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Lettura: Accadde oggi 18 giugno 1873, Stati Uniti, la femminista Susan B. Anthony veniva multata di 100 dollari per aver tentato di votare
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Accadde oggi 18 giugno 1873, Stati Uniti, la femminista Susan B. Anthony veniva multata di 100 dollari per aver tentato di votare

Benché donna, alle elezioni presidenziali statunitensi

Isotta Franci 1 settimana fa Commenta! 3
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Il 18 giugno del 1873, begli Stati Uniti, la femminista Susan B. Anthony venne multata di 100 dollari per aver tentato di votare, benché donna, alle elezioni presidenziali statunitensi.

All termine del processo United States vr Susan B. Anthony, la femminista e suffragetta americana fu condannata a pagare 100 dollari per aver votato illegalmente alle elezioni presidenziali del 1872. Lei si rifiutò categoricamente di pagare la sanzione e il giudice le risparmiò il carcere per impedirle di appellarsi alla Corte Suprema.

Susan b. Anthony veniva multata di 100 dollari

Susan B. Anthony veniva multata di 100 dollari

L’atto di disobbedienza, Il 5 novembre 1872, la Anthony e altre 14 donne a Rochester (New York) registrarono i loro nomi e votarono, sfidando la legge che permetteva solo agli uomini di farlo. Il momento dell’arresto, due settimane dopo l’atto di protesta, venne arrestata con l’accusa di aver consapevolmente e illegalmente votato senza averne diritto.

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La fase del processo, durante il dibattimento, che si concluse proprio il 18 giugno, il giudice Ward Hunt diresse una giuria di soli uomini imponendo il verdetto di colpevolezza e negando all’attivista il diritto di esprimere la propria difesa prima della condanna. Dopo aver ascoltato la sentenza, la Anthony tenne un celebre discorso in cui definì il processo la più grande oltraggio giudiziario che la storia abbia mai registrato.

La sua strenua battaglia ha gettato le basi per il suffragio femminile negli Stati Uniti, culminato nel 1920 con la ratifica del XIX emendamento, che estese finalmente il diritto di voto alle donne. Per approfondire i documenti ufficiali dell’epoca, si può consultare la pagina dedicata su American Originals degli Archivi Nazionali.

Susan b. Anthony

“Non pagherò mai nemmeno un dollaro di questa ingiusta sanzione”, e mantenne la parola: non pagò mai la multa per il resto della sua vita.

Il giudice Hunt, intuendo la strategia dell’attivista, scelse deliberatamente di non farla incarcerare per il mancato pagamento. Se l’avesse rinchiusa in prigione, Susan B. Anthony avrebbe potuto presentare un ricorso in habeas corpus, portando la questione del diritto di voto delle donne direttamente davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Negandole il carcere, il giudice bloccò di fatto questa strada legale.

Anche se Susan B. Anthony morì nel 1906 senza poter vedere il suffragio universale femminile, il suo processo sollevò un enorme dibattito nazionale. Il suo sacrificio aprì la strada alla ratifica del XIX Emendamento nel 1920, che garantì finalmente alle donne statunitensi il diritto di voto e che, non a caso, viene storicamente chiamato Emendamento Susan B. Anthony.

Il suffragio universale, stati uniti
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