Spettacoli dal 08 al 15 Aprile, Fondazione Toscana Spettacolo onlus del 04/08/2026
Spettacoli nell’edizione del 04/08/2026:
- NOVEMBRE
- TRILOGIA Amore, Tempo, Morte
- FRA’ San Francesco, la superstar del medioevo
- NOVEMBRE
- CHIAMATE CHIAMATE CHIAMATE
- FRA’ San Francesco, la superstar del medioevo
- NOVEMBRE
- TRE LIRICHE
- MENO DI DUE
- IL MISANTROPO
- FIABE JAZZ Aladino e il genio della musica
- NOVEMBRE
- MENO DI DUE
- LA FAMIGLIA CAMPIONE
- LAPOCALISSE
- TRILO E CRESSIDA l’Iliade raccontata da Shakespeare
- ÀNGHELOS
- AUTORITRATTO
- CHIAMATE CHIAMATE CHIAMATE
- NOVEMBRE
- Breve apologia del caos dovuto all’eccesso di testosterone nelle strade di Manhattan
- LE NOSTRE DONNE
- UNA DONNA DI PRIM’ORDINE guida pratica per sistemare l’armadio, il cane e il marito
- L’ASSAGGIATRICE DI HITLER
- MATTEOTTI (ANATOMIA DI UN FASCISMO)

È il novembre dell’anno delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti e le possibilità di rielezione del Presidente in carica Charles Smith sembrano scarse: gli indici di gradimento sono in calo, i suoi soldi stanno finendo e la guerra nucleare potrebbe essere imminente. Il Presidente, però, non sembra avere nessuna intenzione di arrendersi.

Trilogia Amore, Tempo, Morte, danza, musica e parola si intrecciano in uno spettacolo unico; un flusso continuo che attraversa l’esistenza umana guidata dalle sue tre grandi forze: Amore, Tempo, Morte. Un’opera inedita e sensoriale dove ogni gesto, ogni suono, ogni respiro racconta ciò che ci muove, ciò che ci manca, ciò che ci trasforma. Un viaggio senza pause, che parte dalla nascita del desiderio, attraversa la corsa frenetica della vita e giunge fino all’abbraccio della fine, che in realtà è solo un nuovo inizio.

Un monologo, orchestrato con le laudi medievali e gli strumenti antichi di Luciano di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli che si interroga sull’enorme potere persuasivo che genera su noi contemporanei la figura pop di Francesco, ripercorrendo la vita del poverello di Assisi e il suo sforzo ossessivo di raccontare il mistero di Dio in ogni forma, fino al logoramento fisico che lo porterà alla morte.

Tre liriche esplorano il nesso tra amore e paura: paura del coinvolgimento, durante le prime fasi della relazione, paura della perdita, mentre il rapporto si fa più stabile, paura dell’oblio, quando la storia sta ormai volgendo al termine. Lungo il corso dello spettacolo, l’Io parlante tenterà in tutti i modi di controllare l’inevitabile volubilità dei legami umani, adottando i comportamenti più surreali dentro e fuori la vita di coppia, nell’utopica ricerca di una sicurezza totale.

Due persone, un uomo e una donna, che si incontrano per la prima volta. Assistiamo al dischiudersi di due persone che iniziano a conoscersi di fronte a noi, siamo testimoni del primo momento reale, vivo, fra di loro. L’attimo in cui è finito il tempo delle chat, dei profili, delle foto truccate o sempre un po’ in posa, e due persone si guardano negli occhi, sperando di piacere all’altro e soprattutto cercando nell’altro qualcuno per cui perdere la testa.

Il misantropo è una commedia sociale che porta in scena un girotondo di personaggi come in un atelier di moda. Molière, con la sua ironia tagliente e la sua profondità di pensiero, ci offre una lente attraverso cui osservare la società di ieri e di oggi. Le sue opere ci ricordano che la commedia, nella sua essenza, non è solo intrattenimento, ma un mezzo per esplorare e comprendere le tragedie umane.

FIABE JAZZ Aladino e il genio della musica concept e drammaturgia Roberto Caccavo musiche originali Francesco Giorgi Charles Ferris tromba, Francesco Giorgi pianoforte, violino e mandolino, Alberto Billone chitarra e tromba, Roberto Caccavo, Eleonora La Pegna voce costumi Alessandra Jane produzione Teatro Popolare D’Arte, in una città del lontano oriente ormai illuminata.

Dieci personaggi per tre generazioni a confronto. Tre gli attori. In scena il ritratto dell’oggi, delle piccole provincia, della gente di valle, della famiglia campione che si astrae dalla realtà, rimanendo sospesa nel tempo.


La guerra di Troia dopo anni di battaglie sta stagnando. I combattimenti sono sempre più pigri. Ettore s’annoia e decide di lanciare una sfida cavalleresca: a chiunque tra i Greci avrà il coraggio di affrontarlo in un combattimento sportivo, lui dimostrerà che la sua donna è di gran lunga più fedele di tutte le donne di Grecia. Non il racconto della guerra, ma una tragicomica parodia della pace.

Una tappa autonoma nel percorso che porterà al palcoscenico una riscrittura de Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. Il film è scandito dalle apparizioni dell’Angelo, dell’Ánghelos, del Messaggero. Nel nuovo lavoro di Roberto Latini quei momenti dell’Angelo sono la struttura portante per l’apparizione di altri angeli, come certe sensazioni, precedenti al momento stesso in cui le si prova.

Enia esplora quella che definisce la nevrosi dei suoi concittadini nei confronti della criminalità organizzata: “Per diverse ragioni, da noi la mafia è stata minimizzata, sottostimata, banalizzata, rimossa o, al contrario, mitizzata. Ovvero: non è mai stata affrontata per quello che è”.

Callas, Callas, Callas, tre sguardi diversi, tre approcci e restituzioni in danza che sono anche un invito per lo spettatore a scoprire o ritrovare tra le pieghe di un movimento o la coralità dell’ensemble, tra le sonorità elettroniche o i frammenti di arie celebri disseminati nell’architettura coreografica, tra una luce o un costume che sagoma gesti e postura, ognuno la propria Callas.

Breve apologia del caos dovuta all’eccesso di testosterone nelle strade di Manhattan del drammaturgo uruguaiano Santiago Sanguinetti, si inserisce con altre due pièce all’interno della Trilogia della Rivoluzione, un tentativo di fare teatro politico nel secondo decennio del XXI secolo.

Le Nostre Donne è una commedia francese dell’autore contemporaneo franco-tunisino Eric Assous, raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, dal ritmo inarrestabile che gioca con il ribaltamento dei ruoli e con i colpi di scena. Una prova d’attore tutta al maschile, in cui le donne del titolo non ci sono fisicamente, ma invade comunque la scena: amate, odiate, rimpiante, assenze materializzate dai discorsi dei loro uomini in crisi.

Il logorio della vita moderna, per citare un vecchio Carosello, che ci fa desiderare un più sereno eremitaggio monacale, ci logora i nervi, il fisico e le unghie. Può un’attrice comica mettere in ordine la tua vita?

L’assaggiatrice di Hitler racconta la storia di Rosa Sauer, una donna fragile e incapace di reagire come molti alle violenze e ai soprusi del periodo nazista, che viene obbligatoriamente reclutata per diventare un’assaggiatrice dei pasti del Führer, paranoico e ossessionato di essere avvelenato.

Matteotti (anatomia di un fascismo) ripercorre l’ascesa e l’affermazione di quel fenomeno eversivo che Matteotti seppe comprendere, fin dall’inizio, in tutta la sua estrema gravità, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere.