Erri De Luca: lo scrittore non terrà più la prolusione di apertura del festival, in programma a Salerno dal 13 al 20 giugno 2026. La decisione arriva dopo le polemiche sulle sue dichiarazioni su Israele, sionismo e Gaza, con un effetto immediato sul cartellone: anche Roberto Cotroneo ha scelto di ritirarsi.
Erri De Luca Salerno Letteratura: cosa è successo
La direzione del festival ha tolto a Erri De Luca la prolusione inaugurale, proponendogli una partecipazione in un’altra sezione. Lo scrittore ha declinato l’invito. La questione riguarda il ruolo simbolico dell’apertura: per gli organizzatori, quel momento orienta il tono pubblico dell’intera rassegna.
Il caso nasce dalle riflessioni espresse il 26 maggio su sionismo, Stato di Israele e uso della parola genocidio per Gaza. De Luca ha distinto il sionismo storico dall’espansionismo e ha contestato l’applicazione del termine genocidio al conflitto in corso nei centri abitati della Striscia.
La biografia pubblica di Erri De Luca spiega in parte la risonanza dello scontro: autore, traduttore e figura civile spesso esposta nel dibattito politico. Proprio questa esposizione rende la sua esclusione un fatto culturale, non soltanto organizzativo.
Salerno Letteratura 2026 e la rinuncia di Roberto Cotroneo

La scelta ha prodotto un secondo effetto: Roberto Cotroneo ha rinunciato al proprio intervento, che avrebbe riguardato Umberto Eco. La sua posizione richiama una domanda centrale per i festival letterari: un evento culturale deve rappresentare una linea editoriale oppure restare uno spazio di confronto tra posizioni anche scomode?
Il programma di Salerno Letteratura prevede decine di ospiti e otto giorni di incontri, letture e dialoghi. In questo quadro, la prolusione pesa più di un appuntamento ordinario, perché apre la rassegna e ne definisce la cornice pubblica.
Il nodo riguarda anche il linguaggio. Le parole usate da scrittori, curatori e intellettuali non circolano più solo nelle sale, ma vengono frammentate sui social e lette come segnali di appartenenza. Il richiamo alla guerriglia semiologica resta utile per leggere come i significati vengano contesi nello spazio pubblico.
Festival culturali, censura e responsabilità pubblica
Il caso Erri De Luca Salerno Letteratura tocca una frizione ricorrente: libertà di parola, responsabilità curatoriale e pressione politica. Non ogni cambio di programma coincide con censura, ma ogni esclusione di una voce autorevole modifica la percezione di un festival come luogo di pluralismo.
Nella storia culturale, gli atti di esclusione hanno spesso prodotto più attenzione dell’evento originario. Anche rileggere episodi lontani, come la chiusura dei templi pagani sotto Costanzo II, mostra quanto il controllo della parola e dei luoghi simbolici incida sulla memoria collettiva.
La vicenda lascia aperto un problema concreto per i festival italiani: come gestire ospiti divisivi senza trasformare la programmazione in un campo di prova politico? La risposta peserà sulle prossime rassegne, soprattutto quando letteratura, guerra e identità pubblica torneranno a incrociarsi davanti ai lettori.