Giuseppe Modica arriva al Mattatoio di Roma con Il fuoco nel mare, mostra gratuita aperta dall’11 settembre al 25 ottobre 2026 nel Padiglione 9a. Il percorso riunisce 40 opere di grandi dimensioni realizzate tra il 1997 e il 2026 e attraversa quasi trent’anni di ricerca senza costruire una semplice antologica.
Per chi vuole visitarla, i dati principali sono semplici: ingresso libero, Mattatoio di Testaccio, Piazza Orazio Giustiniani 4. L’orario ordinario del complesso è dalle 11:00 alle 20:00; prima di partire è comunque utile controllare eventuali variazioni del giorno sulla pagina ufficiale.
| Giuseppe Modica al Mattatoio | Informazione |
|---|---|
| Mostra | Il fuoco nel mare |
| Date | 11 settembre – 25 ottobre 2026 |
| Sede | Mattatoio di Roma, Padiglione 9a |
| Indirizzo | Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma |
| Ingresso | Gratuito |
| Orario ordinario del Mattatoio | 11:00-20:00 |
| Curatore | Giuseppe Appella |
| Opere | 40 lavori di grandi dimensioni, 1997-2026 |
Giuseppe Modica al Mattatoio: cosa vedere
La mostra non segue un ordine cronologico rigido. Le quaranta opere sono collegate da temi che tornano nella pittura di Modica: luce e buio, interno ed esterno, superficie e profondità, memoria e spazio. L’obiettivo non è quindi raccontare anno per anno la carriera dell’artista, ma mostrare come alcuni problemi visivi ritornino e si trasformino nel tempo.
La scheda del Mattatoio di Roma presenta Modica come uno dei rappresentanti più significativi della Nuova Metafisica. Nelle opere esposte la geometria non serve a rendere la scena fredda o astratta: costruisce spazi nei quali oggetti, finestre, riflessi e aperture sembrano sospesi tra realtà e immagine mentale.

Perché la mostra si chiama Il fuoco nel mare
Il titolo rimanda a Leonardo Sciascia e alla leggenda di Colapesce. Nel racconto, il giovane scende negli abissi e scopre che la Sicilia è sostenuta da tre colonne, una delle quali viene consumata dal fuoco dell’Etna. Acqua e fuoco diventano così due elementi opposti costretti a convivere.
È proprio questo contrasto a spiegare il legame con la pittura di Modica. Nelle sue tele gli opposti non vengono eliminati: luce naturale e artificiale, pieni e vuoti, profondità e superficie si rafforzano reciprocamente. Il mare non è soltanto un soggetto, ma una struttura mentale nella quale visibile e invisibile possono stare nello stesso spazio.
Giuseppe Modica e la Nuova Metafisica
La definizione di Nuova Metafisica, collegata alla lettura critica di Maurizio Fagiolo dell’Arco, aiuta a collocare il lavoro dell’artista senza trasformarlo in una replica del primo Novecento. Modica riprende il gusto per lo spazio sospeso, l’enigma e l’architettura mentale, ma lo porta dentro una pittura costruita attraverso luce, riflessi e geometrie contemporanee.
Per capire da dove nasce questo linguaggio può essere utile rileggere il nostro approfondimento su Giorgio de Chirico e la pittura metafisica. Il confronto serve soprattutto a cogliere la distanza: Modica non ricrea le piazze di de Chirico, ma conserva l’idea che uno spazio apparentemente ordinario possa diventare ambiguo e mentale.
Luce, tempo e spazio nelle 40 opere
La luce è il vero filo conduttore della mostra. Può essere diurna o notturna, naturale o artificiale, incidere su un interno oppure aprire una profondità che sembra proseguire oltre il quadro. Non è un semplice effetto atmosferico: determina il modo in cui percepiamo gli oggetti e la distanza tra ciò che vediamo e ciò che immaginiamo.
Anche il tempo funziona su più livelli. C’è il tempo della memoria individuale, quello collettivo e quello della pittura stessa, costruita per stratificazioni. Per questo le opere dal 1997 al 2026 possono convivere senza essere disposte come tappe di una cronologia scolastica.
Lo spazio, infine, alterna superficie e profondità. La precisione geometrica porta spesso l’occhio verso un punto lontano, ma contemporaneamente ricorda che stiamo guardando una tela. È questa tensione a rendere riconoscibile il lavoro di Modica.
Orari e ingresso gratuito
L’ingresso alla mostra è libero. Il Mattatoio indica il Padiglione 9a come sede del progetto. Il complesso osserva normalmente l’orario 11:00-20:00 e il lunedì non rientra nella normale apertura espositiva. In presenza di eventi speciali gli orari possono cambiare, quindi conviene controllare il calendario il giorno della visita.
La gratuità rende la mostra adatta anche a una visita breve, ma le quaranta opere di grande formato suggeriscono di calcolare almeno un’ora se si vuole seguire con attenzione il rapporto tra le diverse sale e i temi ricorrenti.
Come arrivare al Mattatoio di Roma
Il Mattatoio si trova in Piazza Orazio Giustiniani 4, nel quartiere Testaccio. Con la metropolitana il riferimento è la linea B, fermata Piramide. Sono disponibili anche il tram 3, con fermata Marmorata o Galvani, e gli autobus 719, 170 e 781 secondo le fermate indicate dal complesso.
La posizione permette di collegare la visita ad altri appuntamenti culturali della zona. Negli stessi giorni il complesso ospita anche la parte finale di Short Theatre 2026, che prosegue fino al 12 settembre tra Mattatoio e altre sedi romane.
Quando visitare Il fuoco nel mare
La mostra resta aperta fino al 25 ottobre 2026, quindi non ha una finestra di pochi giorni. Chi vuole evitare la concentrazione del primo weekend può scegliere una data successiva, mentre chi è già a Roma tra l’11 e il 12 settembre può sfruttare la presenza contemporanea di altri eventi al Mattatoio.
Il punto forte della mostra è la possibilità di vedere insieme quarant’opere costruite su quasi trent’anni di ricerca. Non serve conoscere già Giuseppe Modica: il rapporto tra mare, luce, geometria e memoria offre una chiave di lettura immediata, mentre il legame con la Metafisica apre un secondo livello per chi vuole approfondire la pittura italiana contemporanea.