Turandot_Arena di verona

Arena di Verona 2022. Una “Turandot” magica e travolgente!

Ieri sera in scena l'ultimo debutto operistico della stagione 2022

Arena di Verona. Ieri sera ha debuttato l’ultima opera della stagione 2022: Turandot. Regia e scene di Franco Zeffirelli premettevano una grande serata che non è stata da meno! A livello scenografico si potrebbe decretarlo l’allestimento più riuscito del Festival areniano. Il tutto condito da un’atmosfera fiabesca e solenne, ma mai pesante. L’opera è scorrevole e relativamente breve, confrontata con altre realizzazioni in Arena. Ciliegina sulla torta è stata sicuramente l’esibizione in Nessun dorma del tenore Yusif Eyvazov, nei panni del principe dei Tartari, Calaf. Il pubblico era estasiato e, come da regolamento non scritto, è stato fatto il bis!

Ieri sera è andata in scena Turandot: l’ultimo debutto della stagione Arena di Verona Opera Festival 2022. L’orario di inizio è stato programmato alle ore 20:45, per cogliere le ultime luci del giorno e soprattutto per rappresentare al meglio la prima scena, definita da libretto appositamente al tramonto. Seguiranno una serie di sei repliche, tra cui una attesissima con direttore d’orchestra niente poco di meno che Placido Domingo in persona (26 agosto). Regia e scene portano la firma di Franco Zeffirelli nella produzione fiabesca ideata nel 2010 e da allora portata in scena con successo nel 2012, 2014, 2016 e 2018.

Turandot 2022: dalla minuzia degli allestimenti alla performance mozzafiato del tenore Yusif Eyvazov!

L’allestimento ideato da Zeffirelli ancora una volta non ha eguali. L’opera è ambientata in una Pechino dall’atmosfera fiabesca, lontana, antica e al limite del surreale. L’aria che si respira è magica e permeata da una discreta dose di solennità, soprattutto dal secondo atto in poi, quando viene svelata la scenografia completa. L’apprezzamento del pubblico non ha tardato a farsi sentire calorosamente al momento della rivelazione e scoperta del palazzo di Turandot: una complessa costruzione tra praticabili, strette passerelle, piattaforme circolari, in discreta inclinazione. La minuzia dei particolari raggiunge vertici assoluti e l’imponenza delle architetture orientali realizzate aveva ben poco da invidiare a quelle originali.

Turandot_arena di verona

Turandot è un’opera in 3 atti e 5 quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, lasciata incompiuta da Giacomo Puccini e in seguito completata da Franco Alfano. Si ispira all’omonima fiaba teatrale settecentesca di Carlo Gozzi.  Ha un valore importante per Verona: è la prima opera pucciniana ad essere rappresentata sul palco dell’Arena, collezionando ad oggi un totale di 150 rappresentazioni che la collocano al quarto posto tra le opere più eseguite nell’Anfiteatro.

La trama dell’opera è ben conosciuta da tutti. Turandot, la bellissima e crudele figlia dell’Imperatore Altoum, andrà in sposa a colui che, di sangue reale, riuscirà a sciogliere tre enigmi da lei proposti. Per coloro che falliscono la pena è la morte. Molti hanno tentato e tutti hanno fallito. Solo il principe dei Tartari, Calaf, riuscirà nell’impresa, mandando all’aria l’intenzione della bella Turandot di non cedere mai agli uomini. Vedendosi costretta a sposare uno straniero, implora il padre imperatore di impedire le nozze, ma una promessa è un atto d’onore.

Turandot_arena di verona

Si tratta, quindi, di una fiaba d’amore: un sentimento a cui Turandot non vuole appartenere inizialmente, ma che scoprirà scorrerle nelle vene. A questo punto, è Calaf a porre un indovinello alla principessa, colpito dalla sua fermezza e desideroso che avvenga un matrimonio voluto da entrambi. Non avendo mai rivelato il suo nome pubblicamente, sarà proprio compito di Turandot scoprirlo entro l’alba, come unica possibilità di interrompere le nozze.

I due protagonisti recitano e cantano travolti dal vento della passione e la principessa si rivelerà profondamente innamorata di Calaf. Gli sforzi per carpire il nome dell’uomo misterioso sono vani, tanto che sarà lui stesso a rivelarlo segretamente a Turandot. All’alba del giorno seguente il tanto atteso annuncio: la principessa dichiara di aver finalmente scoperto il nome dell’uomo. Quell’uomo tanto atteso, tanto discusso e tanto desiderato, si chiama Amore.

Turandot_arena di verona

Nei panni della principessa di ghiaccio, Anna Netrebko, sfidata dal principe ignoto Yusif Eyvazov, suo compagno in scena e nella vita. Quest’ultimo è stato il vero protagonista della serata. Altrettanti bravi artisti si sono esibiti ieri sera, ma credimi quando dico che Nessun dorma è stato un momento da brividi! Il pubblico ha richiesto subito il bis e il tenore, con un breve cenno al direttore d’orchestra Marco Armiliato, non è stato da meno. Non a caso è considerata una delle più grandi romanze della storia della musica. E’ stato un bellissimo momento di condivisione di emozioni, quelle del pubblico entusiasta e quelle dello stesso Yusif Eyvazov.

Per qualsiasi informazione puoi visitare direttamente il Sito dell’Arena.

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