Matteo Lepore è sindaco di Bologna dall’ottobre 2021, ma la sua esperienza a Palazzo d’Accursio è iniziata dieci anni prima. Dopo due mandati da assessore, ha assunto la guida della città mentre prendevano forma progetti destinati a modificarne mobilità, spazi pubblici e patrimonio culturale.
Nato a Bologna il 10 ottobre 1980, Lepore arriva alla fase finale del mandato con diversi interventi ancora in corso. Le linee del tram, la nuova configurazione di Bologna Città 30 e la messa in sicurezza della Torre Garisenda saranno elementi centrali anche nella valutazione politica che precederà le elezioni comunali del 2027.
Chi è Matteo Lepore e come è diventato sindaco di Bologna

Matteo Lepore ha costruito il proprio profilo dentro l’amministrazione bolognese, passando dalle politiche culturali alla gestione urbana. Eletto sindaco al primo turno nel 2021 con il 61,9% dei voti, ha raccolto l’eredità della giunta Merola e legato il mandato a trasporti, ambiente, casa e tutela dei simboli cittadini.
Lepore è cresciuto nel quartiere Savena e si è diplomato nel 1999 al liceo classico Luigi Galvani. Ha poi studiato Scienze politiche all’Università di Bologna, completando la propria formazione con esperienze dedicate alle relazioni internazionali e allo sviluppo territoriale.
Prima dell’ingresso in giunta ha lavorato presso l’ufficio della Regione Emilia-Romagna a Bruxelles e nell’area di Legacoop dedicata a innovazione e internazionalizzazione. La biografia istituzionale pubblicata dal Comune di Bologna ricostruisce il passaggio dall’attività politica nel territorio agli incarichi amministrativi.
Nel 2011 viene eletto consigliere comunale e nominato assessore dal sindaco Virginio Merola. Durante i due mandati riceve deleghe che comprendono cultura, turismo, patrimonio, sport, lavoro, innovazione e relazioni internazionali. Questa continuità gli consente di presentarsi alle primarie del centrosinistra del 2021 con un’esperienza amministrativa già riconoscibile.
Dopo aver superato Isabella Conti alle primarie, Lepore vince le comunali del 3 e 4 ottobre 2021. La proclamazione avviene l’11 ottobre e gli assegna contemporaneamente la guida del Comune e della Città metropolitana. In ambito nazionale è inoltre coordinatore delle Città metropolitane nell’ufficio di presidenza dell’ANCI.
Dalla cultura alla Garisenda, il patrimonio entra nel mandato
La precedente esperienza come assessore alla cultura resta una componente significativa del profilo di Matteo Lepore. In quella fase Bologna ha sviluppato progetti legati alla partecipazione civica, alla promozione territoriale e al rapporto tra istituzioni culturali e quartieri, temi successivamente confluiti nella gestione complessiva della città.
La crisi della Torre Garisenda, emersa nell’autunno 2023, ha però trasformato la tutela monumentale in una delle principali responsabilità del mandato. L’inclinazione e i segnali rilevati dal sistema di monitoraggio hanno portato alla chiusura dell’area delle Due Torri, alla modifica della viabilità e alla progettazione di un intervento straordinario.
Il piano del Comune prevede la rimozione dello stato di pericolo attraverso due grandi tralicci metallici, derivati dalle strutture utilizzate durante i lavori sulla Torre di Pisa. Come indicato nel progetto esecutivo per la Garisenda, le strutture dovranno contrastare le sollecitazioni legate all’inclinazione e consentire il successivo consolidamento della base.
Nel febbraio 2026 l’intervento è entrato nella fase operativa relativa al montaggio delle cosiddette macchine di Pisa e alla realizzazione delle fondazioni profonde. Per l’amministrazione la difficoltà consiste nel proteggere un monumento medievale senza isolare a tempo indefinito una delle aree più frequentate del centro storico.
La Garisenda è così diventata un banco di prova per il rapporto tra conservazione, sicurezza e vita urbana. I tempi dei lavori, i costi e la futura accessibilità dell’area influiranno sulla percezione del mandato almeno quanto i grandi interventi dedicati alla mobilità.
Tram e Bologna Città 30 verso il confronto elettorale del 2027
Il progetto più esteso riguarda le linee tranviarie, pensate per ridisegnare il trasporto pubblico e i collegamenti tra centro e quartieri. La rete annunciata comprende 50 fermate, i cui nomi sono stati presentati dal Comune nel maggio 2026, ma la costruzione ha comportato deviazioni, cantieri e riduzione temporanea degli spazi disponibili lungo diversi assi stradali.
Commercianti e residenti hanno segnalato problemi di accessibilità e parcheggio, mentre l’amministrazione collega i disagi alla costruzione di un sistema destinato a ridurre il traffico privato. Il 2027 viene indicato come l’anno di avvio della nuova mobilità tranviaria, rendendo il completamento delle opere strettamente collegato al futuro politico del sindaco.
Anche Bologna Città 30 ha prodotto un confronto acceso. Dopo l’intervento del TAR sull’impianto originario, il Comune ha riformulato i limiti attraverso ordinanze riferite a tratti stradali specifici. La seconda fase, partita il 20 aprile 2026, comprende oltre 100 interventi fisici, tra attraversamenti rialzati, allargamenti dei marciapiedi, dissuasori luminosi e modifiche vicino alle scuole.
Il mandato di Matteo Lepore si avvicina quindi alla verifica elettorale con progetti ancora visibili nella loro fase di costruzione. La questione decisiva sarà concreta: entro il 2027 i cantieri del tram, la nuova disciplina stradale e la sicurezza della Garisenda dovranno mostrare risultati percepibili, trasformando opere contestate durante l’esecuzione in cambiamenti comprensibili per chi vive Bologna.