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Dpcm 3 dicembre: ancora chiusure per il mondo della cultura

Nessuna parola per la cultura nell'ultimo Dpcm 3 dicembre, chiusura dei musei, cinema e teatri prorogata fino al 15 gennaio

Dpcm 3 dicembre: proprio in questi giorni il Presidente del consiglio Giuseppe Conte l’ha firmato per regolamentare ulteriori misure restrittive che caratterizzeranno l’ultimo mese del 2020. Per la cultura rimangono confermate le chiusure dei musei, teatri, mostre, cinema, spettacoli dal vivo e concerti.

Le uniche aperture previste sono per gli archivi e le biblioteche che offrono servizi su prenotazione. Tali misure si estendono fino al 15 gennaio.

Le misure sono contenute al comma 10 dell’articolo 1: al paragrafo m) si stabilisce che “sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”, mentre il paragrafo r) dispone che “sono sospesi le mostre ei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica”.

dpcm 3 dicembre

Dpcm 3 dicembre: neanche una parola per la cultura

Il Dpcm 3 dicembre ha regolamentato le festività natalizie con il divieto di spostamento tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio (salvo che per il rientro presso la propria residenza, domicilio o abitazione, non valido però per le seconde case, che non potranno essere raggiunte), la riapertura della didattica in presenza per il 50% degli studenti a partire dal 7 gennaio, la chiusura degli impianti sciistici che potranno riaprire dal 7 gennaio, la possibilità di aperture dei negozi fino alle 21 (ma i centri commerciali rimangono chiusi il sabato e la domenica).

Nella conferenza stampa organizzata per presentare il Dpcm 3 dicembre, Conte non ha fatto alcun riferimento alla cultura, ne’ i giornalisti hanno posto al premier delle domande mirate sulla riapertura dei Musei, dei teatri e sulla ripresa degli spettacoli dal vivo. Non sono arrivate comunicazioni dal ministro Franceschini.

Manca una vera e propria progettazione sulla riapertura. Numerose invece sono le iniziative on-line, una valida alternativa, ma sicuramente non la regola. Se vuoi leggere il testo integrale del Dpcm 3 dicembre puoi andare sul  sito del governo

Europa e musei

Ma qual è la politica europea sulla cultura e sui musei? In Germania c’è un lockdown parziale fino al 10 gennaio, i musei, teatri e cinema attualmente sono chiusi, tuttavia il 4 gennaio, il governo si riunirà con i Lander (Stati federali) per prendere altre decisioni.

In Francia invece si parla di possibili riaperture dei Musei previste per il 15 dicembre. Emmanuel Macron indica una serie di condizioni necessarie affinchè ciò avvenga:

  • un numero di nuovi casi giornalieri inferiore ai 5000
  • un numero di persone ricoverate in terapia intensiva tra le 2500 e le 3000

Attualmente la Francia registra una media di 12-13.000 casi al giorno, mentre nelle terapie intensive ci sono 3425 ricoverati in tutto il paese.

In Spagna le chiusure sono determinate da “semafori”, simili al sistema italiano delle zone gialle, arancioni e rosse. Pertanto nelle zone con un livello basso di rischio i musei restano aperti. Nelle zone a rischio alto aprono solo per una capienza del 50%.

Per quanto riguarda il Regno Unito esiste sempre un sistema di allerta su base locale e nelle zone a basso rischio i musei rimangono aperti, ma viene disposta una chiusura alle 23 ad eccezione di cinema e teatri dove gli spettacoli cominciano alle 22. Viene stabilito un limite che deve essere il 50% della capienza massima. Non più di 4000 spettatori per gli spettacoli all’esterno, non più di 1000 per gli spettacoli all’interno. Nelle zone ad alto rischio c’è chiusura totale.

Anche in Svizzera, Olanda e Belgio le chiusure e le aperture variano su base locale, mentre in Austria ci potrebbe essere una riapertura dal 7 dicembre.

Ancora una volta nel Dpcm 3 dicembre si registra quindi la mancanza di una delle voci che determina l’eccellenza l’italiana: l’arte e la cultura.

Nell’attesa di una nuova riapertura seguici su arte.icrewplay.com

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