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Van Cleef & Arpels, il Tempo, la Natura, l’Amore

Una mostra a Palazzo Reale a Milano celebra l'alta gioielleria della famosa Maison, attraverso gioielli, orologi e documenti storici

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Quale modo migliore per passare la domenica che visitare una mostra? A Palazzo Reale a Milano ce ne sono ben quattro, ma, essendo appassionata di gioielli, per questa volta la scelta è caduta su quella dedicata alla celebre maison Van Cleef & Arples. Fino al 23 Febbraio 2020 sarà possibile visitare gratuitamente le sale dell’Appartamento e le sale degli Arazzi che fanno da degna cornice alle teche che contengono questi capolavori di alta gioielleria. La mostra, curata da Alba Cappellieri, direttrice del museo del Gioiello di Vicenza e prodotta da Van Cleef & Arpels in collaborazione con la Fondazione Cologni, ha tre concetti che fanno da tema portante, il tempo, la natura e l’amore. Nella sezione dedicata al Tempo troviamo frasi tratte da “Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio” di Italo Calvino a sottolineare la relazione delle creazioni della Maison con il tempo. La sezione dedicata all’Amore espone alcune creazioni che sono state pegni per celebri storie d’amore (Liz Taylor e Richard Burton, per citarne una), mentre quella dedicata alla Natura sottolinea la bravura dei mastri gioiellieri e degli incastonatori nel creare gioielli e oggetti in piena armonia con il mondo naturale. Entra con me a vedere queste meraviglie!

Il tempo

Si inizia con Parigi, nella prima sala, sede del primo negozio della maison, situato nella celebre Place Vendôme. A celebrare la città gioielli e oggetti che ne riproducono i luoghi simbolo come il Teatro dell’Opéra e gli Champs-Élysées o l’Arco di Trionfo. La seconda sala è dedicata all’esotismo, con gioielli di fine ‘800 e primi del ‘900 che rappresentano vere e proprie aperture al mondo che si iniziava a conoscere. Gioielli che richiamano i cartigli egizi, posacenere di giada raffigurante il Buddha, fino all’incredibile collana di smeraldi appartenuta nientemeno che a Sua Maestà Begum Salimah AgaKhan, che ti assicuro ti lascerà a bocca aperta. Molto interessanti i taccuini e le “schede prodotto” dell’epoca, ovviamente tutte fatte a mano. La terza sala fa da cornice alla leggerezza, ponendo l’attenzione su creazioni complesse, ma portabili grazie alle nuove tecniche di ammagliatura e incastonatura come la celebre Collerette, modello di punta di Van Cleef & Arpels, che grazie alle tecniche citate sopra resta appoggiata sul collo quasi fosse un tessuto. Con la rapidità entriamo nella quarta sala, dove ci accolgono dei veri e propri capolavori di orologeria. Da vezzosi modelli da indossare come pendenti o spille, a bracciali di una fattura squisita che celano dietro a fiori di diamanti piccoli quadranti che segnano il tempo (vedi galleria), fino ai bracciali/orologio più moderni. Piccole deliziose fate incantano nella quinta sala, dedicata alla visibilità. Apparse per la prima volte nella collezione dell Maison negli anni ’40, ne sono divenute uno degli emblemi incarnandone alla perfezione il mondo incantato. L’attualità di questi gioielli è data dal fatto che ammirando quelle più datate vicino alle più recenti, non sembra sia passato quasi un secolo tra loro.

