Gianandrea Barreca, architetto genovese classe 1969, è morto il 15 giugno 2026 nella sua casa di Bogliasco, in provincia di Genova, all’età di 56 anni. La notizia, diffusa nelle ultime ore, ha colpito il mondo dell’architettura italiana e internazionale. Barreca era cofondatore, insieme a Giovanni La Varra, dello studio Barreca & La Varra, attivo a Milano dal 2008 e autore di alcuni dei progetti più significativi del paesaggio urbano italiano contemporaneo.
Cosa ha progettato Gianandrea Barreca: dal Bosco Verticale al Policlinico di Milano

La carriera di Barreca si intreccia con alcune delle opere architettoniche più riconoscibili del XXI secolo italiano. Nel 2007, all’interno del Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra), ha contribuito alla progettazione del Bosco Verticale di Milano, il complesso di due torri residenziali di 110 e 76 metri che ha ospitato 900 alberi e oltre 20.000 piante su una superficie di circa 1.000 metri quadrati. Inaugurato nel 2014 nel quartiere Porta Nuova, l’edificio è diventato un simbolo mondiale di architettura sostenibile e biodiversità urbana.
Accanto a questa icona verde, Barreca ha lavorato al progetto del Nuovo Policlinico di Milano, esito di un concorso internazionale vinto nel 2007 da Techint S.p.A. e dal Boeri Studio. Il nosocomio, attualmente in fase di completamento, sarà il più grande ospedale del capoluogo lombardo. Lo studio Barreca & La Varra ha inoltre realizzato la Cittadella dello Sport a Tortona, un palazzetto per 5.000 persone inaugurato nel settembre 2025, e numerosi interventi di social housing a Milano, come il complesso di via Antegnati (2022) e il master plan dello Scalo Greco-Breda, vincitore nel 2019 del concorso C40 Reinventing Cities.
Il metodo Barreca & La Varra: rigenerazione urbana e cura del territorio
La filosofia progettuale dello studio si articolava attorno a un concetto chiave: l’accompagnamento. Barreca e La Varra definivano il loro approccio come una cura di ritorno, un’attenzione costante verso le opere realizzate anche dopo la consegna. In un’intervista del settembre 2025, Barreca spiegava: gli edifici li sentiamo nostri, come fossero figli. Non sono di nostra proprietà, ma conserviamo sempre l’interesse nel seguirne le vicende. Questa visione si traduceva in una pratica architettonica che non si limitava alla forma, ma investiva le dinamiche sociali, economiche e ambientali dei quartieri.
Lo studio ha anche esplorato frontiere inusuali, come il teatro nel carcere di Udine, un intervento di cento posti a sedere che offre una funzione culturale tanto alla città quanto al luogo della pena. In Cina, a Hangzhou, Barreca & La Varra hanno partecipato al recupero di uno showroom dismesso, trasformandolo in un padiglione a uso misto culturale e commerciale. La monografia dello studio, Il superfluo e il necessario. Architetture di Barreca & La Varra, pubblicata da THE PLAN editions, dedica ampio spazio anche ai progetti irrealizzati, considerati patrimonio intellettuale a tutti gli effetti.
Cosa lascia Barreca all’architettura italiana: un’eredità tra sostenibilità e spazio pubblico
L’eredità di Gianandrea Barreca si misura su più piani. Da un lato, la concretezza di edifici che hanno ridisegnato lo skyline di Milano e di altre città italiane. Dall’altro, un metodo progettuale che pone al centro la qualità dello spazio pubblico e la sostenibilità intesa nella sua complessità. Barreca era docente universitario e osservava con attenzione le richieste delle nuove generazioni: mai come ora, diceva, gli studenti esprimono l’esigenza di un sollevamento qualitativo dello spazio pubblico in città. Le nostre città sono indietrissimo, anche Milano.
Il confronto con altre realtà internazionali emerge anche nelle riflessioni dello studio. Progetti come il Glass Pavilion M space a Bangkok mostrano come l’architettura contemporanea stia esplorando la relazione tra luce, meditazione e spazio. Barreca & La Varra, con il loro lavoro sui progetti residenziali e outdoor, hanno contribuito a definire un linguaggio architettonico che guarda al benessere abitativo e all’integrazione con il verde. Il futuro dello studio, ora guidato da Giovanni La Varra, dovrà confrontarsi con il vuoto lasciato da un partner fondamentale, ma anche con un corpus progettuale solido e riconoscibile.
I funerali di Gianandrea Barreca si terranno giovedì 18 giugno 2026 a Bogliasco. La sua scomparsa prematura lascia un’architettura italiana più povera, ma anche un invito a riflettere su come la professione possa coniugare grandi progetti e cura del territorio. Il Nuovo Policlinico di Milano, che Barreca non vedrà completato, resterà forse il suo monumento più silenzioso: un ospedale pensato non solo come contenitore di cure, ma come pezzo di città rigenerata.