Giuseppe Pambieri
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Giuseppe Pambieri un impeccabile Atreo in “Tieste”. Al Teatro Arcobaleno di Roma dal 20 al 29 maggio

Al Teatro Arcobaleno di Roma va in scena Tieste di Seneca con Giuseppe Pambieri, dal 20 al 29 maggio

Uno spettacolo dal forte valore didattico ed educativo. Di grande impatto, ottimo per avvicinarsi alla letteratura latina. Inoltre se vuoi conoscere la tradizione attoriale italiana, osserva la tecnica di Giuseppe Pambieri. Un cast fortemente coeso ed energizzante.

Una grande tradizione attoriale e la grande letteratura teatrale latina costituiscono la miscela vincente di Tieste, tragedia di Seneca, raramente rappresentata e che non ha una storia corrispondente nel mondo greco, anche se Atreo, altri non è che il padre di Agamennone e Menelao.

Il Tieste per la regia di Giuseppe Argirò, ha già debuttato in Prima nazionale al Festival del Teatro Classico di Formia ed è in scena al teatro Arcobaleno di Roma dal 20 al 29 maggio.

Accanto a Giuseppe Pambieri, nel ruolo di Atreo, troviamo un bellissimo ed energico cast formato da Gianluigi Fogacci e Sergio Basile, e tre attori giovani: Elisabetta Arosio, incisiva nel ruolo della Furia, Roberto Baldassarri, con un grande talento, nel creare con il suo importante monologo, l’immagine del crudele delitto e il giovanissimo Vinicio Argirò nel ruolo di Tantalo, pulito, fresco nel rappresentare quel misto di sogni, paure e speranze di un giovane che sta per andare incontro ad un terribile destino.

Giuseppe Pambieri

Giuseppe Pambieri, una rappresentazione lucida dell’ira, della vendetta e della rabbia di Atreo.

Seneca che viveva nel periodo neroniano, dominato dalle morti e dalla vendetta, ha rappresentato nel Tieste, la bramosia del potere che si trasforma in una malefica spinta verso le lotte fratricide al limite del cannibalismo. Il trono posto al centro della scena rappresenta un elemento fortemente contaminante.

Il Fantasma di Tantalo (Salvatore Basile), viene inviato dalla Furia nel mondo dei vivi per spargere altro sangue presso la sfortunata e maledetta dinastia dei Pelopidi, già scossa dalla rivalità tra Atreo e Tieste.

Atreo, pur avendo riconquistato il suo trono, non riesce a dimenticare che il fratello Tieste aveva rubato il vello dell’ariete d’oro per usurpare il trono e che aveva insidiato la moglie Erope. Ha persino dei dubbi sulla paternità di Agamennone e Menelao. Medita una crudele vendetta contro il fratello e per portarla a compimento decide di richiamarlo a Micene con il pretesto della riappacificazione e della divisione del trono.

Tieste, che aveva iniziato un percorso purificante dagli eccessi del potere, accetta tra mille dubbi e perplessità, ma viene incoraggiato dal figlio Tantalo. Dal momento in cui abbraccia il fratello traditore, indossa la porpora, la corona e viene in contatto col trono, perde di vista i figli e i buoni propositi. Tantalo il giovane, si illude di poter un giorno governare, si siede sul trono, ma viene ucciso da Atreo e divorato da un inconsapevole Tieste.

Giuseppe Pambieri

Un messaggero racconterà al Corifeo/Fantasma di Tantalo l’efferato delitto di Atreo che davanti all’altare squarterà le carni dei fanciulli e le cucinerà per Tieste, conservando solo le teste e le mani.

L’odio e le vendette hanno creato una continuità invisibile, ma allo stesso tempo palpabile tra mondo dei vivi e mondo dei morti. Il fantasma di Tantalo che pure in vita si era macchiato del delitto di Pelope, agisce nel regno dei vivi, dove viene inviato dalla Furia per spargere altro dolore, con una ritrovata saggezza, grande impotenza e immenso dolore.

Si affeziona al giovane Tantalo ed è consapevole che il ragazzo è destinato all’Ade. Molto toccante il gesto del dono delle Consolazioni filosofiche di Boezio, un testo relativo alle ultime riflessioni del poeta latino, prima di essere condannato a morte. Seneca entra dunque nella tragedia, purificando, ma solo in parte, il regno dei morti, e lasciando nello sgomento il regno dei vivi.

Quando il messaggero riporterà al fantasma di Tantalo/Corifeo il testo di Boezio, lo spettatore raccoglierà quel dolore e capirà che nessuna consolazione, nessuna illusione potrà salvare dal male. Le tenebre sullo sfondo costituiscono la visione di un mondo che ha perso o non sa trovare la luce.

Giuseppe Pambieri interpreta un Atreo, lucido, razionale, propenso all’inganno, posseduto da quella furia che lo spinge a compiere l’efferato gesto, come un sacerdote giustiziere. Grande forza e grande tecnica degna di un attore di grande esperienza. Gianluigi Fogacci, nel ruolo di Tieste, ha raccolto l’eredità di Paolo Graziosi, scomparso lo scorso febbraio.

Un’opera, il Tieste, che rimarrà in eterno il racconto del potere che degenera nell’oscurità, al di là del tempo e dello spazio.

Giuseppe Pambieri

Lo spettacolo sarà ancora in scena fino al 29 maggio. Per informazioni e prenotazioni visita il sito www.teatroarcobaleno.it.

 

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