iCrewPlay ArteiCrewPlay Arte
  • Tv e Spettacolo
  • Personaggi
  • Musica
  • Cultura
    • Storia
    • Archeologia
    • Teatro
    • Danza
  • Arte
    • Comunicati Stampa
    • Mostre
    • Festività ed eventi
    • Architettura
    • Street art
    • Pittura
    • Fotografia
  • Rubriche
    • Destinazioni Sconosciute
    • Accadde oggi
    • Arte giapponese
    • Pillole di storia
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
  • Notizie
Cerca
  • Anime
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
Lettura: A Pyrgi riemerge il volto della dea Uni: perché la scoperta è importante
Share
Notifica
Ridimensionamento dei caratteriAa
iCrewPlay ArteiCrewPlay Arte
Ridimensionamento dei caratteriAa
  • Anime
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Cerca
  • Tv e Spettacolo
  • Personaggi
  • Musica
  • Cultura
    • Storia
    • Archeologia
    • Teatro
    • Danza
  • Arte
    • Comunicati Stampa
    • Mostre
    • Festività ed eventi
    • Architettura
    • Street art
    • Pittura
    • Fotografia
  • Rubriche
    • Destinazioni Sconosciute
    • Accadde oggi
    • Arte giapponese
    • Pillole di storia
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
  • Notizie
Seguici
  • Chi siamo
  • Media Kit
  • Contatto
  • Diventa redattore
  • Cookie Policy
  • Disclaimer
  • Mostre
  • Pittura
  • Storia
  • Fotografia
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
Archeologia

A Pyrgi riemerge il volto della dea Uni: perché la scoperta è importante

A Pyrgi torna alla luce il volto di Uni nel santuario etrusco: il contesto del Tempio B e il legame con le lamine d'oro.

Massimo 21 secondi fa Commenta! 6
SHARE
Seguici su Google Aggiungi iCrewPlay Arte alle tue fonti preferite Trova più facilmente le nostre notizie nei risultati di Google.
Aggiungi su Google

A Pyrgi, nel santuario etrusco vicino a Santa Severa, gli archeologi della Sapienza hanno riportato alla luce un nuovo frammento di antefissa in terracotta con il volto della dea Uni. Il reperto è emerso nell’area del Tempio B, lo stesso edificio sacro dedicato alla divinità alla fine del VI secolo a.C. È proprio questo legame tra immagine, luogo del ritrovamento e antiche iscrizioni a rendere la scoperta molto più significativa di un semplice frammento decorativo.

Contenuti
Che cosa hanno trovato gli archeologi a PyrgiPerché il luogo del ritrovamento rende la scoperta specialeChi era Uni per gli EtruschiPyrgi era molto più di un santuario sul mareIl legame con Villa Giulia e la Tomba François

La notizia è stata resa pubblica durante la campagna di scavo 2026 e ripresa il 19 settembre da Arkeonews, che attribuisce l’annuncio al progetto di Etruscologia della Sapienza. Il punto decisivo è che il volto è stato rinvenuto proprio nel settore del santuario che le celebri lamine d’oro collegano a Uni, assimilata alla fenicia Astarte.

Che cosa hanno trovato gli archeologi a Pyrgi

Il reperto è un frammento di antefissa, cioè uno degli elementi in terracotta collocati lungo il bordo dei tetti degli edifici antichi. Le antefisse avevano una funzione architettonica e decorativa e potevano raffigurare volti umani, divinità o figure simboliche.

Leggi Altro

Lazzaretto Vecchio Venezia 2026: visite, orari e prenotazione
Opus sectile e mosaico: differenze, materiali e come riconoscerli
Ercolano arte di vivere: cosa vedere a Castel Sant’Angelo
Vittoria Alata di Brescia: perché è importante e cosa sappiamo
Pubblicità

In questo caso il frammento conserva parte di un volto femminile identificato con Uni, una delle principali divinità del pantheon etrusco, spesso avvicinata alla Giunone romana e alla Hera greca. Non è la prima raffigurazione femminile proveniente dal Tempio B, ma il nuovo ritrovamento aggiunge un elemento direttamente legato alla decorazione del santuario.

