Dal 2 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 la Pinacoteca Nazionale di Bologna ospita Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento, una mostra dedicata alla fortuna dell’immagine francescana nella pittura bolognese tra XVI e XVII secolo. L’esposizione arriva nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco e riunisce dipinti, disegni, libri illustrati e incisioni, con opere provenienti dalle collezioni della Pinacoteca e da importanti musei italiani.
| Informazione | Il cielo in terra a Bologna 2026 |
|---|---|
| Date | 2 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027 |
| Sede | Pinacoteca Nazionale di Bologna |
| Indirizzo | Via Belle Arti 56, Bologna |
| Orari | Martedì-domenica 9:00-19:00; lunedì chiuso |
| Ultimo ingresso | 30 minuti prima della chiusura |
| Biglietto ordinario | 12 euro, salvo variazioni legate alla mostra temporanea |
| Ridotto 18-25 anni | 2 euro |
| Curatori | Luigi Gallo ed Elena Rossoni |
Il cielo in terra a Bologna: cosa vedere
La mostra parte da una domanda precisa: come cambia l’immagine di San Francesco nella Bologna tra Cinquecento e Seicento, quando la città diventa uno dei laboratori più importanti della pittura italiana? Il percorso mette in relazione devozione, committenza religiosa e ricerca artistica, mostrando come il santo di Assisi venga reinterpretato da generazioni diverse di pittori.
Il tema è particolarmente attuale nel 2026, anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi. La Pinacoteca costruisce però un percorso strettamente legato alla storia bolognese: non una biografia illustrata del santo, ma un’indagine sul modo in cui la sua figura entra nelle immagini, nelle chiese e nella cultura figurativa della città.

Oltre 30 dipinti dai depositi e i 12 Mastelletta riuniti
Uno degli elementi più interessanti dell’esposizione è il lavoro svolto sulle raccolte della stessa Pinacoteca. Il museo annuncia oltre trenta dipinti provenienti dai depositi, sottoposti a interventi di pulitura e restauro in preparazione della mostra. È un’occasione importante perché permette di riportare davanti al pubblico opere normalmente non esposte e di rileggerle all’interno di un contesto coerente.
Il nucleo più raro è costituito da dodici dipinti visionari del Mastelletta, provenienti dalla Basilica di San Francesco di Bologna e presentati insieme per la prima volta. Giovanni Andrea Donducci, detto il Mastelletta, occupa una posizione particolare nella pittura bolognese: le sue scene hanno spesso un carattere teatrale, inquieto e quasi fantastico, molto diverso dalla compostezza che si associa ad altre esperienze del classicismo cittadino.
Vederne dodici nello stesso percorso consente di comprendere meglio il rapporto tra decorazione religiosa, devozione francescana e sperimentazione visiva. È probabilmente uno dei motivi principali per visitare la mostra anche per chi conosce già la collezione permanente della Pinacoteca.
Da Francesco Francia ai Carracci, Guido Reni e Guercino
Il percorso attraversa una stagione molto ampia della pittura emiliana. Tra gli artisti annunciati compaiono Francesco Francia, i Carracci, Pietro Faccini, Guido Reni, Francesco Albani e Guercino. Il filo conduttore non è quindi soltanto cronologico: ogni autore mostra un modo diverso di trasformare il santo in figura narrativa, mistica o devozionale.
Per approfondire il contesto bolognese è utile affiancare la visita al nostro articolo su Guido Reni alla Pinacoteca di Bologna, che aiuta a orientarsi nella fortuna del pittore all’interno del museo. Sul versante dei Carracci, invece, il confronto con gli affreschi di Palazzo Fava e il dialogo tra antico e moderno permette di allargare lo sguardo alla rivoluzione figurativa bolognese tra fine Cinquecento e inizio Seicento.

Anche Guercino entra nel racconto, confermando quanto il tema francescano attraversi linguaggi molto diversi. Chi vuole ampliare il confronto può leggere anche il nostro approfondimento su Guercino e la pittura barocca.
Prestiti da Galleria Borghese, Musei Capitolini, Pilotta e Urbino
La mostra non si limita alle raccolte bolognesi. La Pinacoteca segnala prestiti da istituzioni nazionali come Galleria Borghese, Musei Capitolini, Complesso monumentale della Pilotta di Parma e Galleria Nazionale delle Marche. L’arrivo di opere da collezioni diverse permette di confrontare soluzioni figurative che normalmente restano separate geograficamente.
Accanto ai dipinti trovano spazio anche disegni, incisioni e libri illustrati. Questo aspetto è importante perché l’immagine di San Francesco non circolava soltanto attraverso grandi pale d’altare: stampe e libri contribuivano a rendere riconoscibili episodi, attributi e modelli iconografici, creando una memoria visiva condivisa.
