Carla Cerati a Palazzo Reale sarà visitabile dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027. La mostra Plurale femminile. Fotografia e scrittura, 1926-2026 celebra il centenario della nascita della fotografa e scrittrice con immagini, documenti, libri, materiali d’archivio e video.
Il percorso attraversa i temi che hanno segnato il lavoro di Cerati: Milano, il teatro, i ritratti, il corpo, la memoria e le trasformazioni sociali. Uno dei nuclei centrali è legato a Morire di Classe, il progetto realizzato insieme a Gianni Berengo Gardin negli ospedali psichiatrici italiani alla fine degli anni Sessanta.
| Carla Cerati a Palazzo Reale | Informazione |
|---|---|
| Date | 26 settembre 2026 – 10 gennaio 2027 |
| Sede | Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano |
| Orari | Martedì-domenica 10:00-19:30 |
| Giovedì | 10:00-22:30 |
| Lunedì | Chiuso |
| Biglietto intero | 15 euro |
| Open | 17 euro |
| Curatrici | Elena Ceratti, Giovanna Calvenzi, Mariateresa Cerretelli |

Cosa vedere nella mostra Carla Cerati. Plurale femminile
La mostra non riduce Carla Cerati a una sola stagione fotografica. Il progetto ricostruisce una ricerca durata decenni e mette in relazione fotografia e scrittura, mostrando come i due linguaggi abbiano condiviso la stessa attenzione verso persone, corpi e cambiamenti della società italiana.
- Milano, osservata nelle trasformazioni urbane e sociali del secondo Novecento.
- Morire di Classe, il lavoro negli ospedali psichiatrici realizzato con Gianni Berengo Gardin.
- Teatro e cultura, con immagini di protagonisti della scena artistica e intellettuale.
- Ritratti e corpo, centrali nella ricerca fotografica di Cerati.
- Libri, documenti e materiali d’archivio, utili per seguire anche la sua attività di scrittrice.
Morire di Classe: perché è uno dei lavori più importanti
Nel 1968 Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin documentarono la vita all’interno di alcuni ospedali psichiatrici italiani. Le fotografie confluirono nel volume Morire di Classe, pubblicato nel 1969 e curato da Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia.
Quelle immagini non nascono come semplice reportage sulle strutture. Mostrano persone private di autonomia, ambienti chiusi e condizioni che il dibattito pubblico dell’epoca stava iniziando a mettere radicalmente in discussione. Per questo il progetto resta uno dei punti in cui fotografia, testimonianza e storia sociale si incontrano con maggiore forza.

Carla Cerati e Milano
Carla Cerati nacque a Bergamo nel 1926 e si trasferì a Milano nei primi anni Cinquanta. Dalla fine del decennio la fotografia divenne progressivamente il centro del suo lavoro professionale, in una città attraversata da industria, nuovi consumi, conflitti sociali e una scena culturale molto attiva.
Milano è quindi più di uno sfondo. Nelle fotografie diventa un organismo che cambia insieme alle persone: intellettuali, attori, manifestazioni, strade, corpi e luoghi della vita quotidiana entrano nello stesso archivio visivo. Per un inquadramento biografico più ampio puoi leggere anche il nostro approfondimento Carla Cerati. Il dolore come fonte di bellezza.
Teatro, ritratti e corpo
Una parte importante della carriera di Cerati è legata al teatro e al ritratto. La macchina fotografica segue artisti e protagonisti della cultura italiana senza separare nettamente scena pubblica e dimensione personale.
Il corpo torna più volte come tema: osservato, esposto, isolato oppure inserito in relazioni sociali precise. È uno dei motivi per cui il titolo Plurale femminile funziona come chiave dell’intero percorso, perché mette insieme identità professionali e sguardi differenti senza ridurre Cerati a una sola definizione.

L’archivio di Carla Cerati conserva oltre 100 mila fotografie
Una parte fondamentale della sua eredità è conservata a Milano. Il fondo Carla Cerati è custodito dal Civico Archivio Fotografico e comprende oltre centomila fotografie. La documentazione permette di seguire il lavoro della fotografa ben oltre le immagini più note.
Il catalogo di Lombardia Beni Culturali registra 106.652 fotografie e ricorda che l’archivio è stato dichiarato di interesse storico particolarmente importante nel 2022. È un dato che aiuta a capire la scala della produzione di Cerati e il valore documentario del fondo.
Biglietti e orari di Palazzo Reale
Palazzo Reale indica un biglietto intero da 15 euro e un titolo Open da 17 euro, con riduzioni comprese tra 13 e 10 euro. Per scuole e famiglie sono previste tariffe dedicate. L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima della chiusura.
Orari e prezzi possono essere verificati sulla pagina ufficiale di Palazzo Reale dedicata a Carla Cerati prima della visita.
Come inserirla in un itinerario a Palazzo Reale
La mostra apre in un periodo particolarmente ricco per Palazzo Reale. Per orientarsi tra le esposizioni conviene partire dalla nostra guida alle mostre di Palazzo Reale nel 2026, utile per confrontare date e percorsi.
Chi segue soprattutto la fotografia può collegare la visita anche all’approfondimento dedicato ad Aurelio Amendola a Palazzo Reale. Il confronto mostra due modi molto diversi di usare la fotografia per raccontare persone, arte e memoria.
Perché vedere Carla Cerati a Palazzo Reale
Il punto forte dell’antologica è la possibilità di leggere insieme fotografia, impegno civile e scrittura. Morire di Classe resta un passaggio decisivo, ma il percorso amplia lo sguardo verso Milano, il teatro, il ritratto e l’archivio di una professionista che ha attraversato oltre mezzo secolo di cultura italiana.
Per chi vuole conoscere la fotografia italiana del secondo Novecento, il centenario offre quindi un’occasione utile non solo per vedere immagini celebri, ma per capire come quelle fotografie siano nate dentro un contesto sociale, editoriale e culturale preciso.