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Tondo dei due fratelli: il restauro del Fayum

Un ritratto romano d'Egitto, il restauro dei volti e il viaggio verso l'Ara Pacis

Tondo dei due fratelli di antinoopolis, ritratto a encausto su legno del ii secolo
Tondo dei due fratelli, Egyptian Museum del Cairo. Immagine dell'opera prima del restauro, via Smarthistory.
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Il Tondo dei due fratelli, uno dei ritratti più rari dell’Egitto romano, è stato restaurato al Cairo prima del suo arrivo a Roma. Il lavoro, condotto da specialisti egiziani e italiani, ha affrontato i danni al supporto ligneo provocati anche dalle termiti e la fragilità della superficie pittorica, recuperando dettagli dei volti. Dal novembre 2026 l’opera sarà al centro della mostra dedicata ai ritratti del Fayum al Museo dell’Ara Pacis.

Che cosa è il Tondo dei due fratelli?

Il dipinto, conosciuto anche come Tondo di Antinoopolis, risale alla metà del II secolo d.C. e proviene dall’Egitto romano. Mostra due giovani a mezzo busto, tradizionalmente chiamati «fratelli»: la denominazione è storica, ma non costituisce da sola una prova del loro effettivo rapporto di parentela. È conservato all’Egyptian Museum del Cairo.

La sua eccezionalità riguarda anche la forma circolare e il doppio ritratto. Molti esempi della pittura funeraria del Fayum sono pannelli rettangolari destinati al volto delle mummie; questa composizione è perciò una testimonianza particolarmente riconoscibile dell’incontro tra tecniche pittoriche greco-romane e pratiche funerarie egizie.

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Che cosa ha fatto emergere il restauro?

L’intervento è stato annunciato al Cairo nell’ottobre 2026. I restauratori hanno lavorato su un oggetto estremamente delicato: il legno era stato intaccato dalle termiti e lo strato dipinto presentava problemi di conservazione. Il restauro ha reso nuovamente leggibili dettagli del ritratto, in particolare in uno dei volti. Non significa che sia emerso un personaggio completamente sconosciuto: il risultato riguarda soprattutto la leggibilità e la conservazione dell’immagine esistente.

È una distinzione importante anche per comprendere gli annunci sui restauri. Recuperare una superficie pittorica non equivale necessariamente a scoprire un quadro nascosto o a cambiare attribuzione. Qui il valore sta nel preservare una testimonianza rarissima della pittura antica.

Perché si parla di encausto?

Il Tondo è realizzato su tavola lignea con la tecnica dell’encausto, che impiega pigmenti legati alla cera. La particolare qualità cromatica e il trattamento dei volti aiutano a spiegare l’impatto visivo di questi ritratti, ancora sorprendentemente immediati dopo quasi duemila anni.

I cosiddetti ritratti del Fayum erano spesso inseriti nelle bende delle mummie in corrispondenza del volto. La loro presenza rende visibile un intreccio di tradizioni: la funzione funeraria egizia convive con linguaggi figurativi sviluppati nel Mediterraneo romano.

Dove si vedrà il Tondo restaurato a Roma?

L’opera è annunciata per Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum, al Museo dell’Ara Pacis. L’organizzatore MondoMostre indica il periodo dal 5 novembre 2026 al 2 maggio 2027. La scheda del Museo dell’Ara Pacis indica invece l’apertura al pubblico dal 6 novembre 2026: prima di organizzare la visita conviene verificare il calendario ufficiale del museo, evitando di confondere l’avvio istituzionale con l’accesso dei visitatori.

La mostra riunirà oltre 110 oggetti, tra ritratti, sudari, maschere funerarie e reperti collegati. Il Tondo non sarà soltanto un’opera da ammirare: il recente restauro fornisce una chiave concreta per chiedersi come la pittura su legno dell’antichità sia arrivata fino a noi e quanto lavoro sia necessario per conservarla.

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