Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Arte

Il cane della Ronda di notte: da quale disegno lo copiò Rembrandt?

Il dettaglio nascosto in piena vista e il disegno seicentesco che ha permesso di riconoscerlo

Rembrandt
Rembrandt
Tempo di lettura3 minuti
Commenta

Il cane che abbaia nella Ronda di notte di Rembrandt potrebbe essere stato ispirato da un disegno di Adriaen van de Venne. Il Rijksmuseum di Amsterdam ha annunciato il 17 settembre 2025 un confronto che rende riconoscibile la fonte figurativa di uno dei dettagli più curiosi del dipinto. È una scoperta sul processo creativo, non una modifica all’attribuzione della tela.

Il disegno che ha fatto riconoscere il cane

La somiglianza è stata individuata nel corso delle ricerche collegate a Operation Night Watch, il programma di studio e restauro della Ronda di notte. Un disegno del primo Seicento di Adriaen van de Venne (1590-1662), conservato da oltre un secolo al Rijksmuseum, mostra un cane dalla posa, dal collare e dalla conformazione del muso molto vicini a quelli dipinti da Rembrandt.

Secondo l’annuncio ufficiale del Rijksmuseum, il confronto è così puntuale da suggerire che Rembrandt abbia preso quel disegno come modello. Non significa necessariamente che lo abbia materialmente ricalcato: il museo parla di una fonte d’ispirazione, non documenta un trasferimento meccanico dell’immagine.

Pubblicità

Perché c’è un cane nella Ronda di notte?

Nella grande scena collettiva del 1642, il cane appare nella parte inferiore della composizione, vicino ai miliziani in movimento. Il suo abbaiare contribuisce alla sensazione di confusione, suono e azione, lontana dalla rigidità di un ritratto di gruppo convenzionale.

La ricerca del modello grafico risponde a una domanda diversa da quella sul significato del cane: da dove arriva la sua forma? Anche quando un pittore osserva la realtà, può servirsi di disegni, stampe e repertori già esistenti per costruire una figura convincente. Il caso mostra come un elemento apparentemente secondario possa avere una storia visiva precisa.

La scoperta cambia ciò che sappiamo di Rembrandt?

Il dipinto resta un’opera di Rembrandt: ciò che cambia è la nostra comprensione del suo metodo. L’identificazione suggerisce un rapporto con immagini preesistenti e rende più concreto il lavoro preparatorio dietro una composizione che sembra spontanea.

Non è la prima volta che gli esami del dipinto rivelano qualcosa di inatteso. Già nel 2021 le indagini avevano individuato uno schizzo preparatorio sotto gli strati pittorici, permettendo di ricostruire alcune scelte e correzioni dell’artista. La nuova identificazione del cane completa quella storia da un’altra prospettiva: non ciò che si trova sotto la pittura, ma un’immagine esterna che potrebbe averla ispirata.

Dove si può vedere il dettaglio?

La Ronda di notte è conservata al Rijksmuseum di Amsterdam. Il museo conduce da anni un articolato progetto di ricerca e conservazione che permette di studiare anche le piccole figure della scena. Per approfondire i lavori, si può leggere il nostro racconto del restauro della Ronda di notte.

Il valore della scoperta sta nella possibilità di distinguere un dato verificabile, la forte somiglianza descritta dai ricercatori, da una deduzione sulla pratica dell’artista. Il disegno di Van de Venne è una traccia convincente: non è la prova che qualcuno abbia assistito Rembrandt mentre lo consultava.

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.