asta casino dell'aurora

Nessuno vuole il Casino dell’Aurora con Caravaggio

Va deserta l'asta per la vendita del Casino dell'Aurora

Caro iCrewer, eccomi qui per farti conoscere una notizia davvero particolare. Recentemente è stata annunciata l’asta per la vendita del Casino dell’Aurora. Purtroppo, l’asta non ha avuto l’esito sperato, perché nessuno si è presentato. Ma questo primo tentativo non demoralizza i promotori, perché ad aprile è prevista una nuova battuta.

L’asta per la vendita del Casino dell’Aurora

È sempre interessante poter prendere parte alle aste immobiliare, perché si possono scoprire tesori in vendita che mai avremmo pensato di poter trovare. È il caso della vendita del Casino dell’Aurora, che sta facendo scalpore tra gli amanti dell’Arte e della Storia. Infatti, ci sembra strano che un luogo così importante non abbia attirato l’interesse di facoltosi amanti della Storia e anche di Caravaggio.

casino dell'aurora caravaggio La villa è il frammento superstite di una delle più grandi e importanti proprietà romane, in cui si mescolano le storie di cardinali e principi. Artisticamente, una summa di opere d’arte di ogni età. La vendita rappresenta l’epilogo di una lunga controversia tra la vedova del principe Nicolò Boncompagni Ludovisi e i tre figli maschi, nata da due successivi testamenti. Il ricavato della vendita sarà diviso a metà: lo Stato può ancora esercitare la prelazione.

La principessa Rita Boncompagni Ludovisi alla Reuters, ha sostenuto che, in passato, sia Bill Gates che un emiro del Qatar avevano manifestato interesse per quello scrigno d’arte. Vi ricordo che tra le opere presenti, si può ammirare l’unico affresco di Caravaggio esistente al mondo, Camerino di Giove Nettuno e Plutone o Gabinetto alchemico.

Il prezzo di base era fissato in 471 milioni di euro. Ad aprile si potrebbe procedere, quindi, ad una nuova asta con valore ribassato.

Nel Casino dell’Aurora, circa 2800 mq di superficie, infatti, ci sono anche le cinque sale affrescate dal Guercino e poi sculture, stucchi, statue, colonne e lo splendido giardino. Insomma, un patrimonio tale da rendere di fatto l’abitazione un polo museale. La Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma ha richiesto, tra le altre cose, il restauro dei beni architettonici ed artistici. Opere che rimarranno a carico del futuro acquirente, il cui costo è stato valutato in circa 11 milioni di euro e detratto dal valore.

Nel frattempo la possibilità che questo inestimabile patrimonio della storia e della cultura italiana possa finire in mani straniere ha sollevato moltissime proteste e su Change.org è stata lanciata una petizione intitolata “Sos cultura in svendita” che ha raccolto oltre 35mila firme per convincere il ministero dei Beni Culturali a esercitare il suo diritto di prelazione sul bene. Un diritto che, se esercitato, imporrebbe al dicastero un esborso pari a circa un quarto del suo budget annuale.

L’ipotesi per il momento è congelata. Almeno fino al 7 aprile, quando l’asta si aprirà di nuovo alla ricerca del miliardario deciso ad acquistare uno dei gioielli della Roma barocca.

Casino di Villa Boncompagni Ludovisi

Aurora (1621), Guercino

La Villa Boncompagni Ludovisi viene chiamata Casino Aurora per un affresco del Guercino del 1621 che rappresenta la stessa dea.

La villa rappresenta l’unico residuo di un molto più ampio ritiro suburbano fondato nel XVI secolo dal cardinale Francesco Maria Del Monte (1549–1627). Il Cardinale fu diplomatico, intellettuale, conoscitore d’arte e collezionista, protettore e mecenate di personaggi illustri come Galileo Galilei e Caravaggio.

Una delle sale più piccole del Casino dell’Aurora vanta l’unico dipinto mai eseguito da Caravaggio su un soffitto, Giove, Nettuno e Plutone ( c.  1597 ), che riflette, in immagini simboliche derivate dalla mitologia classica, un altro degli interessi del cardinale.

Nel 1621 del Monte ha venduto la villa e i suoi vasti terreni a Ludovico Ludovisi. Lo zio di Ludovico era Alessandro Ludovisi, che aveva assunto il ruolo di pontefice all’inizio di quell’anno come papa Gregorio XV. Il neo-papa aveva nominato cardinale suo nipote il giorno dopo la sua incoronazione, all’età di 25 anni.

Il cardinale Ludovisi ampliò la proprietà fino a creare un parco di 30 ettari tra la Porta Pinciana, la Porta Salaria e il convento di Sant’Isidoro, i cui edifici furono progettati dal Domenichino.

Nel 1883, i principi Boncompagni -Ludovisi, eredi della celebre proprietà e delle sue vaste collezioni, hanno diviso e venduto la proprietà. Il quartiere Ludovisi di Roma è stato edificato sul terreno dove un tempo sorgeva il parco e reca lo stemma della famiglia.

Degli edifici storici della villa rimangono solo il Casino e la facciata e lo scalone dell’ex Palazzo Grande, quest’ultimo ora nascosto dietro quello che divenne l’ottocentesco Palazzo Margherita, dopo che essere stato acquisito dallo Stato Italiano come residenza della Regina consorte d’Italia, Margherita di Savoia.

Oltre alle opere del Caravaggio e del Guercino, contiene importanti opere d’arte del Pomarancio, di Michelangelo e una collezione di reperti romani e greci. Circondato da alte mura, veniva occasionalmente aperto al pubblico una volta al mese o su richiesta scritta.

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