Palinsesti autunnali Rai in movimento: Mara Venier resta il volto chiave di Domenica In, mentre Bianca Guaccero è il nome più caldo per affiancarla nel pomeriggio di Rai1. La stagione 2026-2027 si prepara con conferme forti, possibili staffette e una fiction Rai1 ancora centrale nella strategia della rete.

La presentazione ufficiale dei palinsesti chiarirà gli ultimi dettagli, ma il quadro è già leggibile: Rai vuole proteggere i programmi riconoscibili e, allo stesso tempo, rinfrescare alcune fasce delicate. Tra intrattenimento, informazione e serialità, l’autunno sarà un test per capire quanto il pubblico seguirà i cambiamenti senza perdere i riferimenti abituali.
Palinsesti autunnali Rai: cosa cambia a Domenica In
Nei palinsesti autunnali Rai, Domenica In resta legata a Mara Venier. La conduttrice dovrebbe guidare ancora il contenitore domenicale di Rai1, ma la novità riguarda Bianca Guaccero: il suo possibile arrivo aprirebbe una formula meno centrata su un solo volto e più adatta a una domenica televisiva divisa tra interviste, leggerezza e racconto popolare.
Il programma resta uno dei marchi più riconoscibili della rete ammiraglia. La pagina ufficiale di Domenica In su RaiPlay conferma il peso storico del format nel pomeriggio festivo Rai. L’eventuale ingresso di Guaccero non sarebbe un dettaglio secondario: porterebbe un profilo più trasversale, tra conduzione, musica e spettacolo.
Per Rai1 il punto è chiaro: mantenere il pubblico fedele a Venier, ma preparare una transizione morbida. In questo senso, la scelta di affiancarle un nome amato e televisivamente rodato avrebbe una funzione precisa, soprattutto dopo stagioni in cui la domenica pomeriggio è rimasta uno spazio molto identitario.
Francesca Fialdini e Ballando: la Rai guarda al prime time
Un altro nome centrale è Francesca Fialdini. Dopo Da noi… a ruota libera, la conduttrice viene indicata tra i volti pronti a rafforzare la prima serata. L’ipotesi più discussa riguarda Ballando con le Stelle, non da concorrente ma con un ruolo ancora da definire.
Il possibile spostamento avrebbe un senso editoriale: Fialdini è già riconoscibile per il pubblico di Rai1, ma un passaggio nel prime time la porterebbe in una fascia più esposta. In parallelo, il pubblico può ritrovare la programmazione quotidiana anche attraverso guide come Stasera in tv 17 giugno 2026, utile per seguire le scelte del palinsesto generalista.
La Rai dovrà anche gestire l’assenza di alcuni equilibri noti. Se il cast fisso e i ruoli interni di Ballando cambieranno davvero, Milly Carlucci potrebbe avere bisogno di innesti capaci di non alterare il tono del programma. Fialdini, da questo punto di vista, è un profilo spendibile.
Fiction Rai1 e Rai2: le altre mosse dell’autunno
Sul fronte fiction, Rai1 prepara un autunno fitto. Tra i titoli attesi ci sono Don Matteo 15, Balene – Amiche per sempre, L’altro ispettore, Noi del Rione Sanità e la seconda stagione di Guerrieri – La regola dell’equilibrio con Alessandro Gassmann. La serialità resta uno dei pilastri più solidi della rete, anche perché garantisce continuità tra pubblico familiare e racconto popolare.
La fiction Rai mantiene un ruolo culturale oltre che televisivo: produce immaginario nazionale, valorizza territori e alimenta un mercato di attori, sceneggiatori e maestranze. Per capire quanto la tv pubblica continui a pesare anche sul racconto artistico, il confronto con Arte in TV nel 2025 mostra bene la differenza tra programmi che resistono e format che faticano.
Il daytime di Rai2 potrebbe invece cambiare volto con Ore 14. Dopo il passaggio di Milo Infante verso Mediaset, il nome più citato per la successione è Salvo Sottile. Sarebbe una scelta coerente con una fascia legata alla cronaca e all’informazione giudiziaria, ma la conferma ufficiale resta decisiva.
La prossima stagione Rai si gioca su un equilibrio delicato: trattenere i volti storici, rilanciare quelli in crescita e non perdere identità nelle fasce più abitudinarie. Se Venier, Guaccero, Fialdini e Sottile troveranno davvero posto nello stesso disegno, l’autunno Rai potrebbe essere meno conservativo di quanto sembri.