Metamorfosi Galleria Borghese resta visitabile fino all’11 ottobre 2026. La mostra dedicata a Ovidio, inizialmente prevista fino al 20 settembre, è stata prorogata dopo il forte interesse registrato durante l’estate. Per chi non l’ha ancora vista cambia quindi il calendario, ma dal 15 settembre arriva anche una seconda novità: l’installazione filmica di Isaac Julien nell’Uccelliera.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Galleria Borghese e Rijksmuseum di Amsterdam e riunisce oltre 80 opere per leggere la metamorfosi come passaggio tra umano, naturale e divino. La sede romana rende il tema particolarmente efficace perché il percorso dialoga con capolavori permanenti come l’Apollo e Dafne e il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini.
| Metamorfosi Galleria Borghese | Informazione |
|---|---|
| Date aggiornate | 23 giugno – 11 ottobre 2026 |
| Sede | Galleria Borghese, Roma |
| Orari | martedì-domenica 9:00-19:00 |
| Ultimo ingresso | 17:45 |
| Durata turno | 2 ore, salvo ultimo turno |
| Prenotazione | obbligatoria |
| Novità dal 15 settembre | Isaac Julien, All That Changes You. Metamorphosis |

Perché Metamorfosi è stata prorogata all’11 ottobre
La Galleria Borghese ha annunciato la proroga l’8 settembre, indicando come ragione l’ampio riscontro ottenuto dalla mostra presso pubblico e critica. La nuova data finale è domenica 11 ottobre 2026, tre settimane dopo la chiusura originaria.
La proroga è utile anche per chi sta programmando un viaggio a Roma in autunno. Non si tratta di una mostra separata dalla collezione permanente: il museo specifica che le esposizioni temporanee sono integrate nel percorso della Galleria. Questo significa che Ovidio va letto insieme alle sale e alle opere che normalmente definiscono la visita alla Borghese.
Cosa vedere nella mostra su Ovidio
Il punto di partenza sono le Metamorfosi di Ovidio, poema che costruisce il proprio universo attraverso trasformazioni continue. Corpi che diventano piante, esseri umani trasformati in animali, divinità che assumono altre forme e identità che cambiano per desiderio, punizione, fuga o salvezza diventano una chiave per attraversare secoli di arte europea.
La mostra riunisce oltre 80 lavori e attraversa epoche e linguaggi differenti. Tra gli artisti associati al progetto compaiono Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Poussin, Gérôme, Rodin e Brancusi. Non è quindi un percorso costruito soltanto sull’illustrazione del mito: il vero filo conduttore è il modo in cui gli artisti hanno usato la trasformazione per parlare di corpo, natura, amore, violenza e identità.

Apollo e Dafne e Proserpina: da dove iniziare
Se hai soltanto due ore, conviene partire dai due nuclei che rendono il rapporto tra Ovidio e la Galleria immediatamente leggibile. Apollo e Dafne mostra la trasformazione mentre accade: la fuga di Dafne termina nel passaggio del corpo umano alla forma vegetale. Il marmo di Bernini rende visibile una metamorfosi che nel poema avviene attraverso il racconto.
Il Ratto di Proserpina lavora invece sul confine tra desiderio, costrizione e passaggio da un mondo all’altro. Non va cercato come semplice illustrazione di una scena antica: la forza dell’opera sta nel modo in cui materia, gesto e tensione psicologica trasformano il mito in un’immagine che continua a porre domande allo spettatore.
Per organizzare il resto del turno puoi usare anche la nostra guida alla Galleria Borghese 2026 con biglietti, orari e opere da vedere in due ore. La mostra temporanea ha senso soprattutto se non sostituisce Bernini, Caravaggio e Canova, ma li mette in relazione con il tema della trasformazione.
Cosa cambia dal 15 settembre con Isaac Julien
Dal 15 settembre al 25 ottobre 2026 l’Uccelliera della Galleria ospita All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien, installazione filmica del 2025 curata da Lorenzo Giusti. La scheda ufficiale della Galleria Borghese spiega che l’opera è stata ripensata per gli spazi del museo.
Il lavoro prende spunto dal ciclo di affreschi di Giulio Romano a Palazzo Te e porta la metamorfosi nel linguaggio dell’immagine in movimento. È una scelta importante perché sposta la domanda dal passato al presente: come raccontiamo oggi una trasformazione che riguarda corpi, tempo, natura e rapporto tra umano e ambiente?
Le date non coincidono perfettamente. La mostra principale termina l’11 ottobre, mentre l’installazione di Julien prosegue fino al 25 ottobre. Chi visita la Galleria tra il 15 settembre e l’11 ottobre può quindi vedere i due progetti nello stesso periodo; dopo l’11 ottobre resta invece l’appuntamento contemporaneo nell’Uccelliera.

Biglietti, orari e prenotazione
La Galleria Borghese è aperta dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00, con ultimo ingresso alle 17:45. I turni ordinari durano due ore e hanno capienza limitata. La prenotazione è obbligatoria anche per le categorie che hanno diritto all’ingresso gratuito.
La biglietteria ufficiale indica un prezzo ordinario di 16 euro, ridotto a 2 euro per i visitatori tra 18 e 25 anni aventi diritto, più 2 euro di prenotazione obbligatoria. Il museo avverte che in occasione delle mostre temporanee la tariffa può subire variazioni, quindi il prezzo effettivo dello slot va controllato nel momento dell’acquisto.
La mostra è integrata nel percorso permanente e l’accesso avviene con un unico biglietto. Non serve acquistare un secondo ingresso separato per Metamorfosi, ma resta essenziale prenotare il turno perché la Galleria lavora con accessi contingentati.
Quanto tempo serve per vedere Metamorfosi
Due ore sono il tempo reale a disposizione nella maggior parte dei turni, quindi non conviene provare a leggere ogni didascalia e contemporaneamente vedere tutta la collezione. Se la priorità è Ovidio, dedica la prima parte ai nuclei mitologici e alle opere temporanee, poi usa il resto del turno per i capolavori permanenti collegati al tema.
Se conosci già la Galleria, il percorso può essere ancora più efficace: puoi concentrarti sulle relazioni create dalla mostra e sul modo in cui le opere ospiti cambiano la lettura di Bernini. Chi entra per la prima volta dovrebbe invece evitare di trasformare la visita in una corsa e scegliere in anticipo cinque o sei opere irrinunciabili.
Vale la pena andare dopo la proroga?
Sì, soprattutto se vuoi una mostra che non funzioni come blocco separato dal museo. Metamorfosi usa la Galleria Borghese come parte del proprio argomento: le storie di Ovidio non sono soltanto raccontate dalle opere in prestito, ma continuano nelle sculture e nei dipinti che già abitano le sale.
La finestra più interessante è quella dal 15 settembre all’11 ottobre, quando al percorso storico si aggiunge Isaac Julien. È anche il periodo in cui diventa più evidente il salto tra interpretazioni antiche, barocche, moderne e contemporanee della trasformazione. Per approfondire uno dei miti centrali puoi leggere anche il nostro articolo su Bernini, Apollo e Dafne e le diverse forme dell’amore.