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Remain(s) a Matera riflette sulla memoria e sul Sud

La mostra di Luca Granato e Michela Rondinone alla Momart Gallery affronta frammento, identità e permanenza nel Mezzogiorno contemporaneo.

Massimo 1 mese fa 4
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Contenuti
Remain(s) a Matera usa il frammento come memoria collettivaLa mostra alla Momart Gallery racconta il Mezzogiorno contemporaneoPerché le mostre sulla memoria stanno crescendo nell’arte contemporanea

Remain(s) Matera porta alla Momart Gallery le ricerche di Luca Granato e Michela Rondinone, due artisti nati nel Sud Italia che affrontano memoria, frammento e permanenza attraverso installazioni, video e materiali legati al vissuto quotidiano. La mostra, curata da Antonella Marino, resterà aperta fino al 26 maggio 2026 negli spazi diretti da Monica Palumbo.

Remain(s) a Matera usa il frammento come memoria collettiva

Remain(s) costruisce un percorso che ruota attorno al concetto di “traccia”, intesa sia come resto materiale del passato sia come elemento capace di produrre nuovi significati nel presente. La mostra affronta il tema della permanenza in un Sud Italia attraversato da migrazioni, crisi demografica e trasformazioni sociali.

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La ricerca di Michela Rondinone si muove tra gioco, memoria infantile e relazioni umane. Opere come Tessere del tempo del 2025 utilizzano ceramica e tessuti per creare composizioni che ricordano archivi emotivi frammentati. Trama di casa, invece, trasforma pietra e spago in una scultura indossabile che riflette sul rapporto tra corpo, spazio domestico e appartenenza.

L’approccio di Luca Granato assume una dimensione più politica. Nel video Until You Learn My Name il mare diventa uno spazio simbolico attraversato da perdita, migrazione e identità. L’installazione Self-Portrait in Ash riflette invece sul ritorno alla casa natale e sulla fragilità della memoria familiare. Temi simili attraversano anche progetti performativi contemporanei come Piccola antologia semiseria della morte, dove il rapporto tra presenza e assenza viene elaborato attraverso linguaggi interdisciplinari.

La mostra alla Momart Gallery racconta il Mezzogiorno contemporaneo

Uno degli aspetti più interessanti della mostra riguarda la scelta dei due artisti di restare legati al proprio territorio d’origine. Il termine “remains” suggerisce infatti non soltanto ciò che sopravvive alla cancellazione, ma anche l’atto di rimanere in una terra spesso segnata dallo spopolamento.

Matera diventa così più di una semplice sede espositiva. Dopo il percorso da Capitale Europea della Cultura del 2019, la città continua a ospitare progetti che intrecciano arte contemporanea, identità territoriale e trasformazione urbana. In questo contesto la Momart Gallery consolida una linea curatoriale attenta alle nuove generazioni artistiche del Sud Italia.

  • La mostra Remain(s) è visitabile fino al 26 maggio 2026
  • Gli artisti coinvolti sono nati entrambi nel 1999
  • L’esposizione si tiene alla Momart Gallery di Matera

Perché le mostre sulla memoria stanno crescendo nell’arte contemporanea

Negli ultimi anni molte esposizioni contemporanee hanno iniziato a lavorare sul tema del frammento e della memoria come strumenti per leggere le crisi del presente. Installazioni, video e materiali recuperati vengono utilizzati per affrontare migrazione, cambiamento climatico e identità collettiva. Anche progetti culturali come Mare del suono al Padiglione di San Marino hanno recentemente messo il mare e la memoria territoriale al centro della riflessione artistica.

Remain(s) si inserisce in questa tendenza internazionale mantenendo però uno sguardo molto radicato nel Mezzogiorno italiano. La domanda che emerge dalla mostra è chiara: cosa rimane davvero di un luogo quando memoria, comunità e territorio iniziano lentamente a trasformarsi?

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