La mostra Hokusai. Il segreto dell’Onda che attraversa l’Europa resta a Palazzo delle Paure di Lecco fino a domenica 27 settembre 2026. Il percorso riunisce 75 opere provenienti da collezioni private e mette al centro la celebre Grande Onda, le tecniche della xilografia e il dialogo tra l’arte giapponese e la cultura visiva europea.
Per chi vuole visitarla nelle ultime settimane, le informazioni principali sono già definite: martedì apertura 10:00-14:00, da mercoledì a domenica 10:00-18:00, lunedì chiuso. Il biglietto intero costa 12 euro, il ridotto 8 euro e l’ultimo ingresso è previsto un’ora prima della chiusura.
| Hokusai a Lecco 2026 | Informazione |
|---|---|
| Mostra | Hokusai. Il segreto dell’Onda che attraversa l’Europa |
| Ultimo giorno | 27 settembre 2026 |
| Sede | Palazzo delle Paure, Piazza XX Settembre 22, Lecco |
| Martedì | 10:00-14:00 |
| Mercoledì-domenica | 10:00-18:00 |
| Lunedì | Chiuso |
| Biglietto intero | 12 euro |
| Ridotto | 8 euro |
| Ultimo ingresso | Un’ora prima della chiusura |

Fino a quando si può vedere Hokusai a Lecco
L’ultimo giorno utile è domenica 27 settembre 2026. La mostra è aperta dal 21 marzo e la chiusura di fine mese rende settembre la finestra finale per vedere il progetto curato da Paolo Linetti, con un intervento di Simona Bartolena.
Il riferimento operativo resta la pagina ufficiale di ViDi Cultural dedicata alla mostra di Hokusai, che conferma periodo, sede e orari. Prima di partire conviene controllarla per eventuali variazioni dell’ultima settimana.
Cosa vedere: la Grande Onda e le opere in mostra
Il percorso riunisce 75 opere da collezioni private e segue alcuni passaggi fondamentali dell’evoluzione di Katsushika Hokusai. Il punto più riconoscibile è La grande onda al largo di Kanagawa, dalla serie delle Trentasei vedute del Monte Fuji, diventata una delle immagini più note dell’intera storia dell’arte.
La mostra non usa però la Grande Onda come semplice icona. Il tema dell’acqua permette di osservare come Hokusai trasformi cascate, onde, pioggia e movimento in strutture visive. Linea, ritmo e composizione costruiscono una natura potente, ma leggibile attraverso un controllo tecnico rigoroso.
Per approfondire questo punto puoi leggere il nostro articolo su perché la Grande Onda di Hokusai è blu e sul ruolo del blu di Prussia. È un collegamento utile prima della visita, perché il colore è uno degli elementi che hanno contribuito alla forza moderna dell’immagine.
Perché la Grande Onda è diventata universale
La composizione funziona su più livelli. L’onda domina il primo piano, le barche vengono spinte dentro il movimento dell’acqua e il Monte Fuji appare piccolo e stabile sullo sfondo. La tensione nasce dal contrasto tra instabilità e permanenza: l’occhio percepisce il pericolo dell’onda ma trova nel Fuji un punto fermo.
La forma della cresta sembra quasi moltiplicarsi in artigli o schiuma, mentre il profilo del Fuji riprende una geometria che ritorna nella massa d’acqua. È uno dei motivi per cui l’opera continua a funzionare anche fuori dal contesto giapponese: la scena è precisa, ma il rapporto tra uomo, natura e rischio è immediatamente comprensibile.

Hokusai e il dialogo tra Giappone ed Europa
Il sottotitolo della mostra richiama direttamente il passaggio delle immagini giapponesi verso l’Europa. Nell’Ottocento stampe e oggetti provenienti dal Giappone modificarono lo sguardo di molti artisti occidentali, contribuendo alla nascita del japonisme e a nuove soluzioni per taglio dell’immagine, colore e spazio.
Per capire il linguaggio dal quale nasce Hokusai è utile anche il nostro approfondimento sull’ukiyo-e e la storia del “mondo fluttuante”. La xilografia non era un oggetto isolato da museo come la percepiamo oggi: faceva parte di una cultura visiva più ampia, costruita sulla riproduzione e sulla circolazione delle immagini.
Biglietti e riduzioni
Il biglietto intero costa 12 euro. La tariffa ridotta indicata per diverse categorie è di 8 euro. Tra i beneficiari del ridotto rientrano ragazzi dai 13 ai 18 anni, over 65, studenti universitari con tesserino, gruppi di almeno 15 adulti e soci FAI e TCI.
Per famiglie, scuole e altre categorie possono essere previste condizioni specifiche. Se la visita è organizzata per un gruppo o se si vuole usufruire di una riduzione, è meglio verificare i requisiti prima dell’acquisto invece di considerarli automatici.
Quanto tempo serve per la visita
Per una visita senza fretta è ragionevole considerare circa 60-90 minuti. Chi vuole soffermarsi sui dettagli delle xilografie, sulle tecniche e sui confronti tra Oriente e Occidente può prevedere più tempo. Il martedì la finestra è più corta, perché il museo chiude alle 14:00.
Da mercoledì a domenica l’orario 10:00-18:00 offre più margine. L’ultimo ingresso un’ora prima della chiusura non va letto come una durata consigliata: entrare alle 17:00 lascia soltanto il tempo minimo per attraversare il percorso.
Dove si trova Palazzo delle Paure
Palazzo delle Paure si trova in Piazza XX Settembre 22, nel centro di Lecco. La posizione consente di abbinare facilmente la mostra a una passeggiata sul lungolago o agli altri musei cittadini senza spostamenti lunghi.
Chi arriva da fuori città dovrebbe controllare orari ferroviari, parcheggi e tempo necessario per raggiungere il palazzo, soprattutto nell’ultimo weekend della mostra. Il 27 settembre è la data finale: rimandare all’ultima giornata riduce il margine in caso di imprevisti o maggiore affluenza.