Nella sesta sala, quella dell’esattezza, si celebra il procedimento brevettato dalla Maison nel 1933, quel Serti Mystérieux che permette di incastonare le pietre senza usare le graffe per tenerle ancorate al gioiello. Il risultato finale è una serie di pietre che si incastonano sul gioiello come fossero velluto. Ora ti porto nella settima sala, dove ammirando la splendida Minaudière del 1938 si capisce benissimo cosa intendano in Van Cleef & Arpels con la parola molteplicità. La Minaudière fu creata per donare alle signore dell’Alta Società (chi altro avrebbe potuto permettersi questo capolavoro in oro giallo e rubini di incredibile fattura?) un nécessaire dove poter riporre quello che avevano bisogno, ma in uno spazio minimo così da non creare ingombro. Se sei amante della danza, resterai estasiato di fronte alle ballerine che volteggiano eteree e sospese nelle teche dell’ottava sala. Louis Arpels, uno dei fondatori della casa di gioielli era appassionato di balletto e questo ha fatto sì che si arrivasse, nel 1941, alle prime clip della serie ballerina. Ammira la foto pubblicata sotto, ti sfido a capire quali sono le clip degli anni ’40 e quali quelle create ai giorni nostri. Con la decima sala dedicata all’intersezione-architettura si conclude il ciclo dedicato al tempo. Negli anni ’30 con l’avvento dell’Art Déco,  anche i gioielli acquistano delle forme più nette e alla Van Cleef & Arpels non restano certo indietro creando nel 1931 al clip Cerchio molto versatile (può essere indossata in vari modi, nella galleria puoi vederla agganciata a una pochette da sera).

L’Amore

La Maison nacque grazie all’incontro tra Estelle Arpels, figlia di un mercante di pietre preziose e Alfred Van Cleef, il cui padre era un tagliatore di pietre. il matrimonio fu celebrato nel 1895 e 9 anni più tardi nacque la Van Cleef & Arpels, guidata dallo stesso Alfred e dai fratelli di Estelle. Nella sala dedicata all’amore credo resterai a bocca aperta come me di fronte ad alcuni pezzi davvero particolari e ricchi di storia. Una clip raffigurante due Inseparabili, anelli e orecchini a forma di fiori, fino ad arrivare a pezzi unici che hanno sottolineato alcune tra le storie d’amore più celebri del ‘900. Io sono rimasta estasiata davanti alla tiara di diamanti che può trasformarsi in collana, indossata da Grace di Monaco al matrimonio della figlia Caroline con Philippe Junot nel 1978 e al girocollo con la testa di leone che Richard Burton regalò a Liz Taylor (come non ricordare la loro travagliata quanto intensa storia d’amore? Si amarono talmente tanto da sposarsi ben due volte!).

In fondo alla sala dedicata all’amore una postazione multimediale mostra un video nel quale i mastri gioiellieri vengono ripresi mentre lavorano i gioielli e spiegano le loro tecniche.

La Natura

Attraverso le ultime tre sale entriamo nel regno naturale di botanica, flora e fauna. Un tripudio di boccioli, foglie, uccelli in volo, tra cui il bellissimo uccello del paradiso del 1942, ricco di colori e particolari. Il sapiente utilizzo dei materiali da parte degli artigiani della Maison,  ha portato alla creazione di spille, anelli, parure di fattezza squisita e colori vivaci. Teca dopo teca si ammirano pezzi di fattura e precisione eccezionali che incantano lo sguardo. Con quasi rammarico ci si rende conto che la mostra è finita e si vorrebbe ricominciare il giro per ammirare ancora questi capolavori.

Una menzione a parte va fatta per l’allestimento curato dalla designer Johanna Grawunder. Le sale sono quasi buie, le teche risaltano quasi a focalizzare, se mai ce ne fosse bisogno, l’attenzione sugli splendidi gioielli, led colorati sottolineano il percorso e rendono ancora più affascinante l’esposizione. Le citazioni di Calvino, insieme alle spiegazioni delle varie sale accolgono il visitatore insieme ad alcuni totem interattivi  che non fanno certo sfigurare i gioielli più antichi in quanto a modernità. Il tutto aggiunge fascino a un percorso già di per sé incredibile.

L’avrai già capito, questa mostra mi è piaciuta tantissimo e spero che il mio racconto abbia fatto venire voglia di visitarla anche a te!

 

Ti stuzzica l’idea di vedere questi gioielli? Quale ti colpisce di più? Lasciaci un commento!
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