambiare il modo in cui si interpreta l’opera: quando i due putti vengono ritagliati, spariscono la Vergine, i santi, il tendaggio e la balaustra nella sua interezza. Rimane una coppia di bambini alati che sembra esprimere un sentimento universale. Nel dipinto originale, invece, i due angioletti partecipano a una complessa apparizione sacra. La differenza non rende sbagliata la loro fortuna popolare, ma è essenziale per comprenderne il significato storico-artistico.

Che differenza c’è con la Madonna di Foligno?

Raffaello realizzò due grandi pale mariane negli stessi anni, ma con scelte differenti. Nella Madonna di Foligno i santi e il committente Sigismondo de’ Conti assistono alla visione e il paesaggio conserva il ricordo di un evento personale. Nella Madonna Sistina, invece, la Vergine sembra presentarsi direttamente a chi osserva, fra san Sisto e santa Barbara.

Le collezioni di Dresda documentano il confronto fra le due pale in occasione della loro esposizione congiunta nel 2011. Confrontarle aiuta a riconoscere come Raffaello potesse affrontare lo stesso tema, Maria con Gesù in gloria, attraverso due modi diversi di coinvolgere lo spettatore. Per un’altra soluzione compositiva dello stesso pittore si può osservare anche la Madonna del Cardellino, dove l’incontro si svolge invece in un paesaggio aperto e terreno.

Dove si trova oggi la Madonna Sistina?

Il dipinto si conserva nella Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda, in Germania, all’interno delle Staatliche Kunstsammlungen Dresden. Fu acquistato nel Settecento per la collezione sassone e da allora è divenuto uno dei suoi capolavori simbolo. Prima di organizzare una visita è utile verificare sul sito ufficiale del museo la collocazione e gli eventuali cambiamenti di allestimento.

Qual è dunque il significato dei due angioletti?

I due angioletti della Madonna Sistina sono piccoli osservatori collocati sulla soglia della visione sacra. La loro naturalezza alleggerisce la solennità del quadro, ma non li separa dal suo significato religioso. Per capire perché Raffaello li dipinse lì, bisogna guardare sopra di loro: la Vergine con Gesù avanza tra le nubi, accompagnata da san Sisto e santa Barbara. I putti sono il dettaglio più celebre, non il soggetto principale.

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