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Como, la cultura è “morta” e anche la città non sta molto bene

Como non sta molto bene, tra siti senza permessi, associazioni che si ritirano e aumenti delle tariffe, fare cultura in città è sempre più difficile.

Como
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Qualche tempo fa scrissi di Como e la sua Città dei balocchi, evento natalizio diventato ormai tradizione che attira sempre più turisti ogni anno. Il nostro Sasà è rimasto incantato dall’evento e quindi vorrebbe venire a Como per vedere la città. Ma cosa gli posso proporre?

A spasso per Como

Dai Sasà andiamo, oggi ti porto a fare un bel giro! Andiamo a visitare il Broletto, Spazio Natta, l’ex chiesa di San Francesco, il Museo civico e San Pietro in atrio, sei pronto? Andiamo! Ah no caspita il Museo civico è chiuso, non ha le certificazioni antincendio, pazienza andiamo al Broletto, come dici? Pure quello chiuso e anche gli altri? Ti sei informato e sono privi di permessi e/o certificazioni quindi non è possibile né visitarli, né avere manifestazioni ed esibizioni al loro interno?  E il Comune che dice? Hai provato a mandargli una mail e non ti hanno risposto? Qui bisogna vederci chiaro!

Metti una sera d’estate a Como

Avete mai fatto una passeggiata nelle serate estive per le vie di Como? Una cosa bellissima. Il lago nel suo splendore massimo, il colori del tramonto, le manifestazioni in giro per la città. Sempre che non succeda come l’anno scorso, quando la giunta comunale ha avviato le procedure per il bando spettacoli a Luglio, con un calendario solo per i mesi di agosto e settembre. In quei due mesi è stato possibile assistere a esibizioni per le vie della città, con lo slogan AcCOMOdatevi insieme al più internazionale “Take a seat”.

In poche parole chi voleva assistere a un evento, poteva andare all’autosilo di via Auguadri, prendere un seggiolino, portarselo all’evento e una volta finito, riportarlo all’autosilo. No, Sasà, non so se fosse contemplata l’opzione di portarsi una sedia da casa. A chi non era interessato a questo genere di cose non andava meglio. Sai che a Como c’è il coprifuoco? Tra vicini che non sopportano le persone fuori dai bar nelle sere d’estate e fanno causa (e la vincono pure!) e il decoro cittadino da salvaguardare ad ogni costo, in città non rischi di fare tardi. Alle 23 tutti i tavolini fuori dai locali devono essere ritirati e chi vuole continuare la serata deve entrare nel locale.

Hai notato anche tu le facce perplesse dei turisti, vero? Bé anche noi comaschi lo siamo, per conformazione geografica non abbiamo un’estate lunga e se non si può approfittare in quel periodo di stare fuori un po’ di più alla sera, quando lo facciamo? A dicembre?

Il funerale della cultura

Il 2020 è iniziato da poco, ma già gli eventi culturali e non solo, sono KO causa il diffondersi del Covid-19. Come se non bastasse chi si volesse organizzare qualcosa all’interno dei palazzi storici e dei musei della città (sì lo so Sasà, ho scritto sopra che mancano le certificazioni, ma sembra che se l’organizzatore chiede la sala, poi può chiedere la certificazione temporanea per la durata dell’evento), si trova a fare letteralmente i conti con rincari non indifferenti!

Si parte dai rincari minimi per le sale della Biblioteca, passando per i circa 100/150 € di media per le sale dei Musei civici, fino ad arrivare ai 200 € e più se si vuole Villa Olmo e le sue splendide sale decorate. A proposito di Villa Olmo, Sasà tu dovevi vedere che meraviglia le Grandi mostre in passato e gli spettacoli del Festival Como città della musica.

Le Grandi mostre erano organizzate da Sergio Gaddi a quel tempo assessore alla cultura (ci aveva già concesso una breve intervista quando parlammo della mostra di Warhol a Napoli), che in merito all’attuale situazione ci ha detto:

“La cultura a Como è stata assassinata, dopo il periodo dei grandi eventi qualsiasi tentativo di creare spazi culturali è quasi sempre stato affossato. Si può dire che il Comune abbia anticipato gli effetti del Coronavirus.”

Sai che lì ho visto danzare i Momix, gli allievi del corpo di ballo della Scala sulle musiche dei Pink Floyd e finanche Eleonora Abbagnato che omaggiava Luchino Visconti? La bellezza della Villa e del suo parco uniti alla grazia dei passi di danza, un sogno! Ora, del Festival rimangono gli eventi in città, sempre con nomi di prestigio, ma all’interno dell’Arena dietro al Teatro Sociale, location di tutto rispetto, ma non certo paragonabile ai giardini di Villa Olmo.

Proprio davanti al Sociale questa settimana si è svolto il funerale della cultura. Non si sa ancora per quale preciso motivo, il gruppo Marker, associazione di giovani comaschi, fautore di eventi sempre molto seguiti in città ha deciso di lasciare, sembra per lo scarso interesse verso la cultura e i giovani da chi dovrebbe incentivarli.

Per farlo hanno fatto trovare una bara nera posata su un drappo rosso e contornata di fiori, davanti al Teatro Sociale. Il Requiem definitivo si svolgerà il 28 marzo al cinema Gloria e il ricavato servirà per cercare di salvare il cinema stesso. Sì Sasà anche la situazione delle sale cinematografiche cittadine non è delle migliori, sembra proprio che tutto quello che riguarda la cultura a Como debba essere bistrattato.

Quando andavo a scuola, su un muro del centro apparve una scritta “Com de nocc l’é morta” (traduzione  “Como di notte è morta”), è passato “qualche” anno, ma la situazione non sembra sia migliorata, che ne dici Sasà?

Como
Anche tu come Sasà sei rimasto allibito dalla situazione comasca? Hai qualche idea per far ripartire la cultura in città? Scrivicelo qui sotto!

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