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Damon Albarn: arriva il secondo album da solista

Damon Albarn arriva con il suo nuovo album da solista, The Nearer The Fountain, More Pure The Stream Flows: un disco che parla di dolore e di perdita, ma anche di rinascita

Arriverà il 12 novembre il nuovo album da solista di Damon Albarn, dal titolo The Nearer The Fountain, More Pure The Stream Flows. Prodotto e distribuito da Transgressive Records, etichetta discografica inglese indipendente, l’album sarà composto da 11 tracce:

01. The Nearer The Fountain, More Pure The Stream Flows
02. The Cormorant
03. Royal Morning Blue
04. Combustion
05. Daft Wader
06. Darkness To Light
07. Esja
08. The Tower Of Montevideo
09. Giraffe Trumpet Sea
10. Polaris
11. Particles

L’album prende il titolo da un verso di una poesia di John Clare, Love and Memory, e, come rivelato da Damon Albarn, nasce da un periodo non troppo felice per l’artista:

“Ho attraversato un momento buio mentre scrivevo questo disco. Scrivere musica, però, mi ha aiutato e mi ha portato a credere che può ancora esistere una sorgente pura”

L’idea per questo nuovo disco è nata nel 2019, mentre il musicista era impegnato in una serie di concerti in Islanda e inizialmente era stato concepito come una piece da orchestra ispirata proprio ai freddi paesaggi islandesi. Albarn racconta: “l’Islanda è un bel posto per meditare. Un giorno stavo guardando fuori dalla finestra, ero perso nei miei pensieri, sognavo di fare musica. E’ arrivato un amico del Festival di Lione e mi ha fatto una proposta molto allettante; mi ha detto: ‘Puoi fare quello che vuoi’. Così, ho messo insieme musicisti, suonatori di archi, tre tromboni, alcune percussioni e tastiere. Abbiamo iniziato a suonare lì in Islanda, a comporre musica, e da lì ho poi cercato di sviluppare canzoni più pop, ma sempre tenendo a mente quelle atmosfere, seguendo quei suoni“. Le canzoni parleranno di perdita, di fragilità, di dolore, ma anche di rinascita.

Così il musicista ha dato la notizia sui social, accolta con enorme entusiasmo dai fan:

 

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L’incredibile entusiasmo dei fan è più che giustificato; Damon Albarn più che un semplice musicista è un artista a tutto tondo, che ama cambiare, sperimentare, fare cose nuove. In trentatré anni di carriera è passato dal fare musica pop insieme ai Blur, a fare hip hop e rap con i Gorillaz, passando dalla musica indie rock dei The Good, The Bad & The Ugly, band formidabile composta dal batterista Tony Allen, dal chitarrista dei Verve Simon Tong e dal mitico Paul Simonon dei Clash.

Come faccia Damon Albarn a seguire tutti questi progetti rimane un mistero, ma un mistero ancora più grande è come faccia a produrre un disco più bello dell’altro. A fine 2020 insieme ai Gorillaz aveva pubblicato Strange Timez (Song Machine: Season One), un disco formidabile nato dalla collaborazione con i più svariati artisti del panorama musicale contemporaneo e composto da brani hip hop, rap, punk rock, reggae, elettronici, R&B e acid house.

Il suo ultimo album da solista, Everyday Robots, invece, risale a sette anni fa, al 2014. Consigliatissimo l’ascolto di tutto il disco, pubblicato anche in versione acustica, e soprattutto di brani come Lonely Press Play, Everyday Robots e Heavy Seas of Love.

Qui il primo estratto del nuovo album da solista di Damon Albarn:

La carriera di Damon Albarn ha dell’incredibile: tra Blur, Gorillaz e The Good, The Bad & The Queen la scelta è difficile. Per te qual è il suo gruppo migliore, quello con cui è riuscito a sperimentare di più?
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