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Creature, Creatori al MAXXI: cosa resta di San Francesco?

La mostra romana collega arte contemporanea, sacro e materia nel segno del messaggio francescano

Massimo 1 ora fa 4
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Contenuti
Creature, Creatori al MAXXI: cosa sapere sulla mostraDa Burri a Maria Lai: artisti e temi di Creature, CreatoriSan Francesco e arte contemporanea: perché il tema conta

Creature, Creatori porta San Francesco al MAXXI di Roma attraverso l’arte contemporanea. La mostra, aperta fino al 20 settembre 2026, usa il messaggio francescano come chiave per rileggere materia, natura, sacro e fragilità nell’arte italiana dal secondo Novecento al presente.

Creature, Creatori al MAXXI: cosa sapere sulla mostra

Creature, creatori al maxxi: cosa resta di san francesco?

Creature, Creatori è una mostra del MAXXI dedicata al rapporto tra San Francesco e l’arte contemporanea. Curata da Beatrice Buscaroli, riunisce opere della collezione del museo e nuove commissioni, dentro il programma per l’ottavo centenario della morte del santo di Assisi.

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Il progetto, presentato dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, non si limita alla rappresentazione iconografica di Francesco. Il percorso guarda al suo modo di intendere il creato, al rapporto tra uomo e natura, alla povertà della materia e alla possibilità di parlare del sacro senza ricorrere alla celebrazione.

La mostra si inserisce in una stagione romana in cui i musei diventano luoghi di riflessione sul presente. In questo senso dialoga idealmente con altri racconti sul patrimonio, come il percorso dedicato al Museo delle Civiltà e ai suoi 150 anni, dove collezione, memoria e identità pubblica tornano al centro.

  • Titolo: Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea
  • Sede: MAXXI, Roma
  • Date: dal 22 maggio al 20 settembre 2026
  • Curatrice: Beatrice Buscaroli
  • Promozione: Direzione Generale Creatività Contemporanea e Fondazione MAXXI

Da Burri a Maria Lai: artisti e temi di Creature, Creatori

Il percorso mette in relazione artisti come Alberto Burri, Maria Lai, Piero Manzoni, Ettore Spalletti, Stefano Arienti e Bruna Esposito con lavori realizzati per l’occasione da Jacopo Benassi, Chiara Camoni, Aron Demedtz, Fulvio di Piazza, Marco Cingolani, Andrea Mastrovito, Alessandro Pessoli e Nicola Samorì.

Il nucleo più forte riguarda la materia. Le lacerazioni, le bruciature, i materiali poveri e gli oggetti sottratti alla gerarchia tradizionale dell’arte costruiscono un legame con l’essenzialità francescana. Non c’è una traduzione illustrativa del santo, ma una ricerca sul modo in cui la fragilità può diventare forma.

Il riferimento al Cantico delle Creature apre anche una questione storica. Il testo attribuito a San Francesco, ricordato dalla voce Treccani sul Cantico delle Creature, resta uno dei cardini della letteratura religiosa italiana e qui viene trattato come dispositivo culturale, non come semplice citazione devota.

San Francesco e arte contemporanea: perché il tema conta

La mostra del MAXXI funziona perché sposta il discorso dal culto alla percezione del presente. Il sacro emerge nelle superfici corrose, nei corpi feriti, nei materiali umili, nei paesaggi interiori. È un modo per chiedersi dove resista una spiritualità essenziale in una società che tende a ridurre ogni cosa a funzione e consumo.

Questa domanda non riguarda solo il museo. Attraversa anche il teatro, la musica e le arti performative, come dimostrano le stagioni culturali romane raccontate nella programmazione della Sala Umberto 2026/2027, dove il pubblico cerca forme nuove per leggere conflitti, memoria e relazioni umane.

Il punto più interessante di Creature, Creatori è proprio questo: San Francesco non appare come figura da fissare nel passato, ma come domanda ancora aperta. Nell’arte contemporanea, il suo messaggio può ancora indicare un modo diverso di guardare la materia, la natura e ciò che resta umano?

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