La mostra di Milo Manara dedicata a Il nome della rosa chiude domenica 13 settembre 2026 alla Reggia di Venaria. Restano quindi pochi giorni per vedere le 14 tavole originali in grande formato con cui il fumettista ha trasformato il romanzo di Umberto Eco in una nuova narrazione visiva. L’esposizione è nelle Sale delle Arti e l’ingresso è compreso nei biglietti della Reggia.
| Informazione | Dato utile |
|---|---|
| Ultimo giorno | Domenica 13 settembre 2026 |
| Sede | Reggia di Venaria, Sale delle Arti |
| Orario Reggia e mostre | 9:30-18:00 |
| Ultimo ingresso | 17:00 |
| Opere in mostra | 14 tavole originali, 7 per ciascun volume |
| Ingresso | Compreso nei biglietti della Reggia |
Milo Manara a Venaria: cosa vedere davvero
Il percorso è piccolo per numero di opere, ma molto concentrato. La Reggia espone sette tavole del primo volume e sette del secondo della graphic novel pubblicata da Oblomov. Non è quindi una retrospettiva generale su Manara: il centro è il modo in cui il disegnatore affronta il mondo costruito da Eco, dal monastero ai monaci, dalla neve alle visioni più inquietanti.

La chiave più interessante è il rapporto tra fedeltà e libertà. La pagina scritta deve diventare sequenza, gesto, volto, spazio e ritmo. Nelle tavole selezionate il Medioevo non funziona come semplice sfondo decorativo: pietra, oscurità, paesaggi innevati e figure dei monaci costruiscono la tensione che nel romanzo nasce soprattutto dalla parola.
Per capire meglio il percorso dell’autore può essere utile leggere anche il nostro approfondimento sulla carriera di Milo Manara attraverso le sue opere. Il passaggio a Il nome della rosa mostra bene quanto il suo linguaggio possa cambiare quando deve misurarsi con un universo letterario già fortemente riconoscibile.
Perché il Nome della rosa di Manara non è una semplice copia del romanzo
Un adattamento a fumetti deve scegliere cosa mostrare e cosa lasciare fuori. È qui che nasce l’autonomia del lavoro di Manara. La complessità filosofica e semiotica di Eco non può essere trasferita integralmente in una tavola: il disegno lavora invece su atmosfere, corpi, architetture, sguardi e passaggi visivi che danno una forma immediata al mistero.
La mostra invita quindi a osservare non soltanto “che cosa succede”, ma come Manara costruisce la lettura. Il volto di un monaco, la direzione dello sguardo, una massa scura o una zona di neve possono guidare l’occhio prima ancora che intervenga il testo. È una differenza decisiva rispetto al romanzo, nel quale il lettore immagina autonomamente quegli spazi.
Il progetto cade inoltre in un anno simbolico: sono passati 45 anni dall’uscita del romanzo e dieci dalla morte dello scrittore. Sul sito abbiamo raccontato anche Umberto Eco e il suo rapporto con i linguaggi della cultura di massa, un contesto utile per capire perché il fumetto non sia affatto estraneo alla sua ricerca culturale.

Orari dell’ultimo weekend e ultimo ingresso
Per gli ultimi giorni di apertura, la pagina ufficiale degli orari della Venaria indica per Reggia e mostre l’apertura dalle 9:30 alle 18:00. Gli ingressi chiudono un’ora prima, quindi l’ultimo accesso è alle 17:00. Il lunedì è il normale giorno di chiusura, ma non incide sulla mostra perché l’esposizione termina domenica 13 settembre.
Prima di partire conviene comunque controllare la pagina ufficiale della mostra alla Reggia di Venaria e la sezione orari, soprattutto se si vuole arrivare nel pomeriggio dell’ultimo giorno.
Quanto costa vedere la mostra di Milo Manara
Non serve acquistare un biglietto separato per questa esposizione. La Reggia specifica che l’ingresso alla mostra è compreso nei propri biglietti. Il biglietto Reggia e Giardini ha un prezzo intero di 18 euro, mentre la formula Tutto in una Reggia, che comprende Reggia, Giardini e mostre in corso, è indicata a 25 euro.
La struttura consiglia di acquistare e prenotare in anticipo scegliendo giorno e ora. Nell’ultimo weekend questa precauzione ha senso soprattutto per non organizzare il viaggio contando su una fascia che potrebbe diventare più affollata.
Quanto tempo serve per la visita
Per le sole 14 tavole, 30-45 minuti sono una stima ragionevole se si osservano con attenzione composizione, sequenza e dettagli. Non è una durata ufficiale imposta dalla Reggia. Chi vuole collegare la mostra alla visita del complesso deve invece prevedere almeno un paio d’ore, perché gli spazi della Venaria sono molto più ampi dell’esposizione.
Se hai soltanto un’ora, conviene evitare di guardare le tavole come illustrazioni isolate. Parti dal primo gruppo, osserva come vengono costruiti i personaggi e poi confrontalo con il secondo volume. In questo modo emerge meglio come cambia il ritmo visivo della storia e perché il progetto ha una propria identità rispetto al libro.
Vale la pena andarci nell’ultimo weekend?
La risposta dipende dall’interesse. Per chi ama Manara, Eco o il fumetto come linguaggio artistico, sì: il valore sta nel vedere tavole originali in grande formato, dove segno, correzioni, composizione e densità grafica si percepiscono diversamente rispetto alla pagina stampata.
Chi cerca invece una grande retrospettiva sull’intera carriera di Manara deve sapere che questa mostra è volutamente più circoscritta. È un focus preciso su Il nome della rosa. Proprio questa concentrazione permette però di capire con maggiore chiarezza come un romanzo complesso diventa immagine e perché l’adattamento non coincide con una semplice traduzione visiva.