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Lettura: Tomba di Yunmen a Saqqara: cosa sappiamo e perché conta
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Antico EgittoArcheologia

Tomba di Yunmen a Saqqara: cosa sappiamo e perché conta

Massimo 45 minuti fa Commenta! 8
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Una nuova mastaba della tarda V dinastia è stata scoperta a Saqqara durante la campagna di scavo 2026 della missione ispano-egiziana. Il monumento risale al regno di Djedkare Isesi, intorno alla metà del III millennio a.C., e conserva due cappelle funerarie, rilievi con colori ancora leggibili e testi che permettono di ricostruire parte della carriera di Yunmen e di suo padre Iti.

Contenuti
Tomba di Yunmen a Saqqara: i dati essenzialiChi era Yunmen e perché i suoi titoli sono importantiPerché le due cappelle rendono la scoperta diversaCosa raccontano i colori conservatiCosa cambia davvero con questa scopertaLa tomba di Yunmen si può visitare?Fatto, interpretazione e ipotesi: cosa sappiamo oggi

La notizia è interessante non perché aggiunga semplicemente un’altra tomba alla necropoli egizia, ma perché offre dati nuovi su amministrazione, rituali funerari, decorazione e gerarchie sociali alla fine della V dinastia. La scoperta è stata annunciata il 7 settembre 2026 e riguarda la cosiddetta Necropoli di Mariette, nell’area settentrionale di Saqqara.

Area archeologica di saqqara in egitto
Saqqara, contesto archeologico della necropoli egizia

Tomba di Yunmen a Saqqara: i dati essenziali

Dove Necropoli di Mariette, Saqqara nord
Periodo Tarda V dinastia, regno di Djedkare Isesi
Datazione Circa 2500 a.C.
Proprietario principale Yunmen, indicato anche come Younmin nelle traslitterazioni internazionali
Struttura Mastaba con due cappelle funerarie
Seconda cappella Associata a Iti, padre di Yunmen
Missione Universitat Autònoma de Barcelona e Supreme Council of Antiquities egiziano
Visita Non è stata annunciata un’apertura al pubblico della nuova tomba

La missione è diretta dall’egittologo Josep Cervelló Autuori e opera nell’ambito del progetto SEAMS, Spanish-Egyptian Archaeological Mission in Saqqara. La Universitat Autònoma de Barcelona documenta un’attività di ricerca a Saqqara avviata da anni e concentrata, nella fase più recente, anche sull’organizzazione delle necropoli dell’Antico Regno.

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Chi era Yunmen e perché i suoi titoli sono importanti

Le iscrizioni permettono di collegare la cappella principale a Yunmen, un funzionario di alto rango. Le traduzioni diffuse dopo la scoperta gli attribuiscono incarichi riconducibili alla funzione di giudice, amministratore di corte e responsabile della gestione o dell’esame di petizioni e reclami.

Questo è un fatto epigrafico e amministrativo: i titoli sono parte della documentazione che gli archeologi stanno leggendo sulle pareti e sugli elementi architettonici. È invece un passo interpretativo successivo chiedersi quanto la sua carriera racconti una mobilità sociale all’interno dell’apparato statale.

La seconda cappella è associata al padre Iti, indicato come scriba con funzioni legate alla gestione di terreni agricoli e offerte. La presenza dei due uomini nello stesso complesso rende particolarmente utile il confronto tra generazioni e incarichi.

Perché le due cappelle rendono la scoperta diversa

La mastaba non conserva soltanto una sepoltura individuale. Le due cappelle permettono di leggere un rapporto familiare inserito nella macchina amministrativa dell’Antico Regno. Le scene attribuite alla cappella di Iti comprendono attività agricole, processioni di offerte e una falsa porta, elemento centrale del culto funerario egizio.

Secondo la ricostruzione riportata da Euronews sulla base delle autorità egiziane e della missione, la tomba potrebbe riflettere l’ascesa di Yunmen da una famiglia già inserita nell’amministrazione a una posizione più elevata nella struttura centrale.

Questa resta un’interpretazione degli archeologi, non una biografia completa già dimostrata. Le iscrizioni dicono quali cariche venivano rivendicate; il modo in cui queste cariche si traducevano concretamente in potere, reddito e relazioni sociali richiede uno studio più ampio del contesto.

