Un nuovo calligramma di Ignazio Muligino al Museo Galileo entra da mercoledì 9 settembre 2026 nel percorso di Mirabilia Graphica a Firenze. L’opera, riemersa da una collezione privata, raffigura papa Innocenzo XI e costruisce il ritratto attraverso una microscrittura che a occhio nudo appare quasi come un fitto tratteggio.
La scoperta aggiunge un tassello importante alla mostra aperta fino al 18 ottobre 2026, perché amplia il piccolo nucleo di opere oggi note di Muligino e rende ancora più evidente il legame tra arte, calligrafia e strumenti ottici nel Seicento. L’esposizione è compresa nel normale biglietto del Museo Galileo.

Nuovo calligramma di Muligino: cosa è stato scoperto
Il nuovo foglio raffigura Innocenzo XI, al secolo Benedetto Odescalchi. Secondo il Museo Galileo, il calligramma è realizzato a matita, inchiostro e polvere d’oro su pergamena ed è inserito in una piccola cornice a edicola in legno e pietre dure.
L’opera porta la firma dell’artista e la data del 13 novembre 1699. È quindi un ritratto celebrativo realizzato alcuni anni dopo la morte del pontefice, avvenuta nel 1689. La particolarità non è soltanto nella tecnica: Innocenzo XI compare con triregno e manto pontificio, una soluzione iconografica differente rispetto ad altre immagini ufficiali che lo mostrano con mozzetta e camauro.
La notizia della scoperta è stata comunicata il 7 settembre dal Museo Galileo, che esporrà il foglio all’interno della mostra già in corso.
Cosa racconta la microscrittura su Innocenzo XI
Il volto non è costruito con normali linee di disegno. La superficie è composta da caratteri microscopici che formano un testo biografico dedicato al papa. Guardata da lontano, la scrittura funziona come ombra, contorno e modellato; ingrandita, rivela invece una trama di parole.
Nel testo compare anche il riferimento alla battaglia di Vienna del 1683 e al ruolo attribuito a Innocenzo XI nel sostegno alla coalizione cristiana contro l’espansione ottomana. È un dettaglio utile per capire la funzione celebrativa del ritratto: l’immagine non si limita a riprodurre le fattezze del pontefice, ma incorpora direttamente il racconto della sua vita.
Questo modo di fondere testo e figura appartiene alla storia del calligramma, ma nel caso di Muligino assume una scala estrema. Per confrontare tecniche e linguaggi della scrittura come forma visiva puoi leggere anche il nostro approfondimento sulla calligrafia contemporanea e il rapporto tra segno e immagine.
Perché il ritrovamento è importante per Mirabilia Graphica
Ignazio Muligino è un autore ancora poco documentato. Proprio per questo, ogni opera firmata e datata può aiutare a ricostruire la sua attività. Il Museo Galileo sottolinea che i suoi calligrammi micrografici rappresentano, allo stato attuale delle conoscenze, gli unici esempi noti di questa particolare applicazione artistica della microscopia.
Il nuovo ritratto di Innocenzo XI non è quindi un’aggiunta decorativa alla mostra. Permette di confrontare soggetti, impaginazione, materiali e modalità di scrittura con le opere già esposte, offrendo agli studiosi un ulteriore riferimento per definire la produzione di Muligino.

Come funzionano i calligrammi micrografici di Muligino
Il principio è semplice da descrivere ma complesso da realizzare: la scrittura diventa immagine. Nel calligramma già al centro della mostra, dedicato alla Madonna con il Bambino, Muligino trascrive l’intero Officium Beatae Mariae Virginis in uno spazio di circa 30 per 20 centimetri. I caratteri arrivano a dimensioni dell’ordine di pochi decimi di millimetro.
Una precisione del genere richiedeva l’uso di strumenti di ingrandimento. Il percorso di Mirabilia Graphica mette infatti le opere in dialogo con microscopi, testi di ottica e documenti scientifici del Seicento. Fra gli oggetti esposti compare anche un microscopio composto di Giuseppe Campani, testimonianza della rapida evoluzione degli strumenti ottici nell’epoca in cui Muligino lavorava.
La relazione tra disciplina del gesto, forma e significato ha attraversato culture molto diverse. Un’altra prospettiva sul tema è offerta dall’approfondimento dedicato allo Shodo e alla calligrafia giapponese, dove il segno scritto assume a sua volta valore artistico autonomo.
Cosa vedere nella mostra oltre al nuovo calligramma
Mirabilia Graphica non è costruita come una semplice esposizione di fogli miniati. Il progetto, curato da Filippo Camerota, ricostruisce il contesto scientifico e culturale in cui la microscopia iniziò a mostrare dettagli fino ad allora invisibili.
Accanto ai calligrammi sono presenti materiali legati alla prima storia del microscopio e dell’osservazione scientifica, fra cui l’Apiarium e la Melissographia, oltre a trattati di ottica e strumenti storici. Un touch screen ad alta risoluzione permette di esplorare la microscrittura e di leggere particolari impossibili da distinguere senza ingrandimento.
La mostra è sostenuta da Fondazione CR Firenze e resta visitabile fino al 18 ottobre. Il programma e gli eventuali aggiornamenti sono disponibili nella pagina ufficiale di Mirabilia Graphica.
Mirabilia Graphica: orari, biglietti e informazioni utili
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Nuovo calligramma esposto | Dal 9 settembre 2026 |
| Fine mostra | 18 ottobre 2026 |
| Sede | Museo Galileo, Piazza dei Giudici 1, Firenze |
| Lunedì | 9:30-18:00 |
| Martedì | 9:30-13:00 |
| Mercoledì-domenica | 9:30-18:00 |
| Biglietto intero | 13 euro |
| Ridotto 6-18 anni | 7 euro |
| Minori di 6 anni | Ingresso gratuito |
| Biglietto famiglia | 28 euro per 2 adulti e fino a 2 minori di 18 anni |
La biglietteria chiude 30 minuti prima del museo. La mostra Mirabilia Graphica è inclusa nel biglietto ordinario, quindi non serve acquistare un titolo di accesso separato. Per chi prenota online o telefonicamente è previsto il diritto di prenotazione indicato dal museo.
Perché vedere il nuovo calligramma dal 9 settembre
Il nuovo ritrovamento rende la visita più interessante perché permette di osservare un’opera appena entrata nel corpus conosciuto di Muligino e di metterla subito a confronto con gli altri calligrammi. È un caso in cui la storia dell’arte si incrocia direttamente con la storia della scienza: senza l’ingrandimento, una parte essenziale dell’opera rimane nascosta.
Per chi visita Firenze nelle prossime settimane, il valore aggiunto è proprio questo doppio livello di lettura. Prima si vede un ritratto, poi si scopre che linee e ombre sono formate da parole. Dal 9 settembre, il volto di Innocenzo XI aggiunge una nuova pagina a questo esperimento seicentesco tra immagine, testo e microscopio.