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Caterina de'ricci

Caterina de’Ricci che atterra i figli di Babilonia

Caterina de' Ricci raffigurata nel dipinto, di incerta e misteriosa attribuzione, viene ritratta nell'atto di far battere su un piedistallo in marmo, i corpi di neonati.

Caterina de’Ricci atterra i figli di Babilonia dipinto tra il 1588 e il 1590 è un olio su tela che attualmente si trova nella città di Firenze presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.
Il Dipinto viene attribuito ad Alessandro Allori o a Giovanni Maria Butteri senza mai che ci sia stata una soluzione della controversia.

Esso rappresenta  una rarissima iconografia raffigurante Santa Caterina de’ Ricci che in vita fu terziaria regolare domenicana, vissuta tra il 1522 e il 1590 e che trascorse quasi l’interezza della sua esistenza all’interno del monastero di San Vincenzo a Prato dove nel tempo fu anche elevata a madre superiora.

Santa Caterina de’Ricci e il mistero dei due autori

Si narra che Santa Caterina de’ Ricci, era una personalità di spicco durante tutta la sua vita;  aveva fama di mistica e molti ritenevano che fosse una santa vivente e per questo veniva raffigurata come tale ben prima della sua canonizzazione ufficiale che avvenne con la proclamazione a beata nel 1732 e successivamente santa nel 1746).

L’opera che raffigura Santa Caterina de’ Ricci che atterra i figli di Babilonia, molto probabilmente fu interamente realizzata mentre la donna effettivamente era ancora in vita.

La celebrità  sociale di cui godeva Santa Caterina de’Ricci è ben visibile da questo dipinto, che la rappresenta proprio nelle vesti di una santa  con la testa contornata dall’’aureola, segno inequivocabile dello status.

Di Santa Caterina de’Ricci esiste un’altro dipinto, questa volta certamente attribuibile a Giovanni Battista Naldini che, di nuovo mentre essa era ancora in vita, la dipinse  nelle vesti di santa Caterina da Siena mentre scaglia alcuni bambini contro un masso, sul quale si legge l’iscrizione “beatus qui allidit parvulos suos ad petram” (“beato chi scaglierà i suoi bambini contro la roccia”, tratta dal Salmo 137).

Benché i bambini rappresentati nel dipinto Santa Caterina de’Ricci atterra i figli di Babilonia, siano una chiara allegoria che vuole rappresentare gli avversari della Chiesa, la scena fatica a celare un messaggio oltremodo paralizzante alla vista, per l’estrema crudeltà e apparente inespressività con la quale Santa Caterina de’Ricci svolge l’intera azione del lancio brutale dei piccoli contro il piedistallo in pietra.

E non da meno è la scena che, questa volta statica, fa da sfondo alla scena in primo piano con Santa Caterina de’Ricci che sovrasta quasi l’intera scena; i bambini già uccisi, abbattuti sulla nuda pietra, giacciono ormai privi di vita mentre quelli già uccisi giacciono privi di vita e colorito in una sorta di casuale e orrenda pila.

Quello che senz’altro in questo quadro attrae maggiormente  è senza ombra di dubbio la furia della donna, nella sua inusuale pienezza fisica, dipinta in presenza e stabilità, rappresentante anche questa tipologia di fisicità un’ulteriore allegoria personificante uno dei sette peccati capitali: l’Ira.

L’intera rappresentazione pittorica sembra quasi veicolare le gestualità estremizzate di una pazzia assoluta di una pazzia funesta dalla quale sembra difficile liberarsi.

Notevole impressione suscitano i corpi dei bambini, colpevoli di essere figli della corrotta città di Babilonia, distesi a terra ammassati, inermi, con gli evidenti segni dei colpi, già completamente avvolti dall’eterno pallore della morte.

Un mistero nel mistero quello del dipinto di Santa Caterina de’Ricci che raffigura la Santa nell’atto cruento ma, come detto, di chiara necessità allegorica.

Resta però insoluto il mistero dell’autore della tela raffigurante Santa Caterina de’Ricci che fin dai primi approcci della critica non ha trovato una indicazione definitiva e credibile che faccia propendere più per uno o per l’altro artista.

Alessandro Allori o Giovanni Maria Butteri dunque, chi è stato l’autore della tela così come pervenuta ai nostri giorni, grazie all’impegno della fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Il mistero per ora resta insoluto per quanto riguarda il dipinto di Santa Caterina de’Ricci.

Una misteriosa raffigurazione che scaturisce dubbi e perplessità pur nel suo senso allegorico. Descrivi le tue impressioni nei commenti.
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