Nirmal Purja è morto durante una spedizione sul Broad Peak, in Pakistan, dopo essere stato travolto da una valanga. L’alpinista nepalese, conosciuto come Nims, era diventato una delle figure più riconoscibili dell’alpinismo contemporaneo anche grazie al documentario Netflix 14 Peaks: Nothing Is Impossible. Tra i messaggi arrivati dopo la tragedia c’è quello del principe William, che ha ricordato il suo passato nelle forze armate britanniche e la sua carriera sulle montagne più alte del pianeta.
Nirmal Purja morto sul Broad Peak: cosa ha scritto il principe William

William ha dichiarato di essere profondamente addolorato per la morte di Purja e degli altri alpinisti coinvolti nell’incidente. Nel messaggio, firmato personalmente con la lettera W, il principe ha ricordato il servizio di Nims nelle forze armate britanniche e il ruolo avuto nel dare maggiore visibilità internazionale agli alpinisti nepalesi.
Il riferimento alla carriera militare è centrale nella biografia di Purja. Prima di dedicarsi completamente alle spedizioni, aveva trascorso anni nelle forze armate britanniche, passando dai Gurkha alle unità speciali. William lo ha ricordato come un alpinista capace di inseguire obiettivi considerati quasi impossibili, mantenendo allo stesso tempo un forte legame con le persone che lavoravano con lui.
Il messaggio del principe si inserisce anche nel ruolo pubblico della monarchia britannica di fronte a tragedie che coinvolgono figure legate alle istituzioni del Regno Unito. Un rapporto tra famiglia reale e opinione pubblica che resta centrale anche nelle vicende più recenti, come nel confronto tra Re Carlo e Harry e il nuovo gelo nella famiglia reale.
Da 14 Ottomila in 189 giorni al documentario Netflix 14 Peaks

Il nome di Nirmal Purja aveva superato da tempo i confini dell’alpinismo specialistico. Nel 2019 completò la salita delle 14 montagne della Terra superiori agli 8.000 metri in 189 giorni, portando a termine il progetto noto come Project Possible e ottenendo un’enorme attenzione internazionale.
La storia arrivò a un pubblico ancora più ampio nel 2021 con 14 Peaks: Nothing Is Impossible su Netflix. Il documentario segue Purja mentre tenta di completare tutti gli Ottomila in pochi mesi, alternando ascensioni, preparazione, rischi e lavoro di squadra. Il film contribuì anche a dare maggiore spazio mediatico agli sherpa e agli scalatori nepalesi.
È questo passaggio a spiegare perché la morte di Purja abbia avuto una risonanza che va oltre le comunità di montagna. 14 Peaks trasformò un record tecnico in un racconto accessibile a milioni di spettatori e portò sullo schermo una generazione di alpinisti nepalesi spesso rimasta in secondo piano nelle narrazioni occidentali sulle spedizioni himalayane.
Perché Nirmal Purja era diventato una figura della cultura popolare
La notorietà di Nims nasceva dalla combinazione tra risultati sportivi, immagini delle spedizioni, social media e documentari. La montagna veniva raccontata attraverso la conquista della vetta, ma anche mostrando squadre, logistica, pericoli e soccorsi. Questo approccio contribuì a rendere comprensibile l’alpinismo d’alta quota anche a chi non segue abitualmente questa disciplina.
Nel 2022 Purja ricevette l’MBE per i servizi resi all’alpinismo. Il legame con il Regno Unito derivava dalla lunga carriera militare e aiuta a spiegare la particolare attenzione riservata alla sua morte dalla monarchia britannica.
La reazione di William richiama il modo in cui i membri della famiglia reale britannica intervengono pubblicamente di fronte a lutti che assumono una dimensione nazionale o internazionale. È un meccanismo che ha segnato profondamente anche altri momenti della storia recente della monarchia, sebbene in contesti del tutto diversi, come racconta il nostro approfondimento sulla morte di Lady Diana nel 1997.
Sul Broad Peak le informazioni sull’incidente richiedono ancora cautela finché non saranno completate le comunicazioni ufficiali. Resta già chiara, però, la portata della perdita per l’alpinismo internazionale: con Nirmal Purja scompare una figura che aveva contribuito a cambiare sia i record dell’alta quota sia il modo in cui quelle imprese venivano raccontate al pubblico mondiale.