Scavo archeologico nel sito di saqqara
Un precedente contesto di scavo a saqqara, utile per comprendere l’estensione della necropoli

Cosa raccontano i colori conservati

Uno degli elementi che ha attirato maggiore attenzione è la conservazione di parte dei colori originali. I rilievi mostrano attività agricole, animali e processioni con offerte. Non si tratta quindi di superfici nate come pietra monocroma: il colore faceva parte del programma visivo e rituale della cappella.

Il dato è utile anche per il pubblico contemporaneo, perché corregge un’immagine molto diffusa dell’arte egizia come insieme di rilievi semplicemente scolpiti nella pietra. Nelle tombe dell’Antico Regno il colore contribuiva a definire figure, oggetti, alimenti, animali e scene destinate a sostenere simbolicamente la vita del defunto nell’aldilà.

La qualità dell’architrave e dei testi funerari, insieme alla decorazione, suggerisce inoltre un investimento importante nel monumento. Anche in questo caso conviene distinguere: la ricchezza dell’apparato decorativo è osservabile, mentre il suo significato economico preciso deve essere ricostruito dagli specialisti.

Cosa cambia davvero con questa scoperta

La nuova tomba aggiunge tre informazioni utili. La prima riguarda la topografia della Necropoli di Mariette: una zona esplorata già nell’Ottocento non era stata documentata con gli strumenti e i metodi oggi disponibili. Il progetto contemporaneo sta quindi ricostruendo relazioni spaziali che gli scavi più antichi non avevano registrato in modo completo.

La seconda riguarda la vita amministrativa alla fine della V dinastia. Le cariche di Yunmen e Iti permettono di collegare il mondo funerario alle attività che sostenevano lo Stato, dalla gestione agricola alle pratiche di corte e alla produzione scritta.

La terza riguarda l’organizzazione della necropoli come spazio attivo. La ricerca SEAMS non studia le tombe come oggetti isolati, ma prova a capire percorsi, aree di culto, relazioni tra mastabe e movimento delle persone. Questo approccio è particolarmente importante a Saqqara, dove secoli di costruzioni hanno creato un paesaggio funerario molto complesso.

Non è la prima volta che nuove indagini modificano la lettura del sito. Su Arte abbiamo già seguito una precedente scoperta archeologica a Saqqara: i due ritrovamenti riguardano contesti diversi e non vanno confusi, ma insieme mostrano quanto materiale resti ancora da documentare nella necropoli.

La tomba di Yunmen si può visitare?

Al momento non risulta annunciata un’apertura al pubblico della nuova mastaba. Le comunicazioni sulla scoperta descrivono uno scavo archeologico in corso, non una nuova attrazione inserita nel normale percorso turistico.

Saqqara è invece un’area archeologica visitabile e nel 2026 sono in corso interventi per migliorare percorsi, servizi e accessibilità del sito. Chi programma una visita deve quindi distinguere tra la necropoli aperta ai visitatori e la specifica tomba di Yunmen, che non va considerata accessibile finché le autorità egiziane non lo comunicheranno ufficialmente.

Fatto, interpretazione e ipotesi: cosa sappiamo oggi

  • Fatto: è stata scoperta una mastaba della tarda V dinastia nella Necropoli di Mariette.
  • Fatto: il complesso contiene due cappelle associate a Yunmen e a suo padre Iti.
  • Fatto: rilievi e scene conservano parti dei colori originari e rappresentano anche attività agricole e offerte.
  • Attribuzione: i nomi e le cariche derivano dalla lettura delle iscrizioni e dalle interpretazioni epigrafiche della missione.
  • Interpretazione: la differenza tra le cariche di padre e figlio può aiutare a ricostruire dinamiche amministrative e familiari.
  • Ipotesi: la doppia tomba potrebbe riflettere un’ascesa sociale di Yunmen. È una lettura plausibile proposta dagli studiosi, non un fatto già dimostrato in ogni dettaglio.

La prima comunicazione diffusa in Italia da ANSA il 7 settembre e i successivi approfondimenti internazionali convergono sugli elementi principali. Le prossime campagne saranno decisive per capire se le altre anomalie individuate nelle vicinanze corrispondano davvero ad altre mastabe e quanto il nuovo complesso possa precisare la mappa sociale della Saqqara dell’Antico Regno.

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