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roma nascita di una capitale

‘Roma. Nascita di una capitale 1870 – 1915’, in mostra dal 4 maggio al Museo di Roma

'Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi.'

Si è aperta il 4 Maggio – e fino al 26 Settembre 2021 – la mostra Roma. Nascita di una capitale 1870 – 1915 presso le Sale espositive del I piano del Museo di Roma. Questa rassegna rientra nel progetto legato alle iniziative che celebrano il 150° anniversario della proclamazione di Roma Capitale.

Roma. Nascita di una capitale 1870 – 1915

Il percorso espositivo si sviluppa lungo un arco temporale che va dalla Breccia di Porta Pia (20 Settembre 1870) alla Prima Guerra Mondiale. Esso si snoda attraverso tre importanti nuclei tematici che – raccontati attraverso emblematici episodi ed eventi storici – illustrano i cambiamenti urbanistici e le nuove architetture di Roma, in un incessante dialogo con i mutamenti socio – culturali del tempo.

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Roma. Nascita di una capitale 1870 – 1915

Roma. Nascita di una capitale 1870 – 1915, le opere

In Roma. Nascita di una capitale 1870 – 1915 sono presenti circa 600 opere tra dipinti, sculture, disegni, fotografie e documentari provenienti da raccolte pubbliche e private.

Le opere dialogano continuamente con le immagini tratte dai filmati originali che descrivono il passaggio di Roma tra Ottocento e Novecento, e al termine della narrazione il momento dei festeggiamenti alla fine della Prima Guerra Mondiale.

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Lungo tutto il percorso appare costante e significativa la presenza di immagini fotografiche di eccelsa qualità realizzate dal conte Giuseppe Primoli tra il 1888 e il 1903, che al valore documentario uniscono quasi un carattere di reportage ante-litteram.

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Giuseppe Primoli, Donne sulla scalinata dell’Ara Coeli, Roma, Fondazione Primoli
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Giuseppe Primoli, Uomo davanti a manifesti pubblicitari, Roma, Fondazione Primoli

Particolare rilievo viene attribuito al materiale didattico che unitamente alle installazioni, ai supporti multimediali e video, e alle citazioni di scrittori italiani e stranieri, illustrano i molteplici aspetti legati alla politica, all’arte, al commercio, al turismo e alla vita mondana che fanno da cornice ad un quadro tutto nuovo di una città che guarda alla modernità.

Ad aprire il percorso in mostra di Roma. Nascita di una capitale 1870 – 1915 – grazie alla sua valenza simbolica – il dipinto di Michele Cammarano Breccia di Porta Pia (1871).

L’opera – ispirata all’epopea risorgimentale e a un genere di pittura celebrativa – fu commissionata direttamente da Vittorio Emanuele II.

Cammarano non raffigura il momento della battaglia, ma si focalizza principalmente sull’incedere furioso dei bersaglieri, che sembra vogliano sfondare la tela.

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Michele Cammarano, Breccia di Porta Pia

Al dipinto fanno da contrappunto alcuni fotogrammi tratti dal cortometraggio di Filoteo Alberini La presa di Roma (1905): una grande ricostruzione storica presentata per la prima volta al pubblico italiano il 20 settembre di quell’anno su un grande schermo posizionato proprio davanti le mura di Porta Pia.

 

Ai ritratti (pittura e scultura) dei grandi protagonisti del tempo quali Cavour, Garibaldi, Mazzini e Vittorio Emanuele si alternano un folto numero di dipinti e documenti rievocativi del Plebiscito come Il Plebiscito romano del 1870 di Luigi Riva e Il tricolore agli Orti Farnesiani di Vincenzo Giovannini che mettono in evidenza la portata di tale momento a Roma e nel Regno.

Grazie alle planimetrie del territorio urbano e della salubrità dell’aria, viene portato in mostra anche il triste rapporto di Roma il flagello della povertà e della malaria.

A tal proposito il dipinto di Federico Zandomeneghi, I poveri sui gradini del convento di Aracoeli (1872).

L’opera testimonia la sofferenza di gran parte della popolazione. La tela – che risente dell’influsso di Cammarano – indica come ambedue le opere siano tra i primi quadri in Italia impegnate nel senso del verismo sociale.

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Federico Zandomeneghi, I poveri sui gradini del convento di Aracoeli

Roma. Nascita di una capitale 1870 – 1915 – le trasformazioni urbanistiche

Un altro spazio del percorso espositivo di Roma. Nascita di una capitale 1870 – 1915 è stato dedicato ad illustrare la relazione fra Roma e il Tevere. Il fiume – visto come un mezzo di comunicazione e luogo di commercio, ma anche di svago, è vissuto come un pericolo costante a causa delle frequenti piene. Il plastico del Porto di Ripetta insieme ad altri dipinti, fotografie e planimetrie testimoniano la convivenza tra i due aspetti.

Sarà inoltre possibile ripercorre alcune tappe fondamentali attraverso le trasformazioni urbanistiche di Roma: apertura di Via Nazionale e Corso Vittorio Emanuele; la realizzazione dei monumenti come il Palazzo del Parlamento, il Palazzo di Giustizia e il Vittoriano. Questi grandi cambiamenti sono volti a mostrare l’attività dei cantieri edili, che porterà alla conseguente nascita della classe operaia e del socialismo.

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Manifesto per L’Avanti, giornale socialista, 1898-1899 circa, Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce

Una particolare attenzione è stata destinata alla nascita di nuovi quartieri e alla trasformazione del Ghetto. A tal proposito vale la pena sottolineare che in autunno prossimo sarà inaugurata una mostra dedicata alle celebrazioni di Roma capitale dal titolo 1848-1871. Gli ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione.

Nel grande salone del Museo saranno, inoltre, esposti numerosi manifesti provenienti dalla Collezione Salce di Treviso. Si tratta di circa 70 immagini inedite, dedicate all’attività fotografica del conte Giuseppe Primoli e realizzata in collaborazione con la Fondazione Primoli.

Il percorso in mostra si conclude con la sala dedicata allo scoppio della Prima guerra mondiale che segnerà una svolta decisiva nella storia del XX secolo. Saranno proiettati alcuni frammenti del film Gloria insieme ad immagini del conflitto e fotografie di manifestazioni interventiste –  accompagnate dalle parole di Gabriele D’Annunzio a favore dell’entrata in guerra.

Concludono l’esposizione alcuni dipinti interventisti di Giacomo Balla – Dimostrazione XX Settembre, 1915mentre L’ultima veglia di Edoardo Gioja rappresenta simbolicamente la fine del conflitto.

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Giacomo Balla, Dimostrazione XX Settembre, 1915
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13 giugno, 2021

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