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Lettura: Antiquarium del Celio rinasce, a Roma riapre un museo chiuso dal 1939
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ArcheologiaArte

Antiquarium del Celio rinasce, a Roma riapre un museo chiuso dal 1939

Sei sale vicino al Colosseo riporteranno al pubblico reperti emersi durante le trasformazioni della Roma postunitaria.

Massimo 1 ora fa 6
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L’Antiquarium del Celio sta tornando a prendere forma a Roma, tra il Colosseo, il Palatino e il Circo Massimo. L’edificio, chiuso dal 1939 dopo gravi problemi strutturali, è interessato da un intervento da 10 milioni di euro che punta a restituirgli la funzione per cui era nato: conservare, studiare ed esporre il patrimonio archeologico emerso dalle trasformazioni della Capitale.

Contenuti
Antiquarium del Celio, cosa nascerà nel museo vicino al ColosseoPerché l'Antiquarium del Celio è rimasto chiuso per quasi 90 anniDal Museo della Forma Urbis all'Antiquarium, come cambia il Celio

Antiquarium del Celio, cosa nascerà nel museo vicino al Colosseo

Il progetto recupera l’edificio storico senza trasformarlo in un contenitore estraneo alla sua origine. Al piano terra sono previste sei sale espositive, compresa una sala centrale più ampia con una vetrata a tutta altezza che riprende un elemento già presente nel disegno originario. Il primo piano ospiterà invece uffici e altri spazi di servizio, come indicato dalla Sovrintendenza Capitolina nel progetto dell’Antiquarium Comunale del Celio.

Il museo dovrebbe riportare alla luce una parte delle raccolte archeologiche legate agli scavi e ai grandi lavori urbani avviati dopo la proclamazione di Roma Capitale. Molti di questi materiali sono rimasti per decenni nei depositi. L’obiettivo è quindi duplice: recuperare un edificio abbandonato e rendere leggibili reperti che raccontano ciò che venne trovato mentre la città moderna cresceva sopra e accanto alla Roma antica.

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La posizione rende il progetto particolarmente delicato. L’Antiquarium si trova all’interno di uno dei settori archeologici più frequentati della Capitale, dove il pubblico passa rapidamente dal Colosseo al Palatino e al Circo Massimo. A poca distanza si concentrano inoltre chiese e musei che custodiscono opere di epoche molto diverse, come mostra anche la nostra guida su dove vedere Caravaggio a Roma.

Perché l'Antiquarium del Celio è rimasto chiuso per quasi 90 anni

La storia dell’Antiquarium comincia alla fine dell’Ottocento. La necessità di trovare uno spazio per i numerosi reperti emersi durante i lavori della nuova capitale portò alla realizzazione di un Museo Urbano e Magazzino Archeologico progettato dall’architetto Costantino Sneider. Le prime sei sale furono inaugurate nel 1889 e destinate soprattutto a materiali scultorei ed epigrafici.

Il complesso continuò a crescere nei decenni successivi. Nel 1929 assunse più chiaramente la funzione di Antiquarium Comunale e venne riallestito sotto la direzione di Antonio Muñoz. Un ulteriore ampliamento fu terminato nei primi mesi del 1939, ma quello stesso anno i lavori per una vicina galleria della metropolitana provocarono problemi strutturali all’edificio.

Il 5 dicembre 1939 l’Antiquarium venne chiuso. Quella che poteva sembrare una sospensione temporanea si trasformò in un abbandono durato decenni. Diversi progetti di recupero furono ipotizzati senza arrivare alla riapertura, mentre la struttura rimaneva all’interno del Parco del Celio, a poche centinaia di metri da alcuni dei monumenti con il maggior flusso turistico della città.

Il recupero è stato infine inserito nel programma PNRR Caput Mundi. La scheda di Roma Capitale dedicata all’ex Antiquarium Comunale attribuisce all’intervento 10 milioni di euro e indica la Sovrintendenza Capitolina come struttura referente. Vetri e acciaio vengono utilizzati per ricostruire le parti mancanti distinguendole dagli elementi storici conservati.

Dal Museo della Forma Urbis all'Antiquarium, come cambia il Celio

Il recupero dell’Antiquarium acquista significato anche per ciò che è già cambiato intorno all’edificio. Nel 2024 Roma ha aperto nel Parco Archeologico del Celio il Museo della Forma Urbis, dedicato ai frammenti della grande pianta marmorea della città realizzata in età severiana. Il nuovo museo aggiungerà quindi un secondo punto di lettura del patrimonio archeologico nello stesso settore urbano.

La relazione tra reperti, depositi e ricostruzione del contesto è uno dei temi centrali dell’archeologia contemporanea. Il reperto isolato comunica poco se il visitatore non riesce a collegarlo al luogo e alle condizioni del ritrovamento. Lo stesso principio emerge nei lavori di ricomposizione archeologica, come nel caso del soffitto romano ricostruito nella Casa con Panificio a Pompei, dove frammenti e posizione originaria diventano parti dello stesso racconto.

Per il Celio la conseguenza potrebbe essere concreta: creare un percorso archeologico più articolato che non si esaurisca nella visita al Colosseo. L’Antiquarium potrà funzionare come luogo di orientamento e approfondimento per chi attraversa l’Area Archeologica Centrale, mettendo in relazione reperti, trasformazioni urbanistiche e storia degli scavi.

Resta però una fase decisiva. Il recupero strutturale dell’edificio non coincide automaticamente con l’apertura del museo: dopo il cantiere dovranno essere definiti allestimenti, selezione dei reperti, servizi e modalità di visita. Saranno proprio queste scelte a stabilire quanto l’Antiquarium del Celio riuscirà a trasformare un edificio rimasto chiuso per quasi novant’anni in una parte effettiva del sistema archeologico di Roma.

TAGGED:Antiquarium del Celioarcheologia RomaColosseoPNRR CulturaSovrintendenza Capitolina
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