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2 giugno Festa della Repubblica Italiana tricolore bandiera

2 Giugno – Festa della Repubblica Italiana: la bandiera tricolore nell’arte

Una rassegna di opere di artisti contemporanei che hanno inserito la bandiera tricolore nei loro dipinti

Il 2 Giugno – data del referendum istituzionale del 1946 – si celebra la Festa della Repubblica Italiana.

Tra il 2 e il 3 giugno 1946, infatti, si svolse il referendum con cui gli italiani, dopo anni di regno dei Savoia, scelsero di abolire la monarchia a favore della Repubblica.

2 Giugno, Festa della Repubblica Italiana

Grandi iniziative e cerimonie ufficiali si sono sempre tenute durante il 2 Giugno.

L’attuale cerimonia prevede la deposizione di una corona d’alloro al Milite ignoto, il simbolo dei caduti in guerra che non sono stati riconosciuti, presso l’Altare della Patria a Roma.

2 Giugno, Festa della Repubblica Italiana: la bandiera tricolore

Un altro simbolo della Festa della Repubblica è indubbiamente legata alla bandiera tricolore.

Il tricolore italiano nasce nel 1796 come bandiera militare delle repubbliche Cispadana e Cisalpina, per distinguere il contingente italiano all’interno dell’esercito di Napoleone.

Nel 1848 fu adottato dai Savoia nel regno di Sardegna, nel 1861 dal regno e infine diventò bandiera italiana nel 1946.

La bandiera tricolore nell’arte

La bandiera italiana è apparsa frequentemente in alcune opere di contemporanei.

A tal proposito ricordiamo la tela di Francesco Saverio Altamura intitolata La prima bandiera italiana portata a Firenze nel 1859, in cui un giovane uomo – avvolto da un’atmosfera suggestiva – si reca sul colle di San Miniato, con in spalla il tricolore.

A conferire un carattere così intimo e personale al momento è sicuramente la luce.

2 giugno Festa della Repubblica Italiana tricolore bandiera
La prima bandiera italiana portata in Firenze, Francesco Saverio Altamura

Un altro artista che che scelse di rappresentare il tricolore fu Odoardo Borrani con la tela 26 aprile 1859, (1859).

Il pittore celebra l’inizio della seconda guerra d’indipendenza con la rappresentazione di una patriota che, rinchiuso in una stanza buia, illuminata solo dalla luce proveniente dalla finestra, cuce una bandiera tricolore.

Il dipinto riflette il clima di fervore democratico, che seguì i fatti del 1859, ossia quando il granduca Leopoldo II, abbandonò la città di Firenze, spinto dalle pressioni popolari.

L’opera rappresenta anche un momento decisamente indicativo nello sviluppo del realismo in Toscana.

Il quadro, infatti, ottenne grande risonanza già alla prima apparizione, al punto da essere acquistato dal principe di Carignano.

Stilisticamente, Odoardo Borrani ha un impianto quattrocentesco, che si evince dalla luminosità e dal contrasto, così come per la cura dei dettagli e l’impostazione che è tipica della pittura di quel periodo.

2 giugno Festa della Repubblica Italiana tricolore bandiera
26 Aprile1859, Odoardo Borrani

E ancora, Il tricolore rammendato (1920 – 1922) di Carlo Filippelli. L’autore pone al centro della scena una donna che ripara amorevolmente la bandiera italiana.

L’esecuzione di questa opera è datata tra il 1920 e il 1922 durante la guerra Italo-Turca per la conquista della Libia.

2 giugno Festa della Repubblica Italiana tricolore bandiera
Il tricolore, Cafiero Filippelli

Anche Giacomo Balla ha inserito il tricolore nel ventaglio delle sue opere. L’opera in questione – Dimostrazione interventista – è stata una vera propria scoperta, perché per oltre un secolo è rimasta  sepolta sotto uno strato di pittura nera, sul retro di Verginità (1925), altra opera famosissima di Balla.

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Dimostrazione interventista, Giacomo Balla

Gli esperti, infatti, si resero conto – grazie all’aiuto di luce radente – che dietro alla superficie nera, si nascondeva un’altra opera.

Il restauro ha portato in auge un dipinto antecedente, straordinariamente conservato, che rappresenta la più importante novità su Giacomo Balla emersa negli ultimi anni, ma anche una fondamentale acquisizione per la storia stessa del Futurismo. 

Il dipinto appartiene ad una serie di opere definite pitture interventiste ed eseguite a cavallo tra il 1914 e il 1915.

Sono opere eseguite in un clima di estrema tensione politica e culturale in cui parte degli intellettuali italiani si schierarono a favore dell’intervento dell’Italia in guerra e che si realizzò con la dichiarazione di guerra del 23 maggio.

Nell’opera – pienamente astrattista – sono del tutto assenti riferimenti alle forme naturali.

In questo caso Balla si serve di linee astratte e colori smaltati e puri per esprimere il dinamismo conflittuale tra forze innovative interventiste e forze di resistenza neutralistica, laddove le forze positive sono simboleggiate dalle componenti cromatiche del tricolore italiano e quelle neutraliste.

Al contrario da una tramatura nera che opprime la nazione mentre il nodo sabaudo sancisce l’unità nazionale. La pittura di Giacomo Balla a tema patriottico è rappresentata, oltre che da Dimostrazione interventista, anche da altri dipinti quali Sventolio di bandiere.

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Sventolio di bandiere, Giacomo Balla
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