Museo nazionale etrusco di villa giulia, dove sono conservate le lamine d'oro di pyrgi
Le lamine d’oro di pyrgi sono conservate al museo nazionale etrusco di villa giulia.

Perché il luogo del ritrovamento rende la scoperta speciale

Il dettaglio che cambia la lettura del reperto è il contesto. Il frammento proviene dall’area del Tempio B di Pyrgi, datato alla fine del VI secolo a.C. e legato al culto di Uni. Non siamo quindi davanti a un volto trovato in un’area generica del sito, ma a un’immagine della dea riemersa nello spazio sacro che le era stato consacrato.

La connessione è documentata dalle lamine d’oro di Pyrgi, tre sottili lastre iscritte scoperte nel 1964. Due testi sono in etrusco e uno in fenicio. Le iscrizioni ricordano una dedica compiuta da Thefarie Velianas, figura politica di Caere, e mettono in relazione Uni con Astarte.

È questa sovrapposizione tra archeologia, religione e scrittura a rendere Pyrgi eccezionale. Per approfondire il contesto delle lamine e degli altri capolavori etruschi è utile la nostra guida al Museo Etrusco di Villa Giulia, dove gli originali sono conservati.

Chi era Uni per gli Etruschi

Uni era una delle divinità più importanti della religione etrusca. Faceva parte della triade divina insieme a Tinia e Menrva e, nel confronto con il mondo romano, viene generalmente associata a Giunone. A Pyrgi il suo culto assume però anche una dimensione mediterranea, perché le iscrizioni bilingui mettono in rapporto Uni con la dea fenicia Astarte.

Questo non significa che le due divinità fossero semplicemente identiche. Il santuario mostra piuttosto quanto il porto di Caere fosse inserito in una rete di scambi commerciali, politici e religiosi che collegava Etruschi, Fenici e altri popoli del Mediterraneo.

Raffigurazioni legate al mondo delle divinità etrusche
Il pantheon etrusco comprendeva divinità con forti relazioni con il mondo greco e mediterraneo.

Pyrgi era molto più di un santuario sul mare

Pyrgi era uno dei porti principali di Caere, l’attuale Cerveteri, e uno dei luoghi in cui la potenza economica etrusca si affacciava direttamente sul Tirreno. La Sapienza ricorda che porto e santuario ebbero un ruolo centrale negli equilibri del Mediterraneo antico e che gli scavi continuano a chiarire l’organizzazione dell’abitato, delle aree sacre e delle strutture portuali.

Il nuovo volto di Uni va quindi letto dentro una storia molto più grande. Un piccolo frammento di terracotta può aiutare a ricostruire come appariva il tetto del Tempio B, quali immagini accompagnavano il culto e in che modo la comunità rappresentava la divinità che proteggeva il santuario.

Il legame con Villa Giulia e la Tomba François

La scoperta rafforza anche un cluster archeologico che in queste settimane è particolarmente attivo. A Villa Giulia sono esposti stabilmente dal 2026 gli affreschi della Tomba François, mentre le lamine di Pyrgi permettono di leggere un altro aspetto della civiltà etrusca: non il mondo funerario, ma il rapporto tra religione, potere e traffici mediterranei.

Il dato più affascinante resta la coincidenza archeologica: dopo oltre 2.500 anni, il volto attribuito a Uni è riemerso proprio nell’area del tempio che le fonti epigrafiche collegano alla dea. Non cambia da solo ciò che sappiamo sugli Etruschi, ma aggiunge un nuovo pezzo concreto alla ricostruzione di uno dei loro santuari più importanti.

Condividi questo articolo
Facebook Twitter Copia il link
Share
Cosa ne pensi?
-0
-0
-0
-0
-0
-0
lascia un commento lascia un commento

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Chi siamo
  • Media Kit
  • Contatto
  • Diventa redattore
  • Cookie Policy
  • Disclaimer
  • Mostre
  • Pittura
  • Storia
  • Fotografia

Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​

Alpha Unity
  • Anime
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Bentornato in iCrewPlay!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?