Un dipinto creduto perduto per secoli, riconosciuto dopo un restauro e acquistato nel 2026 dal Metropolitan Museum of Art come opera giovanile di Rosso Fiorentino è già al centro di una nuova disputa attributiva. La Madonna con Bambino e San Giovanni Evangelista, oggi esposta al Met di New York, è presentata dal museo come il quadro ricordato da Giorgio Vasari all’inizio della carriera del pittore fiorentino. Ma uno studio pubblicato nel luglio 2026 da Luigi Agus e Alessandro Nesi propone un’altra lettura: l’autore potrebbe essere Alonso Berruguete.
La questione resta aperta. Il Metropolitan Museum of Art continua a catalogare l’opera come Rosso Fiorentino, datandola al 1512/13. La nuova proposta non ha quindi sostituito l’attribuzione ufficiale del museo, ma introduce elementi che rendono il caso particolarmente interessante.

Il restauro che ha fatto riemergere San Giovanni
Il punto di svolta è arrivato durante un intervento conservativo. Sotto una ridipintura è riemersa, nella parte destra, la figura a mezzo busto di San Giovanni Evangelista. Il personaggio era rimasto nascosto e la sua assenza aveva modificato la lettura dell’immagine.
Per il Met, la ricomparsa di San Giovanni permette di collegare il quadro a un episodio raccontato da Giorgio Vasari nelle Vite. Vasari ricorda che il giovane Rosso ottenne un’importante commissione alla Santissima Annunziata di Firenze dopo aver mostrato a fra Jacopo dei Servi una Madonna con Bambino accompagnata proprio da San Giovanni Evangelista.
Il museo considera quindi il dipinto una testimonianza molto precoce della carriera di Rosso. Anche la costruzione instabile del Bambino e la tensione della composizione vengono lette come anticipazioni della ricerca manierista dell’artista.
Perché l’attribuzione è stata contestata
Nel saggio Non Rosso Fiorentino ma Alonso Berruguete, pubblicato nei Quaderni di Maniera, Luigi Agus e Alessandro Nesi sostengono che l’opera sarebbe più coerente con il linguaggio di Alonso Berruguete, artista spagnolo che soggiornò a lungo in Italia.
Gli studiosi richiamano il modo di stendere il colore, alcuni modelli michelangioleschi e confronti con altre opere legate al soggiorno italiano di Berruguete. La discussione ha anche radici più antiche: il dipinto era noto nel Novecento e la sua attribuzione non era stata sempre considerata pacifica.
La replica di Palermo e il problema del modello
Un altro elemento è una seconda versione della composizione comparsa sul mercato e poi entrata in una raccolta palermitana. La vicinanza tra le due immagini ha portato a ipotizzare l’impiego di uno stesso modello preparatorio.
Questo non basta da solo a stabilire l’autore, ma rende importante ricostruire la sequenza delle versioni: quale sia precedente, quale derivi dall’altra e se alcune parti siano state modificate in momenti diversi.
San Giovanni potrebbe essere un’aggiunta successiva?
La nuova lettura mette sotto esame proprio il dettaglio che ha permesso al Met di collegare il quadro a Vasari. Nesi ha avanzato anche l’ipotesi che San Giovanni possa essere stato modificato o aggiunto in una fase successiva, chiamando in causa Carlo Portelli per alcuni aspetti del drappo rosso.
È essenziale distinguere dato e interpretazione: la presenza di ridipinture è documentata dal restauro, mentre l’eventuale intervento di Portelli resta un’ipotesi che richiede verifiche tecniche.
Cosa possono chiarire le analisi tecniche
Radiografie e riflettografia infrarossa possono mostrare disegni preparatori, pentimenti e sovrapposizioni non visibili a occhio nudo. Nel caso della Madonna del Met potrebbero aiutare a capire se San Giovanni fosse previsto fin dall’origine e se tutte le parti siano state eseguite nella stessa fase.
Le indagini scientifiche non sostituiscono però le fonti e il confronto stilistico. Un’attribuzione nasce dall’incrocio tra storia materiale, documenti, provenienza e linguaggio dell’artista.
Rosso Fiorentino o Berruguete?
Al momento il Metropolitan Museum mantiene Rosso Fiorentino come autore. Lo studio di Agus e Nesi propone Alonso Berruguete e riapre il dibattito. La formulazione più corretta è quindi parlare di attribuzione contestata, non di attribuzione definitivamente cambiata.
Il caso è particolarmente significativo perché lo stesso restauro che ha permesso di riconoscere un dettaglio decisivo ha aperto nuove domande sulla sequenza degli interventi e sull’identità dell’autore.
Dove vedere il quadro
La Madonna con Bambino e San Giovanni Evangelista è indicata dal Metropolitan Museum come esposta al Met Fifth Avenue, Gallery 609, a New York. La scheda ufficiale riporta il numero d’inventario 2026.143 e la tecnica come olio su tela applicata su tavola.
Per approfondire Rosso Fiorentino sul sito puoi leggere anche l’articolo sulla collezione Carlo Del Bravo agli Uffizi, che comprende il San Giovannino del pittore, e il percorso su Pasolini e i riferimenti a Rosso Fiorentino.
La risposta in breve
Il Met attribuisce la Madonna a Rosso Fiorentino e la data al 1512/13. Il restauro ha rivelato San Giovanni, prima coperto da una ridipintura, permettendo al museo di collegare il quadro a un’opera descritta da Vasari. Nel luglio 2026 Luigi Agus e Alessandro Nesi hanno però proposto Alonso Berruguete. La questione resta aperta e il catalogo del museo mantiene l’attribuzione a Rosso.