Mimmo Paladino torna a Milano con i Dormienti, installazione allestita nella Sala Stirling di Palazzo Citterio fino al 26 luglio 2026. Dopo anni di assenza da un grande spazio pubblico cittadino, l’artista porta nel cuore della Grande Brera una delle sue opere più riconoscibili, riletta in chiave site specific.
Mimmo Paladino a Palazzo Citterio: cosa raccontano i Dormienti?

Mimmo Paladino presenta a Palazzo Citterio 32 sculture antropomorfe in terracotta, corpi raccolti in posizione fetale che trasformano la Sala Stirling in un paesaggio sotterraneo. I Dormienti non sono figure narrative, ma presenze sospese tra arcaico, memoria del corpo e meditazione sullo spazio.
La mostra si svolge nella Sala Stirling, ambiente ipogeo di Palazzo Citterio, in via Brera 12 a Milano. Le informazioni istituzionali sul complesso sono disponibili sul sito di Palazzo Citterio, nuova estensione del sistema della Grande Brera e spazio pensato per accogliere anche allestimenti di forte impatto ambientale.
Il ritorno milanese di Paladino pesa anche per un dato temporale: era dal 2011 che l’artista non esponeva in un grande spazio pubblico della città. La mostra non propone una semplice ripresentazione dei Dormienti, ma una loro ricontestualizzazione dentro un’architettura severa, fatta di cemento, altezza, vuoto e discesa.
Dormienti di Mimmo Paladino tra terracotta, suono e spazio ipogeo
I Dormienti nascono alla fine degli anni Novanta e vengono presentati al pubblico nel 1998. Sono sculture generate da una stessa matrice, ma riorganizzate nel tempo in rapporto agli ambienti che le accolgono. In questa versione milanese, la loro disposizione produce l’effetto di un’unica grande opera, più che di una serie di elementi separati.
Il riferimento agli antichi, agli Etruschi e alla dimensione magico religiosa della scultura aiuta a leggere il lavoro. Paladino non cerca il corpo realistico, ma una forma essenziale, quasi primaria. La posizione fetale suggerisce riposo, vulnerabilità e origine, mentre la terracotta mantiene una relazione diretta con terra, archeologia e rito.
L’allestimento recupera anche una traccia sonora di Brian Eno, già associata ai Dormienti nel 1999. Il suono non accompagna soltanto l’opera: contribuisce a definire il clima percettivo della sala, dove il visitatore può muoversi tra i corpi e diventare parte di una scena silenziosa, quasi teatrale.
Perché la mostra di Mimmo Paladino dialoga con la storia dell’arte italiana
La figura di Mimmo Paladino, nato a Paduli nel 1948, è legata alla Transavanguardia e al ritorno alla pittura e alla figurazione tra anni Settanta e Ottanta. La sua ricerca, sintetizzata anche nella scheda biografica di Mimmo Paladino, attraversa pittura, scultura, installazione, scenografia e intervento urbano.
Accanto ai Dormienti, la mostra presenta anche un nucleo di 15 disegni su carta, realizzati nel 1973 quando l’artista aveva 25 anni. Il tema ricorrente è Icaro, figura di caduta e desiderio, che anticipa alcuni segni poi visibili sulla pelle simbolica delle sculture. Il disegno non appare come materiale secondario, ma come origine del linguaggio.
- Sede: Palazzo Citterio, Sala Stirling, Milano.
- Periodo indicato: maggio 2026, fino al 26 luglio 2026.
- Opera principale: 32 Dormienti in terracotta.
- Curatela: Lorenzo Madaro, con dialogo sull’allestimento e sulla relazione con l’architettura.
Il punto più forte della mostra è la relazione con lo spazio. La Sala Stirling non funziona come contenitore neutro: costringe i Dormienti a diventare presenza ambientale, costellazione rovesciata, comunità immobile. In un momento in cui molte mostre puntano sull’immersione digitale, Paladino dimostra che l’esperienza immersiva può nascere anche da materiali antichi, luce, suono e silenzio.
La domanda lasciata aperta riguarda il modo in cui guardiamo oggi la scultura. I Dormienti parlano davvero del passato, o della nostra necessità contemporanea di fermarci davanti a corpi fragili, muti e resistenti?