Orari della Pinacoteca Nazionale di Bologna
Per il periodo della mostra, la Pinacoteca indica l’apertura dal martedì alla domenica e nei giorni festivi dalle 9:00 alle 19:00. Il lunedì il museo è chiuso. L’ultimo ingresso è consentito 30 minuti prima della chiusura, quindi alle 18:30 nelle giornate ordinarie.
Per venerdì 2 ottobre, giorno di apertura dell’esposizione, il calendario del museo segnala anche un’apertura serale fino alle 23:00. Prima di organizzare la visita serale conviene comunque ricontrollare la pagina ufficiale della Pinacoteca dedicata alla mostra, perché orari speciali e accessi possono essere aggiornati.
Biglietti: quanto costa entrare
La tariffa ordinaria indicata dalla Pinacoteca è di 12 euro, mentre il ridotto per i visitatori tra 18 e 25 anni è di 2 euro. La stessa pagina ufficiale avverte però che i prezzi possono cambiare in presenza di mostre temporanee: prima dell’acquisto è quindi opportuno verificare la tariffa effettivamente applicata alla data scelta.
Restano inoltre le gratuità previste dalla normativa per le categorie aventi diritto. La prima domenica del mese rientra nell’iniziativa ministeriale #domenicalmuseo, con ingresso gratuito nei musei statali aderenti. È una buona occasione per risparmiare, ma può anche significare maggiore affluenza.
Dove si trova la Pinacoteca e come arrivare
La Pinacoteca Nazionale di Bologna si trova in via Belle Arti 56, nel quartiere universitario. La posizione è centrale: dal sistema delle Due Torri si raggiunge a piedi in circa dieci minuti, mentre da Piazza Maggiore o dalla stazione ferroviaria il percorso richiede indicativamente un quarto d’ora.
Chi arriva in automobile deve considerare la ZTL del centro storico. Per evitare accessi non autorizzati è preferibile lasciare l’auto fuori dalle aree a traffico limitato e proseguire a piedi o con il trasporto pubblico.
Quando conviene visitare la mostra
L’esposizione resta aperta per oltre tre mesi, quindi non è necessario concentrarsi sul weekend inaugurale. Chi vuole osservare con calma i nuclei più numerosi può scegliere una mattina infrasettimanale. Le prime settimane sono però interessanti per vedere da subito le opere appena restaurate e il gruppo dei dodici Mastelletta riunito nel nuovo allestimento.
Per chi arriva da fuori Bologna, il vantaggio è poter collegare la mostra alle collezioni permanenti della Pinacoteca e a un itinerario nel centro storico. Il percorso francescano può proseguire idealmente verso la Basilica di San Francesco, da cui proviene il nucleo del Mastelletta, mentre gli appassionati di pittura bolognese possono costruire un itinerario tra Pinacoteca, Palazzo Fava e le chiese del centro.
Perché Il cielo in terra è una mostra importante nel 2026
Il valore del progetto sta nell’incrocio di tre elementi. Il primo è l’anniversario francescano, che offre l’occasione per tornare su una figura centrale della cultura europea. Il secondo è il recupero di opere dai depositi, con restauri che ampliano ciò che il pubblico può vedere. Il terzo è la ricostruzione di una rete bolognese fatta di artisti, chiese, committenze e immagini.
Non è quindi soltanto una mostra su San Francesco. È anche un modo per leggere Bologna tra Cinque e Seicento attraverso uno dei soggetti che maggiormente permettono di confrontare spiritualità, pittura e trasformazioni del linguaggio artistico.
Per aggiornamenti su eventuali variazioni di programma, biglietti e accessi è utile consultare anche la scheda di Bologna Welcome dedicata a Il cielo in terra, oltre alla pagina ufficiale della Pinacoteca.
Il cielo in terra a Bologna 2026: domande rapide
Quando apre e quando chiude la mostra?
Il cielo in terra apre il 2 ottobre 2026 e resta visitabile fino al 10 gennaio 2027.
Dove si svolge?
Alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, in via Belle Arti 56.
Quali artisti si vedono?
Tra gli autori annunciati ci sono Francesco Francia, Carracci, Pietro Faccini, Guido Reni, Francesco Albani, Guercino e Mastelletta.
La Pinacoteca è aperta il lunedì?
No. L’orario ordinario indicato dal museo va dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 19:00.
Quanto costa il biglietto?
La tariffa ordinaria indicata è 12 euro e il ridotto 18-25 anni è 2 euro. Il museo specifica che in occasione delle mostre temporanee le tariffe possono variare, quindi il prezzo va verificato prima della visita.