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Living Labyrinths: quando i funghi diventano arte e suono

A Exeter, collezioni scientifiche, micobioma e sound art biosonica diventano un racconto contemporaneo sul mondo invisibile dei funghi.

Elisa 1 ora fa Commenta! 8
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Living Labyrinths: Art and Fungi parte da un’idea semplice e, insieme, spiazzante: guardare i funghi non come soggetto decorativo, ma come una rete di relazioni capace di mettere in crisi il confine tra arte, scienza e ambiente. La mostra del Royal Albert Memorial Museum & Art Gallery di Exeter, aperta dal 3 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027, porta nelle gallerie del museo opere contemporanee, materiali naturalistici e due nuove commissioni nate direttamente dalle collezioni scientifiche del RAMM.

Contenuti
Living Labyrinths nasce dalle collezioni scientifiche del museoIl micobioma umano diventa un disegnoJason Singh prova a far ascoltare il micelioBeatrix Potter e Cy Twombly: il fungo entra nella storia dell’artePerché questa mostra funziona proprio adessoDove e quando vedere Living Labyrinths

Il punto interessante non è quindi soltanto “vedere opere sui funghi”. Il progetto prova a trasformare un archivio scientifico in un dispositivo creativo: campioni essiccati, disegni naturalistici e diapositive diventano il materiale di partenza per un grande disegno del micobioma umano firmato da Gemma Anderson-Tempini e per una sound art biosonica delle reti miceliali realizzata da Jason Singh.

Living Labyrinths nasce dalle collezioni scientifiche del museo

Secondo la pagina ufficiale del RAMM, il nucleo dell’esposizione è costruito attorno a materiali che il museo già conservava: esemplari fungini essiccati appena restaurati, illustrazioni di storia naturale e vetrini e diapositive provenienti dalle raccolte dedicate ai funghi. È da qui che sono nate due nuove commissioni, affidate a Gemma Anderson-Tempini e Jason Singh.

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È un passaggio importante perché sposta il ruolo del museo. Le collezioni non restano ferme dietro una teca: diventano una fonte per produrre nuovi lavori. In questo senso Living Labyrinths si inserisce in una linea sempre più visibile nell’arte contemporanea, dove il dialogo con laboratori, archivi scientifici e ricerca sul territorio non serve soltanto a “spiegare” un’opera, ma entra direttamente nel processo creativo. Un approccio che su iCrewPlay Arte abbiamo già incontrato parlando della Tentacular Fellowship nella Laguna di Venezia, altro progetto costruito sul rapporto tra arte, ricerca e ambiente.

Il micobioma umano diventa un disegno

Il lavoro di Gemma Anderson-Tempini affronta un tema che di solito appartiene alla biologia e alla medicina: il micobioma, cioè l’insieme dei funghi che vive in relazione con il corpo umano. Il RAMM presenta una nuova opera di grande formato in cui questa realtà invisibile viene tradotta in disegno.

È qui che il progetto assume una dimensione quasi cartografica. Disegnare ciò che normalmente non vediamo significa trasformare dati, forme e relazioni biologiche in un linguaggio leggibile anche fuori dal laboratorio. Non è un’illustrazione scientifica tradizionale e non è nemmeno una semplice metafora estetica: è un tentativo di dare una forma visiva a un sistema vivente che ci attraversa senza che ce ne accorgiamo.

Questa idea dialoga bene con altri progetti in cui il sottosuolo e ciò che rimane nascosto diventano materia artistica. Nel nostro archivio c’è, per esempio, “Sotto e sopra il suolo” alla Valle dei Templi, un caso diverso ma utile per capire come l’arte possa costruire narrazioni a partire da processi naturali che sfuggono allo sguardo immediato.

Jason Singh prova a far ascoltare il micelio

La seconda commissione sposta tutto sul suono. Jason Singh porta in mostra una sound art biosonica dedicata alle reti miceliali. Il concetto è affascinante proprio perché prende una struttura associata al silenzio — il micelio che si sviluppa nel terreno — e la trasforma in esperienza sonora.

Non si tratta di attribuire ai funghi una “musica” in senso umano. Il lavoro artistico usa invece il suono come strumento per rendere percepibili relazioni e attività che normalmente restano fuori dalla nostra scala sensoriale. È una scelta coerente con il titolo Living Labyrinths: il labirinto non è solo una forma da attraversare, ma una rete di connessioni che esiste sotto, dentro e intorno a noi.

La stessa fascinazione per il micelio ha già prodotto soluzioni anche lontane dai musei. Nel 2021, per esempio, avevamo raccontato la pelle vegetale Mylo sviluppata a partire dal micelio: un caso completamente diverso, ma che mostra quanto i funghi siano diventati negli ultimi anni un punto d’incontro tra ricerca, design e immaginario culturale.

Beatrix Potter e Cy Twombly: il fungo entra nella storia dell’arte

Living Labyrinths non guarda soltanto al presente. Il RAMM affianca le nuove commissioni alle acquerellate di funghi di Beatrix Potter, nota soprattutto per i suoi libri illustrati, e alla serie di collage Natural History, Part I, Mushrooms di Cy Twombly, realizzata nel 1974.

Questo accostamento permette di vedere come lo stesso soggetto possa cambiare significato nel tempo. Per Potter il fungo è anche oggetto di osservazione minuziosa e studio naturalistico; per Twombly diventa parte di una ricerca visiva in cui immagini, segni e riferimenti colti si sovrappongono; nelle opere contemporanee il fungo diventa invece rete, simbiosi, biodiversità e organismo con cui pensare il rapporto fra esseri umani e ambiente.

Perché questa mostra funziona proprio adesso

Negli ultimi anni i funghi sono usciti dal perimetro della sola micologia. Sono diventati materiali per il design, metafore per parlare di reti e interdipendenza, organismi studiati per il loro ruolo negli ecosistemi e, sempre più spesso, soggetti di mostre e installazioni. Living Labyrinths raccoglie queste traiettorie senza ridurle a una tendenza estetica.

La parte più forte del progetto sta nell’incontro tra oggetti diversi: un campione scientifico conservato dal museo, un disegno del micobioma, una composizione sonora, una ceramica, un tessuto, una fotografia, un acquerello di Beatrix Potter e un collage di Cy Twombly. È il montaggio fra questi materiali a produrre una nuova lettura del fungo: non un elemento marginale del paesaggio, ma una presenza che collega biologia, salute, immaginazione e cultura visiva.

Dove e quando vedere Living Labyrinths

Living Labyrinths: Art and Fungi è ospitata nelle Gallerie 21 e 22 del Royal Albert Memorial Museum & Art Gallery di Exeter, nel Regno Unito, dal 3 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027. Il museo indica un biglietto standard da 6 sterline online e 8 sterline acquistato in sede, con riduzioni per studenti, under 25 e possessori di alcune tessere culturali.

Ma il motivo per cui la mostra merita attenzione va oltre il calendario: Living Labyrinths mostra cosa può accadere quando una collezione scientifica smette di essere soltanto un deposito di reperti e diventa un punto di partenza per produrre nuove immagini, nuovi suoni e nuove domande.

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