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Ceramica esclusa dal Decreto Ristori. La risposta del sindaco di Deruta, Michele Toniaccini

Duramente colpito dalla pandemia, il settore della ceramica viene escluso dal Decreto Ristori. Precise le richieste del sindaco di Deruta, per tutelare un'eccellenza Made in Italy

Ceramica esclusa dal decreto Ristori. La risposta del sindaco di Deruta, Michele Toniaccini
Ceramica esclusa dal decreto Ristori. La risposta del sindaco di Deruta, Michele Toniaccini
Cosa pensi dell’esclusione del settore della ceramica artistica dal Decreto Ristori? Una scelta ponderata dal governo Conte o una discutibile svista? Scrivici la tua nei commenti!

Brutto colpo per la ceramica artistica italiana: il 10 Novembre, più di 3500 imprese scoprono di essere state tagliate fuori dal Decreto Ristori bis.

Da anni, il settore della ceramica affronta una crisi che sembra non avere fine, causata in primis dalla contraffazione estera: molte sono le aziende a rischio e i lavoratori che decidono di lasciare il paese. Chi resta sopravvive grazie al turismo, che quest’anno è stato bloccato dalla pandemia: cosa che ha reso la situazione ancora più drammatica.

Ragion per cui, di fronte ad una simile manovra da parte del governo, il sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, ha deciso di indirizzare un documento diviso in cinque punti al premier Giuseppe Conte, alla presidente della Regione Umbria Donatella Tesei e al Parlamento italiano.

Con l’ultimo Decreto Ristori è svanita pure la possibilità di rientrare tra quelle attività in grado di ricevere risorse economiche al fine di contrastare lo stato di crisi generalizzata che riguarda il comparto, dai produttori di semilavorati a quelli di prodotti finiti.

Ceramica esclusa dal decreto Ristori. La risposta di Deruta

Il settore della ceramica escluso dal Decreto Ristori bis: il sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, si rivolge alle istituzioni

Un documento condiviso con le associazioni di categoria e sottoposto all’attenzione dell’AiCC, Associazione Italiana Città della Ceramica, con sede a Faenza.

Toniaccini sottolinea l’assoluta necessità di rientrare nel Decreto Ristori e, in più, propone di esonerare gli artigiani dal pagamento della Tari e dei contributi Inps, sconti sulle utenze e posticipo dell’Iva.

Non solo aiuti alle imprese e quindi indirettamente all’occupazione e all’economia, ma soprattutto tutela di un patrimonio regionale e nazionale, di un bene che è ambasciatore della nostre arte, della nostra tradizione, della nostra italianità, nel mondo.

A ciò si aggiungono, inoltre, misure consigliate per riportare alla ribalta il settore.

Ceramica esclusa dal decreto Ristori. La risposta del sindaco di Deruta, Michele Toniaccini
Città di Deruta

Non solo inserimento nel Decreto Ristori: il sindaco di Deruta propone soluzioni alternative per rivalutare la ceramica italiana 

Le sue posizioni in merito sono molto chiare e hanno trovato il consenso della AiCC, con cui si è deciso di creare un gruppo di lavoro con le associazioni di categoria, i sindaci delle città italiane di antica tradizione ceramica e la Strada della Ceramica in Umbria.

Affinché la ceramica italiana possa essere rivalutata, occorre formare nuovo personale e puntare sulla digitalizzazione delle attività, con apertura di piattaforme e-commerce e siti che, unitamente all’uso dei social, consentano ai ceramisti di raccontare la propria arte in maniera più accattivante, ma soprattutto a livello internazionale.

Si devono gettare oggi le basi perché questo settore risorga più forte di prima e il nostro è un appello alle istituzioni, per attivare queste misure che abbiamo individuato, da implementare in modo sinergico, per evitare la chiusura delle attività e mantenere la vitalità delle imprese e della relativa occupazione.

Attività e imprese che contano in toto più di 10.000 addetti e muovono affari da 1 miliardo di euro all’anno: sono loro uno dei più rinomati simboli dell’arte e della storia italiana.

Ceramica esclusa dal decreto Ristori. La risposta del sindaco di Deruta, Michele Toniaccini
Ceramica artistica di Deruta

Consigli per gli acquisti: a sostegno della ceramica italiana 

Ora più che mai, è importante acquistare ceramica in maniera consapevole.

L’ideale, in tempi migliori, sarebbe stato recarsi direttamente nelle botteghe: perdersi in un caleidoscopio di forme e colori, affidarsi alla competenza di un professionista capace di realizzare prodotti unici, personalizzati, plasmati centimetro per centimetro con le sue mani.

Comprare da un ceramista richiede pazienza, giacché i tempi di realizzazione di un pezzo sono spesso lunghi e non sempre “le ciambelle riescono col buco” alla prima cottura. Il risultato finale, però, porta non solo la firma dell’artigiano, ma anche la vostra: di voi che avete scelto il decoro, i colori, la forma. Volete mettere la soddisfazione?

Dato il periodo, non vi resta che scegliere con attenzione i siti online su cui acquistate: in alcuni casi, ci sono aziende che sfruttano la piattaforma Amazon, ma vi consigliamo caldamente di dare un’occhiata anche su Etsy.

 

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