Dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027 il MAR di Ravenna ospita “Supremalia”, la nuova mostra di Nicola Samorì. Il progetto mette in relazione pittura, scultura e materia con la storia artistica della città, in particolare con i mosaici bizantini, il marmo delle basiliche e i gessi dell’Accademia di Belle Arti.
La mostra è curata da Denis Isaia e occupa le sale del primo piano del museo. Per il pubblico il punto di interesse non è soltanto vedere nuove opere di Samorì, ma capire come il suo linguaggio contemporaneo nasce anche dal confronto con immagini antiche, corpi, superfici e processi di trasformazione.
Che cos’è Supremalia
Supremalia è un progetto pensato specificamente per il MAR. Samorì torna a Ravenna, città che ha avuto un ruolo importante nella formazione del suo immaginario visivo, e costruisce un percorso in cui opere storiche e nuove creazioni si rispondono.
Il tema centrale è la trasformazione dell’immagine. Nella ricerca dell’artista la pittura non viene trattata come una superficie intoccabile: materia, abrasioni, tagli, stratificazioni e deformazioni diventano parte del significato dell’opera.
Cosa vedere alla mostra di Nicola Samorì a Ravenna
Il percorso mette insieme pittura e scultura e insiste su alcuni temi ricorrenti: il corpo umano, la vulnerabilità della materia, la memoria delle immagini e il rapporto tra bellezza e deterioramento.
Uno degli elementi più interessanti è il dialogo con la Gypsotheca dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, che riapre proprio in occasione del progetto. I calchi e la tradizione figurativa diventano così parte della mostra, non semplice sfondo.
Perché Ravenna è importante per Nicola Samorì
Ravenna non è una sede casuale. Il museo sottolinea come la città abbia contribuito alla formazione visiva dell’artista attraverso la luce dei mosaici bizantini, la monumentalità delle basiliche e il contatto con i gessi accademici.
Questa relazione aiuta a leggere meglio il suo lavoro: Samorì parte spesso da forme riconoscibili della tradizione per sottoporle a trasformazioni fisiche e percettive. Il risultato non è una semplice citazione del passato, ma un confronto con ciò che resta delle immagini quando vengono ferite, erose o alterate.
Un artista contemporaneo che lavora con la tradizione
Chi conosce già Nicola Samorì ritroverà il rapporto con la pittura antica e con l’iconografia religiosa. Sul sito abbiamo già raccontato la sua reinterpretazione della Madonna di Raffaello, utile per capire come l’artista entri in dialogo con modelli storici senza limitarsi a riprodurli.
In Supremalia questo confronto viene ampliato: non riguarda una sola opera o un singolo riferimento, ma l’intera relazione tra materia contemporanea e memoria figurativa.
Date, orari e biglietti
La mostra è in programma dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027 al MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, in via di Roma 13.
La pagina ufficiale del MAR indica per l’esposizione un biglietto intero di 10 euro e ridotto di 8 euro. Gli orari riportati per la mostra sono martedì-sabato 9:00-18:00, domenica e festivi 10:00-19:00; il museo è chiuso il lunedì e la biglietteria chiude 30 minuti prima.
Perché vale la pena vedere Supremalia
La mostra è particolarmente interessante per chi vuole capire come l’arte contemporanea possa dialogare con la tradizione senza trasformarsi in semplice citazione. Samorì usa infatti la storia dell’arte come materiale vivo, mettendo in tensione forme classiche e processi di alterazione.
Il contesto di Ravenna rafforza questa lettura. Mosaico, marmo, gessi e memoria monumentale della città diventano parte del discorso espositivo e aiutano a comprendere perché il rapporto tra passato e trasformazione sia centrale nel lavoro dell’artista.





Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.