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Baccanti

Le Baccanti e la follia di Dioniso: opera immersiva che dialoga con sogni e caos

Ancora in scena al Teatro greco di Siracusa fino al 20 agosto "Le Baccanti" di Euripide, regia di Carlus Padrissa e La Fura dels Baus

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Un altro successo rappresentato al Teatro Greco di Siracusa è le Baccanti di Euripide per la regia di Carlus Padrissa de La Fura dels Baus, una compagnia catalana molto innovativa, i cui punti di forza sono costituiti dall’uso dello spazio scenico per il quale vengono utilizzati luoghi non convenzionali e il coinvolgimento del pubblico.

La sera del debutto è stato un successo. Tra gli ospiti presenti in platea Marta Cartabia, ministro della Giustizia, l’ex presidente del
Senato Pietro Grasso e l’attrice Lella Costa. Sergio Mattarella è stato accolto al Teatro di Siracusa dal Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, da Francesco Italia, Presidente dell’Inda e sindaco di Siracusa.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con gli attori. Foto di Franca Centaro

 

Il Presidente della Repubblica ha rivolto un saluto a Davide Livermore, regista delle Coefore Eumenidi e si è fermato brevemente con Valentina Corrao, nipote di Rita Borsellino, allieva del secondo anno dell’Accademia d’arte del dramma antico, attrice protagonista ne Le Baccanti. E’ stato inoltre osservato un minuto di silenzio in ricordo di Paolo Borsellino.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, foto di Franca Centaro

Le Baccanti: la trama

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I riti delle Baccanti, Foto di Michele Pantano

Dioniso è il Dio del vino, dell’irrazionalità e dei piaceri della vita. Era nato dall’unione del dio Zeus, con la mortale Semele. Il principale nodo da sciogliere nel dramma è legato alla natura divina di Dioniso. Penteo, re di Tebe e cugino di Dioniso, nega la sua natura divina, convinto soprattutto dalle sorelle di Semele che diffondono la voce che Dioniso sia figlio di un mortale e non di Zeus.

Dioniso però diffonde il suo culto attraverso le Baccanti, delle donne tebane che sul Monte Citerone praticavan0 dei culti a lui dedicati. Esse squartavano con le mani gli animali, ne mangiavano le carni crude e si lasciavano andare a danze folli accompagnate da sistri e tamburelli. Rappresentavano l’indipendenza femminile, elemento che Euripide evidenziava spesso nelle sue opere, basti pensare ad esempio a Medea. Il regista Carlus Padrissa sottolinea questo loro aspetto trasformandole in attiviste femministe, rapite dalla musica.

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Baccanti foto di Michele Pantano

Tiresia e Cadmo (nonno di Penteo) cercano invano di convincere il re di Tebe ad accettare il culto di Dioniso. Penteo ordina la cattura di Dioniso, ma si scatena un forte terremoto e le Baccanti sul monte Citerone squartano una mandria di mucche e assaltano i villaggi. Dioniso allora si fa beffe di Penteo e lo convince a vestirsi da donna per spiarle. Viene scoperto dalla madre Agave che insieme alle altre Baccanti lo squarta. Questa è la punizione per chi rifiuta il culto di Dioniso.

Le Baccanti è un’opera cruenta, dalle mille sfaccettature. Il culto di Dioniso porta a riscoprire la bellezza e il contatto con la natura, ma al tempo stesso si scatena in una violenta follia e irrazionalità. E’ un’opera in cui Euripide sottolinea soprattutto la rottura degli schemi da parte delle donne.

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Baccanti, foto di Michele Pantano

L’eroe tragico perde inoltre il suo aspetto dignitoso, poichè Penteo, con il travestimento femminile imposto da Dioniso, si rende ridicolo. E’ un tiranno che non mette mai in discussione le sue convinzioni, ma manca di razionalità. La crudeltà di Dioniso contro chi non accetta il suo culto non è tuttavia meno feroce della tirannia del re di Tebe.

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Dioniso e Penteo, foto di Franca Centaro

La Baccanti nella visione di Carlus Padrissa

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Il Deus ex machina, foto di Michele Pantano

Carlus Padrissa con la sua messinscena crea un’opera d’arte immersiva e dichiara quanto segue:

“I greci con le loro feste dionisiache avevano già inventato l’operato d’arte totale; e in seguito inventarono anche il Deus ex machina che, con le sue carrucole di legno, faceva volare gli attori trasformandoli in dèi. Il Deus ex machina converte il teatro greco in un teatro sferico. Un quarto della sfera è occupato dal pubblico e gli altri tre quarti dagli attori e dall’immensità del paesaggio. Il Teatro Greco di Siracusa in questo senso ha la dimensione perfetta”.

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Foto di Michele Pantano

Lo spettacolo è formato da un coro di 32 attori e stupisce per l’ampio uso del concetto del Deus ex-macchina. Il corpo dell’attore in scena si trasforma in energia, vibrazione, cassa di risonanza e infine opera d’arte.

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Il Deus ex machina e i coreuti, foto di Michele Pantano

Gli spettatori ogni sera rimangono stupiti dalle evoluzioni aeree dei coreuti che inseguono l’antico sogno dell’uomo: diventare un semidio, che in questo caso con la forza dell’irrazionalità e dell’ebbrezza si innalza in volo.

Molto efficace e potente l’interpretazione di Lucia Lavia nei panni di Dioniso, un Dio che può abitare in un corpo femminile, emanando delle intense vibrazioni verso il caos, che può serenamente convivere con l’ordine apollineo.

Sicuramente dopo aver letto e guardato le Baccanti ti chiederai se è necessario toccare il fondo della follia e del caos per raggiungere un nuovo ordine. Ulteriori informazioni sul sito dell’Inda. Da non perdere!

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Coreuti ed evoluzioni aeree, foto di Franca Centaro

 

 

 

Conosci le Baccanti di Euripide? Cosa ne pensi della crudeltà del Dio?
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