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Sasà e il Coronavirus, (anche) l’estro e l’ironia possono aiutare in questo difficile periodo

In questo periodo difficile per tutti, anche Sasà si è dovuto adattare alla situazione, facendolo però a modo suo.

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Una risata salverà il mondo? Magari salvarlo proprio no, ma almeno ci aiuterà a superare questo periodo, che ne dici?

Non c’è che dire questo Coronavirus ha messo i paesi in ginocchio. L’Italia è bloccata e le persone sono costrette a stare a casa (o per lo meno dovrebbero, managgia a loro!). Lo spirito italiano non ha mancato di farsi sentire, si stanno organizzando tra semplici cittadini flash mob per sentirsi meno soli (qui quello di ieri sera), il Mibact ha utilizzato per tutta la giornata di ieri il proprio canale YouTube per una maratona che è durata fino a mezzanotte. Anche Sasà di solito abituato ad andare in giro a cercare cose interessanti e divertenti per questa rubrica si è dovuto fermare, ma conoscendolo ero sicura che avrebbe trovato comunque il modo di avere qualcosa di cui parlare!

Sasà e l’ironia ai tempi del Coronavirus

Quando il virus ha cominciato a circolare, c’è stato un vero e proprio assalto all’acquisto di mascherine e cibo. Si è creata una vera e propria psicosi che ha portato le persone a cercare di accaparrarsi più beni di prima necessità e mascherine possibili, pensa che il povero Sasà è uscito dal supermercato solo con due pacchi di penne lisce! Questa cosa non si è limitata solo all’Italia, anche in altri paesi la psicosi ha dilagato.

In Germania un giovane artista, Max Siedentopf, ha pensato bene di fare una serie di fotografie dove ironicamente dà suggerimenti su How to survive a deadly global virus (Come sopravvivere a un virus mortale globale). Le sue fotografie hanno fatto il giro del mondo e se alcune soluzioni, come il vasetto di Nutella attaccato al volto con lo scotch, hanno portato a vere e proprie standing ovation, altre hanno strappato un sorriso (chi non vorrebbe una bella foglia di insalata sul viso? Oltre a proteggere dal virus purifica la pelle!) e altre ancora hanno fatto storcere il naso al dilemma: meglio il virus o una scarpa? Sasà ha detto che piuttosto si strappa il pungiglione e usa quello come mascherina!

Le mascherine “miracolose” di Napoli

Se le direttive dei primi giorni dicevano che le mascherine andavano usate solo da chi aveva problemi di salute, oggi sanno anche i sassi che per proteggersi quando si va in giro (mi raccomando il meno possibile e solo se necessario ha detto Sasà) è consigliabile coprire le vie respiratorie. Ma cosa c’è di meglio che rivolgersi ai “piani alti” per avere una protezione aggiuntiva?

Ovviamente un’idea così estrosa e ironica non poteva che arrivare da Napoli, dove Massimo Argentiere, maestro orafo e creativo ha pensato bene di aggiungere quel tocco di protezione in più alle mascherine, mettendo in commercio dei dispositivi di protezione con l’effige della Madonna e la frase in dialetto napoletano “C’ a Maronna t’accumpagna” (che la Madonna ti accompagni, un vero e proprio augurio di protezione alla persona che lo riceve). Perché si sa in certi casi meglio avere un’aiuto in più!

Anche la tecnologia può aiutare la battaglia al Coronavirus

Siamo in piena era tecnologica che ci aiuta anche a sopportare meglio lo stop forzato (hai visto quanti divertenti meme girano sui social?), ma diversi smartphone ormai si attivano con il riconoscimento facciale, anche Sasà ha provato a sbloccare il suo zzzphone con la mascherina senza successo. La stessa cosa deve essere successa alla designer Danielle Baskin, la quale ha creato un servizio di stampa facciale sulle mascherine N95. Praticamente viene stampata sulla mascherina la parte di volto coperta dalla stessa, così che non ci sia bisogno di toglierla quando si deve usare il riconoscimento facciale. Di questi tempi una soluzione davvero utile, non trovi iCrewer?

Insomma tra provocazioni, guizzi estrosi e tecnologia al servizio di tutti c’è solo da scegliere. Io e Sasà speriamo di averti strappato un sorriso, dandoti un po’ di quella leggerezza che pensiamo possa aiutare a sopportare un po’ meglio questa situazione, però una cosa ti raccomandiamo car* iCrewer, il modo migliore di combattere il virus è #iorestoacasa

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