Fino al 15 novembre 2026 il Museo Barracco di Roma ospita Divina d’Acciaio, la statua-ritratto di Maria Callas realizzata da Nikos Floros. Si visita dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17:15). Per i non residenti il biglietto ordinario del museo costa 7,50 euro; l’ingresso è gratuito per chi risiede a Roma o nella Città Metropolitana, con documento che attesti la residenza, e per chi possiede la MIC card.
Dove e quando vedere Divina d’Acciaio
L’opera è esposta al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, corso Vittorio Emanuele II 166/A, nel centro storico di Roma, dal 24 settembre al 15 novembre 2026. Il lunedì il museo è chiuso. Prima della visita è opportuno verificare eventuali comunicazioni straordinarie attraverso il sito ufficiale del Museo Barracco.
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Ultimo giorno | 15 novembre 2026 |
| Orario | Martedì-domenica, 10:00-18:00 |
| Ultimo ingresso | 17:15 |
| Chiusura | Lunedì |
| Ingresso intero | 7,50 euro |
| Ridotto | 6 euro, per aventi diritto |
| Gratuità | Residenti Roma e Città Metropolitana con documento, titolari MIC card e altre categorie previste |
I prezzi indicati si riferiscono al biglietto del museo. Il sistema ufficiale applica un diritto di prevendita di 1 euro su determinate modalità di acquisto anticipato; le condizioni sono specificate nella pagina ufficiale dei biglietti. Non confondere il museo con un’esposizione gratuita per chiunque: dal febbraio 2026 sono cambiate le tariffe dei musei civici romani.
Che cosa rappresenta la statua di Maria Callas
Nikos Floros raffigura Maria Callas in acciaio inossidabile, con un panneggio che richiama le statue femminili della Grecia antica. Uno dei dettagli più insoliti si trova nella mano della cantante: la figura sorregge una rappresentazione grafica della propria voce mentre interpreta Casta Diva, l’aria della Norma di Vincenzo Bellini.
È un modo per rendere visibile una presenza che normalmente dura soltanto il tempo dell’esecuzione musicale. L’acciaio, materiale resistente, si contrappone alla natura effimera del canto. Il riferimento alle Korai e alle Cariatidi non è casuale: l’artista inserisce un’icona dell’opera lirica del Novecento nel linguaggio figurativo della scultura classica. Questa è la lettura proposta dalla presentazione istituzionale dell’opera, non la descrizione di una statua antica.
Perché l’opera è esposta proprio al Barracco
Il Museo Barracco custodisce una raccolta di scultura comparata che attraversa l’Egitto, la Mesopotamia, Cipro, la Grecia e Roma. Nel museo le sculture dialogano tra civiltà e secoli differenti: l’opera di Floros introduce un confronto ulteriore fra scultura greca, teatro e storia della voce. La presentazione ufficiale ricorda anche l’esibizione di Callas a Epidauro nell’agosto 1960, riferimento centrale per leggere il legame con la cultura ellenica.
Chi visita l’esposizione può affiancare alla statua contemporanea le sale dedicate all’arte greca, dove si osservano originali e copie romane di modelli classici. È questo confronto, più che il semplice ritratto celebrativo, a rendere interessante la visita.
Come organizzare la visita
Il museo è vicino all’area di Campo de’ Fiori e piazza Navona. Per una visita dedicata alla statua e a una selezione delle sale antiche si può prevedere indicativamente un’ora; il tempo non è una durata ufficiale imposta dal museo. Controlla prima le informazioni di accessibilità e le eventuali aperture della Casa Romana sotterranea, che possono avere modalità specifiche.
Per proseguire con altre collezioni e itinerari artistici romani, puoi consultare su iCrewPlay Arte le condizioni di ingresso ai Musei Capitolini e la guida alle opere di Caravaggio a Roma. Si tratta di musei e itinerari diversi, ciascuno con proprie modalità di accesso.




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