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San Rocco di Caporali a Perugia: ultimo weekend in Galleria

Il frammento ritrovato della Pala dei Cacciatori è visibile a Perugia solo fino a domenica 6 settembre.

Galleria nazionale dell'umbria
Galleria Nazionale dell'Umbria
Tempo di lettura4 minuti
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Il San Rocco di Bartolomeo Caporali è visibile alla Galleria Nazionale dell’Umbria solo fino a domenica 6 settembre 2026. Il dipinto, realizzato intorno al 1487 e riconosciuto come frammento della Pala dei Cacciatori, è stato appena acquisito dal museo e viene presentato eccezionalmente nella sala 18 prima di entrare nei depositi in attesa di un progetto di ricomposizione previsto per il 2027.

Per chi si trova a Perugia nel weekend del 5 e 6 settembre, questa è quindi una finestra molto breve: dopo domenica l’opera non resterà esposta nel percorso ordinario. La visita permette anche di vedere da vicino un tassello tornato in una collezione pubblica dopo essere stato a lungo considerato disperso.

San Rocco di Caporali: fino a quando si può vedere

La presentazione è ospitata alla Galleria Nazionale dell’Umbria, Palazzo dei Priori, Corso Vannucci 19 a Perugia. Secondo le informazioni diffuse il 4 settembre e la pagina ufficiale per la visita alla Galleria Nazionale dell’Umbria, nel weekend il museo è aperto dalle 8:30 alle 19:30, con chiusura della biglietteria alle 18:30.

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InformazioneDettaglio
OperaSan Rocco
AutoreBartolomeo Caporali
Datazionecirca 1487
DoveGalleria Nazionale dell’Umbria, sala 18
Ultimo giornoDomenica 6 settembre 2026
Orario museo8:30-19:30
Chiusura biglietteria18:30
Galleria nazionale dell'umbria a perugia
La galleria nazionale dell’umbria a perugia

Perché il San Rocco era considerato disperso

Il dipinto apparteneva alla cosiddetta Pala dei Cacciatori, commissionata nel 1487 dalla corporazione dei cacciatori di Castiglione del Lago per la pieve di Santa Maria Maddalena. Nel Settecento il complesso fu smembrato e i suoi elementi presero strade diverse.

Per lungo tempo il San Rocco non era più collegato con certezza all’insieme originario. Il passaggio decisivo è arrivato quando lo storico dell’arte Emanuele Zappasodi ha riconosciuto il frammento sul mercato antiquario. Da quel momento è stato possibile avviare il percorso che ha riportato l’opera in Umbria.

La notizia dell’acquisizione, riportata da ANSA, indica che l’operazione è stata resa possibile anche attraverso Art Bonus con il sostegno di AgriEuro. Il dipinto è stato restaurato prima della presentazione al pubblico.

Chi era Bartolomeo Caporali

Bartolomeo Caporali fu uno dei protagonisti della pittura umbra del Quattrocento. Attivo soprattutto a Perugia, lavorò in un ambiente nel quale si incontravano tradizione tardogotica, cultura rinascimentale e nuove ricerche prospettiche. Il suo linguaggio appartiene alla generazione che precede la piena affermazione di Perugino.

Il rientro del San Rocco consente quindi di leggere meglio una fase importante della pittura regionale, spesso oscurata dai nomi più celebri del Rinascimento umbro. Il valore dell’acquisizione non dipende soltanto dalla qualità del frammento, ma dalla possibilità di ricostruire una parte della storia materiale della pala.

Interno della galleria nazionale dell'umbria
Il percorso museale della galleria nazionale dell’umbria

Cosa succede al dipinto dopo il 6 settembre

Dopo l’esposizione straordinaria di questi giorni, il San Rocco entrerà nei depositi della Galleria. Non si tratta però di un ritorno nell’ombra senza prospettive. Il museo sta preparando per la primavera 2027 una presentazione che dovrebbe riunire il frammento con altre parti superstiti della Pala dei Cacciatori conservate in collezioni pubbliche.

È proprio questo passaggio a rendere interessante la visita di settembre: oggi si osserva l’opera appena rientrata, mentre il progetto del 2027 permetterà di leggerla dentro una ricostruzione più ampia del complesso originario.

Come organizzare la visita alla Galleria Nazionale dell’Umbria

Se l’obiettivo principale è vedere il San Rocco, conviene entrare con un margine ampio rispetto alla chiusura della biglietteria. La Galleria occupa gran parte di Palazzo dei Priori e merita una visita più lunga, soprattutto se vuoi collegare il Quattrocento di Caporali agli altri nuclei della collezione.

Per approfondire il contesto umbro puoi leggere anche il nostro articolo su Giotto e San Francesco alla Galleria Nazionale dell’Umbria. Un altro passaggio utile è il racconto della Pala dei Cinque Santi del Perugino, opera proveniente dalla stessa Galleria e significativa per comprendere la stagione successiva della pittura perugina.

Perché vale la pena vederlo adesso

Il motivo è soprattutto temporale: questa presentazione termina il 6 settembre. Chi visita la Galleria nel weekend può vedere il dipinto nel momento immediatamente successivo al suo ritorno in collezione, prima della fase di studio e conservazione che precederà il progetto del 2027.

È anche un caso utile per capire come funziona oggi la ricostruzione di un’opera smembrata: riconoscimento sul mercato, acquisizione pubblica, restauro, studio dei frammenti e tentativo di ricomporre almeno visivamente ciò che la storia aveva separato.

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