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Fabrizio De Andrè

In ricordo di Fabrizio De André e del suo Don Raffaè

Elogio al grande Fabrizio De André, uno dei cantautori più stimati dei nostri tempi e a "Don Raffaè", una delle sue canzoni più belle

Fabrizio De André è stato sicuramente uno dei migliori cantautori del XX secolo. Nato a Genova nel 1940, è conosciuto dal grande pubblico come Faber, nomignolo datogli affettuosamente dal suo amico, il grande attore Paolo Villaggio, che era al corrente della sua passione per le matite Faber-Castel.

Da bambino visse nelle campagne vicino Asti mentre si svolgeva il Secondo Conflitto Mondiale. A scuola fu sempre rimproverato per il suo carattere ribelle e fuori dagli schemi infatti, sin da quando era fanciullo, lo contraddistingueva una forte personalità.

Da adulto si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza ma non conseguì mai la laurea perché cominciò ad ottenere i primi contratti con le case discografiche. Questi successi lo convinsero ad abbandonare definitivamente gli studi per dedicarsi esclusivamente alla carriera musicale.

Iniziò così una vita da artista, fatta di feste, di notti brave e di lavori saltuari per mantenersi.

Negli anni tra il 1961 e il 1963 uscì il suo primo disco 45 giri e avvenne il suo primo debutto televisivo. La sua carriera decollò nel 1964 quando fu incisa La canzone di Marinella, scritta da lui ma cantata dalla grande Mina, che gli diede la notorietà che meritava.

De André ottenne un grandissimo successo con canzoni di eccezionale livello e altissimo significato come La guerra di Piero e la reinterpretazione dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters contenute nel disco Non al denaro, non all’amore né al cielo pubblicato nel 1971, le cui musiche compose insieme a Nicola Piovani.

Morì l’11 Gennaio 1999 alla giovane età di 59 anni a Milano, a causa di un carcinoma polmonare.

Fabrizio De André
Non al denaro, non all’amore né al cielo, Copertina disco, Fabrizio De André, 1971.

Perché la musica di Fabrizio De André è così importante?

Fabrizio De André è stato uno dei maggiori esponenti della Scuola genovese, un gruppo di artisti a cui è stato attribuito il grande merito di aver rinnovato la musica leggera italiana. Insieme a lui facevano parte di questa Scuola altre grandi personalità del calibro di Luigi Tenco e Gino Paoli.

Inoltre gli si attribuisce il merito di essere stato uno degli artisti che ha meglio valorizzato la lingua ligure in Italia.

Proprio qualche giorno fa, se fosse stato ancora vivo, si sarebbe celebrato l’anniversario della sua nascita. Il 18 Febbraio del corrente anno, infatti, tutto il mondo lo ha ricordato con grande affetto e con un po’ di amaro in bocca visto che, se non lo avesse spento quel brutto male, avrebbe compiuto 81 anni.

La particolarità di questo grandissimo artista è proprio all’ interno dei testi da lui scritti. Nelle sue canzoni si parla di persone umili, emarginati sociali, nani, prostitute, ladri, coloro che sono ai margini della società e ai quali, solitamente, non si riservano che parole aspre e pregiudizi.

Fabrizio De André con la sua cultura e la sua eleganza è riuscito a renderli i protagonisti di alcune tra le più belle canzoni esistenti, opere che sembrano quasi poesie. Era un progetto arduo quello che si era prefisso ma lui lo portò a compimento con tanta semplicità, ed è questo che lo rende così speciale agli occhi di chi lo ammira.

Merita una menzione speciale, oggi, la canzone Don Raffaè ispirata al personaggio di Raffaele Cutolo, boss della camorra napoletana. Egli è morto lo scorso 17 Febbraio nel carcere di Parma a causa di una lunga malattia che lo ha stroncato all’ età di 79 anni.

La canzone, ammise lo stesso De André, era chiaramente ispirata a lui ma non parlava di lui. Il cantautore, infatti, non lo menziona mai parlando, invece, di un tal Pasquale Cafiero, brigadiere del corpo di polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale (Na). Questi riconosce che la vera autorità del carcere non sono loro poliziotti, ma il boss Don Raffaè.

Questa fu l’ennesima denuncia sociale di Fabrizio, il quale voleva sottolineare le pessime condizioni in cui riversavano le carceri negli anni 80’ del 1900 e la sottomissione dello Stato alla criminalità organizzata.

Come tutte le altre canzoni di Fabrizio De André è un capolavoro che resterà nella nostra memoria per sempre.

Per ulteriori informazioni consultare il sito di Ansa notizie al seguente link: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/02/17/fabrizio-de-andre-oggi-avrebbe-81-anni-ma-resta-un-immortale_d4293784-8f45-4362-87fc-78945ecb8e7b.html.

Qual è la tua canzone preferita di Fabrizio De André? Per quale motivo? Quali sensazioni ti ispirano le sue canzoni?
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