Dal 12 settembre al 6 dicembre 2026 la Fondazione Paolo e Carolina Zani di Cellatica, alle porte di Brescia, ospita Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda. La mostra riunisce 36 opere tra dipinti e disegni, abiti originali del Settecento e sette costumi creati da Danilo Donati per Il Casanova di Federico Fellini.
Il percorso mette in dialogo pittura, moda e cinema per raccontare la Venezia del XVIII secolo attraverso abiti, accessori, maschere e codici sociali. Per chi vuole organizzare la visita, la Sala Esposizioni è aperta dal martedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e sabato e domenica dalle 10:00 alle 17:00. Il biglietto per giardino e sala espositiva costa 12 euro.

| Magnifica Eleganza 2026 | Informazione |
|---|---|
| Sede | Fondazione Paolo e Carolina Zani, Cellatica |
| Indirizzo | Via Fantasina 8, Cellatica, Brescia |
| Date | 12 settembre – 6 dicembre 2026 |
| Martedì-venerdì | 9:00-13:00 |
| Sabato-domenica | 10:00-17:00 |
| Biglietto giardino + mostra | 12 euro |
| Opere | 36 tra dipinti e disegni |
| Artisti principali | Tiepolo, Longhi, Guardi, Rotari |
Magnifica Eleganza a Brescia: date, orari e biglietti
La mostra apre sabato 12 settembre 2026 e resta visitabile fino a domenica 6 dicembre. La sede è la nuova Sala Esposizioni della Fondazione Zani, in via Fantasina 8 a Cellatica, a pochi chilometri dal centro di Brescia.
Gli orari indicati per la Sala Esposizioni sono 9:00-13:00 dal martedì al venerdì e 10:00-17:00 il sabato e la domenica. Il biglietto unico per la visita autonoma al giardino e alla sala espositiva costa 12 euro. La Casa Museo segue invece modalità di visita proprie e l’accesso alla collezione permanente è accompagnato e su prenotazione.
Per disponibilità, prenotazioni e aggiornamenti operativi conviene controllare la pagina ufficiale di Magnifica Eleganza prima della partenza.
Cosa vedere nella mostra Magnifica Eleganza
Il percorso presenta 36 opere tra dipinti e disegni di Pietro Longhi, Giambattista Tiepolo, Francesco Guardi e Pietro Antonio Rotari. A queste si aggiungono abiti originali del XVIII secolo e sette costumi cinematografici di Danilo Donati.
L’idea non è mostrare i vestiti come semplici oggetti decorativi. La mostra usa la pittura veneziana come documento per leggere la società della Serenissima: forme degli abiti, tessuti, copricapi, maschere e accessori permettono di capire come l’apparenza comunicasse rango, ruolo sociale e identità.
Il Ridotto in Venezia di Pietro Longhi
Tra i nuclei più riconoscibili c’è Il Ridotto in Venezia di Pietro Longhi, opera che trasforma una scena mondana in un osservatorio sui comportamenti del Settecento. Dame, gentiluomini, maschere e abiti costruiscono un ambiente in cui il Carnevale e il gioco diventano parte della rappresentazione sociale.
Il confronto con gli abiti originali permette di osservare ciò che nei dipinti può passare inosservato: la struttura dei panier, le sete, i damaschi, i velluti, i tagli sartoriali e il modo in cui il corpo viene modificato dalla moda.
Tiepolo e Guardi tra disegni, abiti e accessori
I fogli di Giambattista Tiepolo e Francesco Guardi mostrano quanto l’attenzione al costume fosse integrata nell’osservazione della vita veneziana. Alcuni disegni funzionano quasi come studi di abiti e atteggiamenti, con dettagli utili a leggere la diffusione della moda francese nella Serenissima.
Per approfondire il pittore veneziano puoi leggere il nostro profilo su Giambattista Tiepolo e il Rococò italiano. Il rapporto con la grafica settecentesca è invece al centro del nostro approfondimento sui disegni veneziani del Castello Sforzesco.

Gli abiti originali del Settecento
Una parte centrale della mostra è dedicata agli abiti originali del XVIII secolo, presentati in dialogo con le opere. Andrienne, robe à la polonaise, robe à la française e habit à la française mostrano quanto la moda fosse costruita attraverso volumi, pieghe, tessuti e accessori.
Il confronto diretto rende il percorso leggibile anche per chi non conosce la storia del costume. Le forme dipinte da Longhi, Guardi e Tiepolo trovano un riscontro materiale negli abiti, trasformando un dettaglio pittorico in una testimonianza concreta della vita quotidiana.
I costumi di Danilo Donati per Il Casanova di Fellini
La parte finale porta il racconto nel Novecento con sette costumi ideati da Danilo Donati per Il Casanova di Federico Fellini. Il film del 1976 vinse l’Oscar per i migliori costumi nel 1977 e trasformò il Settecento veneziano in un universo visivo volutamente teatrale e artificiale.
Le creazioni di Donati non cercano una ricostruzione neutra. Velluti, grandi volumi e colori esasperati reinterpretano la Venezia storica attraverso il cinema. Accostati alle opere e agli abiti originali, mostrano come lo stesso immaginario possa cambiare tra pittura, moda e scenografia.
Dama con moretta e il significato delle maschere veneziane
Tra le opere segnalate nel percorso compare la Dama con moretta di Pietro Antonio Rotari. La moretta era una piccola maschera ovale scura utilizzata dalle donne e legata alla cultura del travestimento e dell’anonimato veneziano.
Nel contesto della mostra, la maschera diventa un elemento utile per capire il rapporto tra identità e apparenza. Bautta, larva e moretta non erano soltanto accessori del Carnevale: contribuivano a costruire un codice sociale in cui abito e volto potevano essere controllati, nascosti o trasformati.
Quanto tempo serve per visitare Magnifica Eleganza
Per la sola Sala Esposizioni è ragionevole prevedere circa un’ora, soprattutto se vuoi osservare con calma il confronto tra dipinti, disegni e abiti. Chi abbina anche il giardino dovrebbe tenere più tempo, mentre la visita alla Casa Museo va organizzata separatamente secondo le modalità della Fondazione.
La mostra ha una finestra ampia, fino al 6 dicembre, ma il primo weekend può essere più affollato per l’apertura. Chi preferisce una visita più tranquilla può scegliere una mattina feriale, tenendo conto della chiusura alle 13:00 dal martedì al venerdì.
Perché questa mostra può interessare anche chi segue moda e cinema
Magnifica Eleganza non è soltanto una mostra di pittura veneziana. Il valore del progetto sta nel collegare opere, oggetti reali e costumi cinematografici, facendo emergere il modo in cui una stessa idea di Venezia è stata costruita, osservata e reinventata nel corso dei secoli.
Per chi visita Brescia e dintorni tra settembre e dicembre 2026, la Fondazione Zani offre quindi un percorso compatto ma trasversale: Tiepolo, Longhi, Guardi e Rotari dialogano con il costume storico e con Fellini, permettendo di leggere il Settecento attraverso dettagli che spesso restano sullo sfondo.